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Dolce & Gabbana conta su Carlo Gariglio per rilanciarsi in Cina

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 28 ott 2019
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Dolce & Gabbana si riorganizza in Asia, per riguadagnare terreno in Cina. Dopo le polemiche scatenatesi nel Paese asiatico a seguito di una controversa campagna pubblicitaria, la firma italiana ha assunto in giugno Carlo Gariglio per supervisionare l’Asia-Pacifico. Il manager italiano può vantare un'esperienza importante nel lusso, dato che ha lavorato oltre 20 anni per diverse griffe in Giappone.

Dolce & Gabbana, un look dell'ultima sfilata per la PE 2020 - © PixelFormula


In particolare, Gariglio è stato fino a poco tempo fa il direttore della filiale di Salvatore Ferragamo in Giappone e Corea del Sud. Dopo studi economici a Milano, il manager ha iniziato la carriera da Ermenegildo Zegna, dove si è occupato dell’ambito finanziario per quasi dieci anni prima di essere inviato dall’azienda di abbigliamento maschile a Tokyo, come direttore finanziario e operativo della sua filiale giapponese. Nel 2005, il professionista passa a Max & Co Japan, come direttore delle operazioni. Successivamente diventa presidente e CEO di Alfred Dunhill Japan nel 2009 e quindi occupa la stessa posizione da Cartier Japan a partire dal 2013, prima di approdare in Salvatore Ferragamo nel 2017.
 
Divenuto ora presidente e CEO della regione Asia-Pacifico per Dolce & Gabbana, Gariglio avrà il delicato compito di riconquistare quote di mercato per il marchio nostrano, in forte contrazione in Cina. Le vendite della griffe nella zona Asia-Pacifico rappresentano il 22% del suo fatturato totale del 2018/19, contro il 25% dell’esercizio precedente, e il gruppo prevede ancora un calo delle vendite nell’ex Impero Celeste nel corso dell’attuale esercizio 2019/20.

Secondo un esperto del comparto del lusso, “gli affari in Cina stanno ripartendo molto lentamente per Dolce & Gabbana”. Secondo le stime, prima del boicottaggio causato dallo scandalo dei video di novembre 2018, le vendite realizzate dal marchio presso i clienti cinesi sono arrivate attorno ai 450 milioni di euro. Il fatturato della griffe milanese è invece stato di 1,3 miliardi di euro, per l’80% ottenuto all’export.
 
In una recente intervista al Corriere della Sera, i due fondatori e designer Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno annunciato che: “La Cina si sta riprendendo. Dopo gli errori, le cose si fermano, ma poi tutto ricomincia. I nostri vestiti rimangono un sogno tutto italiano per i clienti del mondo intero”. “Brasile e Messico stanno andando molto bene adesso”, hanno aggiunto gli stilisti. “Se c'è un rallentamento in alcuni mercati, lo compensiamo con la crescita in altri”.
 
Dolce & Gabbana ha 220 negozi gestiti direttamente e 80 in franchising, oltre a 300 clienti multimarca. L’e-commerce rappresenta il 6% delle vendite totali del brand. L'azienda impiega 5.500 persone e ne fa lavorare indirettamente 25.000 attraverso i suoi 200 fornitori e fabbricanti. L’azienda si appoggia su quattro poli produttivi, a Legnano e Lonate Pozzolo in Lombardia, ad Incisa Val d’Arno in Toscana e a Sarmeola di Rubano in Veneto. Quest’ultima è una società specializzzata in abiti sartoriali e su misura, che ha recentemente acquisito.

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