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Pubblicato il
20 mar 2019
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De Rigo: nel 2019 due nuove filiali e crescita del +5%

Pubblicato il
20 mar 2019

De Rigo Vision, gruppo veneto dell’occhialeria fondato nel 1978 dai fratelli Ennio e Walter De Rigo, presente nel mondo attraverso 16 filiali e circa 3.000 dipendenti (di cui 900 in Italia), aprirà quest’anno due nuove sedi europee, in Finlandia e in Slovenia. Dopo un 2018 sostanzialmente stabile rispetto al 2017, a 428 milioni di euro, la società si aspetta per quest’anno, fluttuazioni valutarie permettendo, una crescita del 5% per il canale wholesale e del 4% per il retail. FashionNetwork.com ha intervistato Barbara De Rigo, figlia del fondatore, oggi alla guida dell’azienda insieme al fratello Massimo e al marito Maurizio Dessolis.
 

De Rigo Factory


FashionNetwork.com: “Quali sono le origini del gruppo De Rigo?”
Barbara De Rigo: “Negli anni ’60, mio padre Ennio e mio zio Walter, originari del Cadore, hanno intravisto ottime opportunità immobiliari a Cortina d’Ampezzo e hanno fondato un’impresa edile, che negli anni è cresciuta molto bene. Negli anni ’70 viene chiesto loro di entrare come soci finanziatori in una piccola azienda di occhiali situata in Cadore; mio padre e mia madre Emiliana si sono innamorati di quest’attività e ci si sono buttati anima e corpo, prendendo il controllo della società nel 1978. All’epoca era un’azienda di una trentina di dipendenti che produceva conto terzi. Nel 1983 intuiscono che nel mercato c’è spazio per un marchio di occhiali da sole e lanciano Police, ispirato al mito americano in voga in quegli anni; si trattava della prima volta che un brand di occhiali da sole lanciava non un solo modello, ma una collezione con diverse proposte, che traevano ispirazione anche dai trend di moda. Sempre nello stesso anno, viene acquisita Lozza, storica azienda di occhialeria della zona, fondata nel 1878, che si ritiene abbia dato vita al distretto veneto dell’occhiale. Insieme alla società, viene acquisito l’omonimo brand e le licenze, tra cui quella di Fendi”.   

Barbara de Rigo

 
FNW: “Oggi come si compone il vostro business?”
BDR: “Oggi abbiamo una ventina di licenze e tre brand di proprietà, Police, Lozza e Sting, che insieme pesano per circa il 30% sul fatturato totale; Police è il più forte in assoluto, con una buona presenza internazionale, soprattutto in Far East e Middle East. Tra le licenze, alcune sono internazionali e altre locali, come quella per il brand spagnolo di gioielli Tous o per Lucky Brand e John Varvatos negli Stati Uniti. Il nostro team creativo progetta circa 1.000 modelli nuovi all’anno, il che non è per niente semplice: in alcuni casi ci sono gli input delle maison, come ad esempio per Chopard e Blumarine, ma in altri è tutta nostra creatività interna. Facciamo anche collezioni specifiche per i diversi mercati, sia per soddisfare i gusti differenti sia per adattarsi alle diverse morfologie: in Corea, ad esempio, hanno esigenze particolari di fitting per via del naso molto piccolo e amano uno stile più fashion, mentre il Giappone ha un gusto più classico e gli americani sono molto attenti al prezzo. L’Italia è sicuramente il Paese più modaiolo, in cui si è disposti a spendere anche un po’ di più”.
 

Chopard Cannes Special Edition 2019


FNW: “Quali sono oggi i materiali più utilizzati?”
BDR: “Anche qui ci sono differenze nei diversi mercati: il cliente nordeuropeo, ad esempio, è molto attento al prodotto, a come è stato costruito e ai materiali; quello mediterraneo è più attratto dalla griffe e dalle forme. In alcuni mercati la lente polarizzata è un must, altri prediligono quella sfumata o flashata. Noi utilizziamo prevalentemente metallo, acetato, iniettato e, soprattutto nei mercati orientali, titanio. Ci sono poi brand che hanno costruzioni e materiali particolari, come per gli occhiali gioiello di Chopard: per questa primavera abbiamo realizzato un occhiale in titanio con lenti placcate oro 23 carati e foglie d’oro nell’acetato, che sarà lanciato in occasione del Festival di Cannes e sarà venduto al pubblico a 1.500 euro”.

FNW: “Siete presenti praticamente in tutto il mondo, quali sono i vostri mercati principali?”
BDR: “In Europa il primo mercato è la Spagna, dove siamo presenti con la nostra catena General Optical che, insieme a Mais Optica in Portogallo, conta circa 250 negozi. Il secondo mercato di sbocco sono gli Stati Uniti, dove nel 2016 siamo entrati direttamente acquisendo un distributore americano. Brasile e Cina sono le due aree che stanno crescendo di più, anche se a causa della svalutazione l’impatto economico sul fatturato è minore; anche l’Inghilterra ha visto aumentare la svalutazione a causa della Brexit. L'Italia pesa per circa il 9% sul giro d'affari totale”.
 

Maurizio Dessolis


Per quanto riguarda il futuro della società, che in un settore di grandi multinazionali ha deciso di continuare ad essere un’azienda familiare, facendo marcia indietro sull’ipotesi di quotazione, è il Vice Presidente Esecutivo, Maurizio Dessolis, a rispondere: “Essere una realtà familiare garantisce una visione completa del business e una maggiore libertà decisionale. Bisogna però tener conto che l’evoluzione del mercato, come dimostra la fusione Essilor Luxottica, sta andando verso dimensioni sempre maggiori, che richiedono ingenti investimenti. Potrebbe quindi diventare necessario avere supporti finanziari esterni”.

Il gruppo De Rigo opera in circa 80 Paesi attraverso una rete di un centinaio di distributori e alle catene di proprietà General Optica (Spagna), Mais Optica (Portogallo), Opmar Optik (Turchia) e alla partecipata Boots Opticians (UK). Oltre ai propri marchi Lozza, Lozza Sartoriale, Police e Sting, l’azienda veneta detiene le licenze per l’eyewear di numerosi brand, tra cui Blugirl, Blumarine, Chopard, Converse, Fila, Furla, Lanvin, Trussardi e Zadig&Voltaire.

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