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Dolce & Gabbana: un'ode all'artigianato (e all'uno per cento)

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 11 gen 2020
Tempo di lettura
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Poche case nel mondo febbrile e artificiale della moda fanno così tanti sforzi per connettersi alle proprie radici come Dolce & Gabbana, la cui ultima collezione è stata un'ode affascinante e delicata all'artigianato italiano e alle loro profonde origini siciliane.

Dolce & Gabbana - Autunno-Inverno 2020 - Menswear - Milano - © PixelFormula


Due modelli hanno persino affrontato la passerella cullando delicatamente tra le braccia degli agnellini – anche se si trattava della collezione per l’Autunno-Inverno 2020/21. Entrambe le creaturine avevano l’aria alquanto perplessa. Potrà anche essere l'alba di un nuovo decennio, ma Dolce & Gabbana sono molto più interessati al tramonto delle abilità e dei ‘saper fare’ secolari del loro Paese.
 
Intitolata “I Mestieri dʼArte”, la sfilata e i suoi vestiti hanno rappresentato un esteso omaggio a tutte quelle antiche abilità artigianali che in gran parte stanno lentamente, ma inesorabilmente, scomparendo.

I designer hanno persino collocato una serie di artigiani a lavorare all'ingresso del loro show: quattro donne che lavoravano furiosamente a maglia davanti a un orologiaio di età avanzata e ad un orafo ancora più anziano.
 
Intanto, lo sfondo del défilé era costituito da un brillante collage di video in bianco e nero che mostravano avvizziti artigiani rurali, cestai, fabbri, pastori, lattonieri, vasai e muratori, solo per citarne alcuni.
 
Sorprendentemente, Stefano e Domenico per una volta non hanno usato la loro tipica musica d’apertura, il tema del Gattopardo di Luchino Visconti. La colonna sonora era invece costituita da una mezza dozzina di brani di Franco Battiato, il meraviglioso cantautore siciliano le cui canzoni esplorano idee filosofiche ed esotiche. Un altro elemento che aggiungeva un senso di evento a questo memorabile show.

Dolce & Gabbana - Autunno-Inverno 2020 - Menswear - Milano - © PixelFormula


Ad aprire la sfilata una serie abbondante di capi in maglia a grosse trame che facevano pensare che le signore impegnatissime all’ingresso avessero appena finito di confezionarli per aprire lo show – grandi maglioni, tute, cardigan imponenti o cappotti sovradimensionati.
 
La sfilata è poi sfumata a livello stilistico verso alcune proposte in cui i gessati sartoriali venivano rivisitati in maniera nettamente più rustica: i modelli indossavano tutti dei berretti di lana piatti, ispirati alle famose scene del film Il Padrino quando Al Pacino fugge in Sicilia e incontra Apollonia.
 
Anche l'antica arte della smaltatura era messa in risalto, in alcune fantastiche camicie da festa di seta con sopra stampati dei motivi fotografici di teiere.
 
Quasi ogni outfit era abbinato a pesanti stivali militari o da contadino con spesse suole di gomma con scanalature “da pneumatici” – le calzature imprescindibili per il prossimo inverno.
 
Tuttavia, anche se sicuramente i due stilisti italiani si sono divertiti a provare il piacere di riaffermare il loro DNA rusticano e le loro origini contadine, Dolce & Gabbana sta diventando un brand dal posizionamento di gamma sempre più elevato. Si pensi che il marchio ha appena aggiunto un quarto piano al suo flagship dedicato all’abbigliamento maschile su Corso Venezia, nel centro di Milano. Oltre al ready-to-wear di lusso, c'è anche una nuova e ricca selezione di orologi di altissima gamma, i cui modelli più recenti sono ispirati ai disegni di Leonardo da Vinci.

Dolce & Gabbana - Autunno-Inverno 2020 - Menswear - Milano - © PixelFormula


Sostanzialmente pensato per conquistare l’un percento dell’un percento, ovvero la sua clientela più facoltosa, il top della linea, l’orologio-braccialetto tempestato di smeraldi “Don Carlo”, un segnatempo da polso unico nel suo genere con il movimento brevettato D&G a tourbillon è in vendita al prezzo di – gulp – 675.000 euro.
 
Una cifra che, evidentemente, non ha niente a che vedere con la semplicità della vita di un artigiano o di un contadino, ma che comunque fa tanto Dolce & Gabbana.

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