Depositato in tribunale il piano di rilancio “sostenibile” di Henry Cotton’s, Marina Yachting e MCS

Speranze all’orizzonte per Henry Cotton’s, Marina Yachting e MCS (ex Marlboro Classic), brand di proprietà del fondo Emerisque Brands di Mestre, dichiarati in fallimento nell’ottobre 2017 dal Tribunale di Venezia, che contestualmente ha avviato la liquidazione con esercizio provvisorio.
Alessandro Crosato

Il piano di rilancio depositato presso il Tribunale di Venezia parte da Alessandro Crosato, Design Director di MCS, supportato da Giovanni Girotto, per anni imprenditore del settore tessile, dall’avvocato Adriano Pelis Sansedoni, professionista specializzato nelle ristrutturazioni societarie, e da altri imprenditori locali. Il progetto prevede anche in futuro il rilancio a livello internazionale del marchio Coast Weber Ahaus, che era stato “congelato” circa due anni fa da Emerisque.
 
L’iniziativa si basa sulla volontà di creare il primo polo sportswear “etico-sostenibile” tra Mestre e Treviso, con un forte rapporto con il territorio: l’obiettivo è quello di accorciare la filiera produttiva, applicando strategie ad hoc per avvicinare il più possibile le materie prime alla manifattura italiana, realizzando lotti di micro produzioni nel territorio nazionale più diversificati e meno standardizzati.
 
“Stiamo facendo tutto il possibile per trovare una soluzione di continuità all’azienda attuale e dar vita entro pochi mesi a un progetto innovativo sia per il territorio italiano che per i marchi stessi”, ha dichiarato Alessandro Crosato nel comunicato ufficiale. “Purtroppo la situazione è molto complicata perché la comunicazione con Emerisque è molto complessa. La nostra proposta nasce dalla consapevolezza del potenziale di questa azienda, nonostante gli errori commessi in passato che hanno portato a questa grave crisi”.
 
Per anni Mcs (ex Marlboro Classics), ex gruppo Valentino di Valdagno, e Marina Yachting con Henry Cotton’s (del gruppo ISC-Industries Sportswear Company), sono stati tra le principali realtà del lusso accessibile, in grado di fatturare rispettivamente 110 e 135 milioni nel 2013. “Nel mondo eravamo riconosciuti come uno dei poli aziendali più importanti in Italia nel segmento dello sportswear e siamo convinti che, con le adeguate scelte, ci sia la possibilità di ridiventare attori primari di questo mercato”, ha proseguito Crosato.
 
Il progetto prevede nei prossimi anni il reintegro della maggior parte del personale interno, attualmente in cassa integrazione o sospeso. Per i dipendenti dei negozi di proprietà, ancora in attività, la continuità sembra ancora più garantita.

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