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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
26 gen 2022
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Dolce & Gabbana rinuncia a pellicce animali e lana d’angora

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
26 gen 2022

Il marchio Dolce & Gabbana ha annunciato l'intenzione di “non utilizzare più pellicce animali (e angora) in tutte le sue collezioni dal 2022”, e che intende impegnarsi maggiormente nell’utilizzo di pellicce sintetiche.

Dolce & Gabbana. Sfilata della collezione Autunno-Inverno 2022/23 a Milano - Dolce & Gabbana


“Al fine di preservare il lavoro e la professionalità dei maestri pellicciai, custodi di conoscenze e competenze specifiche dall’imprescindibile valore aggiunto, Dolce & Gabbana continuerà a collaborare con questi artigiani per la realizzazione di capi di abbigliamento e accessori in pelliccia ecologica”, afferma il brand, che fa riferimento a “un'alternativa sostenibile all'eco-pelliccia, utilizzando materiali riciclati e riciclabili”.
 
Il marchio italiano di moda e lusso afferma che questa nuova politica è supportata dalla Humane Society of the United States e dalla Humane Society International e segue le linee guida della Fur Free Alliance. La comunicazione di Dolce & Gabbana arriva appena una settimana dopo un annuncio simile di Moncler, che ha deciso di eliminare tutte le pellicce naturali dalla propria offerta.

“Dolce & Gabbana sta lavorando per un futuro più sostenibile che non può prevedere l'uso della pelliccia animale”, afferma Fedele Usai, responsabile comunicazione e marketing del gruppo. “L'intero sistema moda ha un ruolo di responsabilità sociale importante che deve essere promosso e incoraggiato: noi integreremo dei materiali innovativi nelle nostre collezioni e svilupperemo processi produttivi rispettosi dell'ambiente, preservando nel medesimo tempo i posti di lavoro e il know-how degli artigiani, che altrimenti rischiano di scomparire”.
 
Negli ultimi anni, un numero crescente di marchi di lusso ha gradualmente eliminato la vera pelliccia, sia utilizzata come rivestimento che come materiale principale, dai loro capi. E soprattutto in Italia, da Valentino ad Armani, passando per Gucci, Versace o Prada, i grandi nomi della moda locale si sono assicurati di comunicare per bene la loro decisione.

Shutterstock


Tuttavia, Dolce & Gabbana si distingue dai colleghi del comparto, perché associa la sua decisione all'impegno nei confronti dei professionisti della pelliccia, nel loro passaggio verso un lavoro con pellicce provenienti da fonti alternative. C'è anche un aspetto commerciale nel nuovo approccio di D&G, in quanto la pelliccia sintetica sta guadagnando popolarità tra i marchi desiderosi di mantenere le caratteristiche e i vantaggi della pelliccia classica, offrendone però versioni che non scatenino sensi di colpa negli animi dei clienti.
 
In Francia, i parlamentari hanno concordato lo scorso ottobre il testo di ratifica della chiusura entro quattro anni degli allevamenti destinati principalmente alla pelliccia. Si tratta di quattro aziende specializzate, che possiedono un totale di 10.000 animali e che gestiscono 2.500 posti di lavoro diretti e indiretti, secondo Pierre-Philippe Frieh, portavoce dell'industria francese delle pellicce, che spera che la decisione venga ribaltata davanti al Consiglio Costituzionale.
 
Dopo la Francia, è stata l'Italia ad annunciare a dicembre l'imminente chiusura degli allevamenti da pelliccia. I dieci allevamenti di visoni ancora attivi nella penisola chiuderanno i battenti nella prima metà dell'anno, secondo il testo votato dall'esecutivo italiano. Questo provvedimento legislativo rende lo Stivale il 16° Paese europeo a vietare l'allevamento di animali da pelliccia.

Dolce & Gabbana - Autunno-Inverno 2015 - Womenswear - Milano - © PixelFormula

 
Nel Regno Unito, l’organizzazione per la difesa degli animali PETA (People for Ethical Treatments of Animals) ha affermato di aver portato avanti una campagna di denuncia e sensibilizzazione durata due decenni che ha incluso proteste all'esterno e all'interno dei negozi del marchio italiano e di aver “festeggiato la decisione compassionevole, e saggia dal punto di vista del business, presa da Dolce & Gabbana di vietare la pelliccia e l'angora, approccio che è perfettamente in linea con i tempi”.

Negli ultimi tempi, PETA è passata da un focus sulla pelliccia a una campagna anche contro l'uso di pelli esotiche, come alligatori e serpenti. E ha rivolto le proprie attenzioni pure alla seta.

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