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20 mag 2021
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Deloitte: fra 2-3 anni il lusso tornerà a dimensioni e crescita pre-Covid

Pubblicato il
20 mag 2021

Nonostante il perdurare della pandemia di Coronavirus e la necessità di adeguare i modelli di business alle nuove tecnologie emergenti e ai nuovi trend, tra cui la crescente importanza dei temi green e della sostenibilità, il 100% degli investitori continuerà a investire nel comparto del lusso nel 2021, prevedendo un’inversione della tendenza negativa entro la fine del 2022. Le dimensioni e i livelli di crescita del mercato pre-Covid saranno raggiunti entro 2-3 anni, secondo il 94% degli intervistati. Cosmetica e Profumi, Orologi e Gioielleria e Abbigliamento e Accessori i settori i più attraenti.

Il frontespizio del Survey - Deloitte


Questo è in sostanza lo scenario che si parerà davanti agli investitori globali del settore Fashion & Luxury secondo quanto emerso dal “Global Fashion & Luxury Private Equity and Investors Survey 2021” di Deloitte, report che analizza trend e operazioni di fusione e acquisizione del mercato del lusso basandosi su dati di mercato e interviste a top manager.

“Dopo un anno di estrema difficoltà dovuta alle chiusure imposte dalla pandemia di Covid-19, il 2021 si prospetta essere la rampa di lancio per la ripresa del settore del lusso”, afferma a tale proposito in un comunicato Elio Milantoni, Partner di Deloitte. “Grazie all’adozione da parte dei maggiori player del settore di tecnologie quali Big Data & Analytics, Intelligenza Artificiale e Realtà Aumentata, che permettono di sfruttare al massimo il canale online, divenuto il principale touch-point con i consumatori, il business model delle società del lusso si è evoluto ed adattato alle condizioni di mercato sfidanti. Tale evoluzione, insieme all’importanza data a trend quali la sostenibilità, ha permesso di connettersi con i propri clienti, gettando le basi per il rilancio”.

Deloitte


Ma quale è stato allora il reale impatto che il Covid ha avuto sul mercato del lusso nel 2020? E quali sono le prospettive di ripresa future del settore? Considerando lo scenario pre-Covid, il mercato dei beni di lusso personali (Personal Luxury Goods) è cresciuto a un tasso del +5,7% annuo nel periodo 2015-19, leggermente superiore rispetto al segmento Experiential (+4,1%).

Nel 2020, invece, causa pandemia, quasi tutti i segmenti del lusso hanno subito un forte calo, con picchi fino al 70% nel caso delle crociere e del 45% dell’industria dell’Hospitality. Il segmento Personal Luxury Goods ha fatto leva sul canale online per compensare la chiusura degli store e la mancanza del flusso di turisti (soprattutto asiatici), fatta eccezione per il segmento Orologi e Gioielleria, che rimane fortemente legato ai canali di vendita tradizionali e che ha registrato il calo più altro nella categoria (-25%). Il mercato dello Yachting invece si è mostrato resiliente alla pandemia, a seguito della preferenza dei consumatori per vacanze più sicure e intime con mezzi di trasporto privati.

Deloitte


Secondo il rapporto dell’azienda di servizi di consulenza e revisione fondata a Londra nel 1845 (una delle quattro principali società di revisione mondiali insieme a PricewaterhouseCoopers, EY e KPMG), i settori Cosmetica e Fragranze e Auto di lusso avranno un recupero più veloce, mentre per altri segmenti come Hotel e Ristoranti, Crociere e Abbigliamento e Accessori, la ripresa dipenderà fortemente dalla rimozione delle restrizioni ai viaggi e dalla riapertura degli store fisici.
 
Da un punto di vista di aree geografiche, l’Europa e il Nord America sono state quelle più colpite nel 2020. La zona APAC invece ha subito un impatto minore e si prevede avrà un recupero più veloce nell’orizzonte 2020-25, insieme all’America. “Per i prossimi 2-3 anni, l’Asia-Pacifico rappresenterà il principale bacino geografico per la ripresa del mercato del lusso”, afferma Tommaso Nastasi, Partner di Deloitte, “infatti già dal 2020 la Cina è tornata a spendere più di prima dopo la riapertura, trainata dal boom del “revenge spending”; non è detto però che lo stesso accadrà anche in Europa. In tale contesto, la principale sfida per gli operatori del settore è quella di ampliare la copertura geografica adattando la propria offerta di business alla domanda locale”. Una leva, quella del maggior focus sul consumatore locale, già messa in pratica da molte aziende e che rimarrà centrale anche in uno scenario di ‘nuova normalità’.

Deloitte


Far leva sui canali di vendita digitali e sull’intelligenza artificiale per stimare e monitorare la domanda, adeguando di conseguenza la produzione e migliorando la gestione degli stock, nonché la crescente attenzione verso tematiche etiche (inclusione, bellezza non convenzionale, ecc.) e di sostenibilità, sono le principali strategie che le imprese dovranno adottare per fronteggiare la crisi a partire dal questo triennio. 
 
Nel proprio survey, la società inglese (il cui nome completo è Deloitte Touche Tohmatsu) ha riscontrato un mercato del lusso in crescita continua anche nel 2020 nonostante la crisi pandemica, con 277 operazioni di fusione e acquisizione concluse, 6 in più rispetto all’anno precedente. 
 
Nonostante abbiano rappresentato quasi un terzo del totale, le operazioni nel settore Hotel sono quelle che hanno subito il maggiore impatto del Covid-19, riducendosi di 30 deal rispetto all’anno precedente. D’altra parte, la crescita nel mercato è stata trainata dei settori del segmento “Personal Luxury Goods”, ovvero Abbigliamento e Accessori (23,5% del totale, 13 operazioni in più rispetto al 2019), Cosmetici e Profumi (20,6% del totale, +23 deal vs 2019) e Orologi e Gioielleria (4,3% del totale, +1 deal sul 2019).

Deloitte


Secondo quanto emerso dal sondaggio Deloitte, il 100% dei fondi sta valutando un investimento nel settore Fashion & Luxury nel 2021, con un notevole interesse verso: Abbigliamento e Accessori - Produzione (67%), Cosmetici e Profumi (42%), Abbigliamento e Accessori - Vendita al dettaglio (30%) e Mobili (30%).
 
Nei prossimi tre anni, i trend di mercato vedono Personal Luxury Goods e Arredamento in forte crescita, mentre altri segmenti quali Hotel, Jet Privati, Yacht, Automobili e Crociere sono previsti stabili o addirittura in peggioramento, a causa del forte impatto del Covid-19 su queste tipologie di business. 
 
Per le aziende operanti nel settore Moda e Lusso, l’87% degli investitori rispondenti al sondaggio di Deloitte si attende un impatto sui ricavi contenuto tra lo 0 ed il 20%.

Deloitte


In conclusione, la società di revisione inglese ha riscontrato come la pandemia stia accelerando l’adozione di tecnologie innovative nei business model delle società di tutti i settori del lusso che consentano loro di stare al passo con la clientela virtuale, come l’Internet delle Cose, la Robotica e la Blockchain, ritenute le più impattanti nel 2021 secondo gli intervistati.

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