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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
3 set 2020
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4 minuti
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Dolce & Gabbana: nella sfilata di Alta Sartoria un ritorno ai fasti del Rinascimento

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
3 set 2020

Menswear manierista per eccellenza. Questo è stato lo stile dell’abbigliamento maschile visto alla sfilata di Alta Sartoria, la collezione di moda sartoriale di Dolce & Gabbana, presentata con enorme clamore mercoledì sera a Palazzo Vecchio di Firenze.

Dolce & Gabbana - Alta Sartoria - Firenze - Foto:Dolce & Gabbana


Lo show – introdotto dal sindaco Dario Nardella, che ha anche consegnato all'attrice Monica Bellucci le chiavi della città – ha presentato 100 look e ha segnato il primo grande evento in passerella di un'acclamata casa di moda internazionale da quando il mondo è entrato in lockdown a causa del Covid-19 questa primavera.
 
Il tutto svelato all'interno del Salone dei Cinquecento, l'imponente sala consiliare decorata da giganteschi affreschi di Giorgio Vasari, la prima persona ad usare il termine Rinascimento in un’opera scritta.

La sfilata si è aperta con diverse camicie medievali rifinite con il giglio rosso, o iris, che i Medici adottarono come emblema della città e che i fiorentini indossarono in battaglia, persino durante la Prima Crociata. Poi in passerella è stata la volta di un bel giovane, che ha sfilato con orgoglio indossando una redingote cerulea decorata con un giglio scarlatto realizzato con piume. Una creazione di Duccio Mazzanti, uno specialista fiorentino delle piume, terza generazione dell’azienda di famiglia, nonché uno dei 35 esperti artigiani locali che hanno contribuito a questa serie di tre giorni di eventi organizzati da Dolce & Gabbana, la quale comprendeva anche la mostra d’alta gioielleria vista in apertura e un défilé d’alta moda in una villa in collina giovedì sera.
 
Lungo tutto lo show, Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno fatto riferimento alle grandi icone del Rinascimento – Michelangelo, Leonardo, Ghirlandaio e Botticelli. Interpretando le idee umaniste di quell'epoca (in cui l'uomo, e non dio, divenne il centro dell'universo) in abiti sontuosamente stravaganti. Il défilé è culminato su vesti ducali in visone, lingotti e ricami in oro, degni di Cosimo de’ Medici, e riecheggianti dipinti di sovrani di Firenze, di artisti del calibro di Salviati. Ritratti di Lorenzo il Magnifico e Giovanni dalle Bande Nere, il più grande condottiero dell'epoca, sono addirittura apparsi su tuniche di broccato dorato.

Dolce & Gabbana - Alta Sartoria - Firenze - Foto: Dolce & Gabbana


In un altro momento di grande bravura, la coppia di stilisti ha trasferito l'immagine di un guerriero tra spade, lance e trombe, vista nell'enorme affresco del Vasari della Battaglia di Marciano, su una straordinaria vestaglia jacquard ricamata e rifinita con risvolti in astrakan.
 
Inoltre, le ricche tonalità di quegli affreschi apparivano in una serie di completi estremamente ben tagliati – composti da giacche doppiopetto affilate come rasoi e pantaloni alla caviglia rifiniti con eleganza.
 
L’intero show con il suo concept avrebbero potuto facilmente scadere nel cliché, tranne per il fatto che il finale è stato così spettacolare, la tavolozza dei colori così intensa e il senso di celebrazione così memorabile. In breve, abbigliamento maschile per uomini distinti che raggiunge il livello di haute couture che viene realizzato per le donne più ricche del mondo.
 
“A pensarci bene, dopo aver passato tutto questo tempo qui con gli artigiani locali, ho capito che il vero ruolo di noi italiani è usare idee antiche e nuove per creare bellezza per il mondo”, ha detto Domenico nella conferenza stampa pre-show all'interno di un antico chiostro, scatenando uno scroscio d’applausi dal gruppo di circa 100 italiani che lo ascoltava.

Cinque secoli fa, Leonardo da Vinci tentò un nuovo metodo per asciugare prima e meglio uno dei suoi affreschi nel Salone dei Cinquecento sospendendo alle pareti bracieri di carbone caldo, che però riuscirono solo a sciogliere la vernice, e i colori finirono col formare una pozzanghera sul pavimento. Invece tutto ha funzionato molto bene in questa collezione. Fino alla misteriosa scritta apparsa su diversi smoking, Cerca Trova, un riferimento al mito secondo cui i resti dell'affresco danneggiato di Leonardo siano ancora nascosti dietro l'opera successiva del Vasari, che lasciò quella scritta su un drappo come stimolo alla ricerca.

Dolce & Gabbana - Alta Sartoria - Firenze - Foto: Dolce & Gabbana


Nel dopo-show, gli ospiti hanno potuto ammirare una straordinaria esibizione di tamburini e sbandieratori in costumi tradizionali che camminavano al ritmo dei tamburi mentre centinaia di persone del posto assistevano alla parata dal lato opposto di Piazza della Signoria.
 
Per una maliziosa ironia della storia, l’esibizione si è svolta nello stesso posto in cui l'austero monaco domenicano Girolamo Savonarola, che governò Firenze per un breve periodo di quattro anni, ha inscenato il suo falò delle vanità (quando fece distruggere opere d'arte di Botticelli e arazzi, specchi, cosmetici e sculture) prima di esservi poi lui stesso giustiziato nel 1498.
 
Certamente Savonarola sarebbe rimasto sconvolto dalla magnificenza degli eccessi di questa collezione Alta Sartoria, con la sua suprema autoindulgenza e iper opulenza. Una brillante dichiarazione di moda che offre una visione di un futuro più luminoso e ottimista alla fine del tunnel chiamato Covid-19.

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