Diesel Red Tag: performance art e volumi possenti da Glenn Martens, mentre Renzo Rosso promette di rivelare “una bomba atomica"

Bello il lavoro di performance art visto da Diesel Red Tag nello spazio della Fabbrica del Vapore, sabato sera a Milano.

Diesel Red Tag - PE 2019 - Menswear - Milano - Instagram / mrramooreno

Forse non Vanessa Beecroft, ma un modo fantastico per mostrare la collezione di debutto di Glenn Martens per Diesel Red Tag. Si tratta della nuova piattaforma-incubatore di Diesel, la cui prima edizione è stata vista a Parigi in marzo con Hood By Air di Shayne Oliver.
 
E nel pre-sfilata, dopo aver condiviso con vari amici un bicchiere del suo eccellente chardonnay “Bianco di Rosso”, il fondatore di Diesel Renzo Rosso ha promesso di rivelare il mese prossimo “una bomba atomica: un nome davvero grande arriverà in Diesel”. Resteremo sintonizzati.
 
Comunque, l’obiettivo della collezione Red Tag è molto evidente: conquistare una clientela di millennials per Diesel, una volta rivoluzionaria leggenda italiana dello streetwear, che però ha faticato a connettersi con la generazione di Instagram.
 
Questa collezione dovrebbe cambiare le cose. L’idea chiave di Martens è stata “Go with the Flaw” ("Vai con il difetto"), anche se il suo accento belga ha fatto sembrare la pronuncia "Go with the Flow" (“Lasciati trasportare”). I risultati sono stati, francamente, eccellenti, con Martens che ha creato abiti multi-bottone iper-regolabili, e poi ha mostrato lo stesso look su quattro modelli diversi, ma abbottonato, allacciato e attaccato in modi radicalmente differenti. A forma di V e realizzati con bottoni su ogni lato che corrono dall'anca all'ascella, le magliette, i top, le giacche e i giubbotti potevano essere indossati in molteplici forme. Da qui il lavoro di performance art, dove cinque quartetti di modelli presi dalla strada hanno sfilato su impalcature ripide in questa ex fabbrica di mattoni della fine del XIX secolo.
 
Go with the Flaw è uno dei più grandi slogan di Diesel, e quindi volevo che le persone abbracciassero il ‘flusso dei difetti’ per giocare con esso. I tagli dei modelli seguivano questo concept, con la cintura tagliata 10 volte più piccola del resto del capo. Così ognuno può scegliere il proprio diverso volume. È qualcosa di molto versatile e democratico, perché molte persone di tante taglie diverse possono indossarlo!”, ha spiegato l’affabile Martens.
 
“Non sono mai stato così severo con me stesso nel seguire un concept”, ha dichiarato Martens, che ha fotografato la campagna pubblicitaria e ha mostrato la collezione su un cast di modelli cool e di tante età diverse. Lo stilista belga ha palesemente fatto gli straordinari in questa collezione – visitando il quartier generale di Diesel a Breganze, in provincia di Vicenza, otto volte negli ultimi otto mesi. Ora è a Parigi per presentare il suo lavoro di tutti i giorni per la collezione del brand Y/Project durante la stagione francese di sfilate per l’abbigliamento maschile.
 
“Ho seguito Glenn per due anni e mezzo. E non ho potuto fare a meno di notare che ha sempre fatto tantissimo denim, perfetto per Diesel. Viene dalla scuola di Anversa di Dries Van Noten e Martin Margiela, e quindi è dotato di un minimalismo sofisticato che adoro”, ha spiegato Renzo Rosso.
 
“Diesel stava invecchiando. Dovevamo riconquistare i millennials. E Red Tag costituisce un grande veicolo per farlo”, ha aggiunto Rosso, il quale prevede di inserire la collezione in 50 fra negozi Diesel e punti vendita selezionati come Dover Street e Luisa via Roma.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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