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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
20 lug 2022
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3 minuti
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Dopo 20 anni di battaglie legali, Manolo Blahnik vince una causa storica contro un marchio cinese

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
20 lug 2022

Non c'è da stupirsi che Manolo Blahnik definisca questa vittoria “rimarchevole” ed “eccezionale”. Gli ci sono voluti 22 anni, ma il designer di scarpe di lusso basato nel Regno Unito ha vinto una causa storica contro un marchio in Cina.

Manolo Blahnik


In effetti, nel 1999 un marchio denominato "Manolo & Blahnik" era stato depositato e approvato in Cina, dove viene applicato il sistema del "first to file", ovvero della protezione garantita al primo che deposita un brand. Dal gennaio del 2000, l’etichetta di calzature di lusso si è impegnata in una battaglia legale, in quanto quel marchio impediva allo stilista di usare il proprio nome in tutta la Cina.

La procedura è stata ritardata di molti anni e più volte rinviata in appello. Il suo obiettivo era di provare l'esistenza del marchio Manolo Blahnik fin dagli anni '70, e il non-uso del marchio registrato in Cina.

La positiva conclusione della procedura “apre la strada al marchio per potersi commercializzare per la prima volta in tutto il Paese”. La vittoria segue le risultanze dell’udienza di riesame dello scorso gennaio, con la Corte Suprema che ha emesso una sentenza definitiva che cinque mesi dopo conferma l'invalidazione basata sui diritti del nome di Manolo Blahnik.

Inoltre, questa vittoria legale “crea un solido precedente per gli altri attori del settore, che potranno far valere i propri diritti contro i marchi pirata in Cina”. L'esito di questa procedura significa che, per la prima volta dal 1999, Manolo Blahnik potrà usare il suo nome e offrire le proprie creazioni ai suoi clienti in tutta la Cina. “Sono impaziente di tornarci, per riscoprire la bellezza e l'eleganza della Cina”, ha detto Manolo Blahnik, fondatore e direttore creativo della sua label, rivelando il verdetto.
 
Commentando la sentenza, Manolo Blahnik, ha anche dichiarato: “Siamo davvero colpiti e grati per il supporto che abbiamo ricevuto in Cina e a livello internazionale, sia all'interno del settore della moda che oltre”.

“Questo generoso sostegno ha contribuito in modo determinante a tale risultato positivo. I miei più sinceri ringraziamenti alla Corte Suprema del popolo cinese e a tutti coloro che sono stati coinvolti in questo lunghissimo caso; il risultato è straordinario”, ha precisato ancora Manolo Blahnik.

Manolo Blahnik


Kristina Blahnik, CEO dell'azienda e nipote del fondatore, ha aggiunto: “Questa è una vittoria significativa per mio zio, la nostra famiglia e il nostro team, e vorrei esprimere la mia gratitudine alla Corte Suprema del popolo cinese per il suo esame approfondito e minuzioso del nostro caso di lunga data”.

“Abbiamo sempre ammirato il ricco patrimonio culturale della Cina e della sua gente e non vediamo l'ora di unirci al suo vivace futuro condividendo la storia, le creazioni e le passioni di Manolo. La Manolo Blahnik Company continuerà a proteggere vigorosamente i suoi marchi in tutto il mondo, a beneficio di mio zio Manolo, dei nostri clienti e della nostra azienda”, ha proseguito.

Al Financial Times, Kristina Blahnik ha anche dichiarato: “Quando abbiamo ricevuto la chiamata, siamo scoppiati in lacrime”. Manolo Blahnik ha aggiunto che i piani della società per il mercato cinese erano ancora agli inizi, ma che sperava di iniziare a vendere direttamente in Cina nella seconda metà del prossimo anno. “Non abbiamo intenzione di precipitarci in Cina, vi ci evolveremo lentamente”, ha aggiunto la CEO.
 
È importante sottolineare che Georgina McManus, Chief Legal Officer, ha anche affermato: “Questa è una decisione storica che dimostra come la Corte Suprema del popolo cinese si impegni ad applicare una giustizia fondamentale. È stato un percorso lungo e difficile, e questo risultato non sarebbe stato possibile senza la dedizione, la tenacia e il supporto dei nostri team, consulenti e amici del marchio, nonché la leadership di Jack Randles, Head of Legal”.

Con la redazione francese

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