Diana Spencer musa di Tory Burch al Brooklyn Museum

Tutti sembrano voler sfilare a Brooklyn, allora perché non Tory Burch? Lei è forse la stilista dei quartieri alti più B.C.B.G., e la più raffinata d’America, ma c'è sempre un tocco malizioso nel suo approccio alla moda: in particolare quest’anno, con Diana Spencer in veste di musa. Oppure, come la maggior parte della gente la conosce: Lady Di.

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Tory Burch - Primavera-Estate 2020 - Womenswear - New York - © PixelFormula

Nella scorsa domenica mattina di un soleggiato autunno, Tory Burch ha presentato la sua ultima collezione sull’altra riva dell’East River, al Brooklyn Museum, rivelando un'eccellente selezione di capi eleganti, pieni di freschezza, profondamente femminili e che donano alla silhouette della donna. Ha anche un senso dei tempi vicino alla preveggenza, poiché la moglie del figlio minore di Diana, Meghan Markle, Duchessa del Sussex, era appena atterrata a New York questo fine settimana per vedere la sua amica Serena Williams giocare la finale dello U.S. Open.
 
In questa collezione fiorivano rose inglesi, e pieni di fiori erano anche i delicati fazzoletti posti sulle sedute degli ospiti, nell’atrio principale del museo. Il primo outfit consisteva in un bellissimo top svasato in organza di seta e cotone con gonna svasata abbinata, indossato con spensieratezza da Natalia Vodianova su un paio di sneaker in pelle scamosciata Tory Burch Sport. Una combinazione dalla grazia sottile, fresca come un giardino, che ha dato il tono alla sfilata.
 
Ma Tory Burch si è presa cura di avvertire il pubblico: “Non si trattava di Diana come icona della moda, ma come donna forte. Diana l'umanitaria, la donna che si batteva per bonificare i campi minati”.
 
Quindi non vi era alcun riferimento evidente agli abiti più noti indossati da Diana, ma piuttosto ai vestiti che evocano il suo carattere allegro e determinato: bellissimi trench in tulle di seta, tessuto scozzese o pelle scamosciata, o abiti dal taglio perfetto in cotone a pois e seta jacquard, e una redingote boyfriend in twill nero.

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Tory Burch - Primavera-Estate 2020 - Womenswear - New York - © PixelFormula

Una collezione che mostra la vera fiducia in sé di una designer che non ha mai studiato moda, il che non le ha impedito di costruire (in appena 15 anni) un’impresa dal valore di circa 1,5 miliardi di dollari di vendite annue.
 
La scorsa primavera, Tory Burch ha assunto suo marito Pierre-Yves Roussel come nuovo CEO (un ex dirigente di LVMH con molta esperienza), fatto che le fornisce la libertà di concentrarsi maggiormente sulla creazione. Era stata lei stessa CEO della società in precedenza, per oltre un anno.
 
“È davvero bello avere qualcuno che mi permetta di concentrarmi su ciò che amo: la creazione stessa”, ha dichiarato Tory Burch, dopo la sua sfilata dall’allestimento impeccabile.
 
La prima fila del défilé era straordinaria: Emily Blunt, Janet Mock, Maya Hawke, Charlotte Lawrence, Logan Browning, Alexandra Daddario, Liya Kebede, Karolína Kurková, Hikari Mori, Aya Ōmasa, Halima Aden e Leomie Anderson. Un bel mix di attrici, attiviste e "it girls", che ci ricorda come Tory Burch sia la griffe di moda più consistente d'America.

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Tory Burch - Primavera-Estate 2020 - Womenswear - New York - © PixelFormula

Come dimostrano gli abiti di seta con motivi grafici che sembravano riprendere le piastrelle di vetro e ceramica che decorano il pavimento della gigantesca sala centrale del museo, noto per i suoi dipinti ad olio dei grandi eroi rivoluzionari americani.
 
Tutto ciò rappresenta bene quale sia la moda di Tory Burch: una donna che si è servita del DNA della sua giovinezza chic e privilegiata per creare un marchio d’avanguardia, la quintessenza del lusso abbordabile e accessible secondo gli States. Il che sarebbe sicuramente piaciuto a Diana Spencer.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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