Davos: Global Fashion Agenda si concentra sul riscaldamento globale

In occasione del Forum Economico Mondiale di Davos, Global Fashion Agenda, che lavora alla responsabilizzazione sociale e ambientale della moda, ha presentato la sua “CEO Agenda 2019”, che definisce gli obiettivi a cui i dirigenti della filiera dovrebbero puntare. Un approccio supportato da gruppi e marchi come Asos, Bestseller, H&M, Kering, Li&Fung, Nike o ancora PVH.

A sinistra le priorità immediate della CEO Agenda 2019, a destra gli obiettivi più a lungo termine - Global Fashion Agenda

Il documento si inserisce nel percorso tracciato dalla CEO Agenda presentata nel marzo 2018 in occasione del Copenaghen Fashion Summit, che fissava quattro obiettivi a lungo termine: progettazione ecocompatibile, circolarità, salari migliori per gli operai del tessile e, più in generale, una “quarta rivoluzione industriale”. A questi si aggiungevano tre obiettivi da perseguire il prima possibile: tracciabilità, riduzione del consumo di acqua e sicurezza dei lavoratori.
 
La CEO Agenda 2019 inserisce una quarta emergenza di cui tener conto: la lotta contro il riscaldamento globale. Global Fashion Agenda sottolinea che, se il settore continuerà con la sua crescita attuale, le emissioni di gas effetto serra aumenteranno del 60% da qui al 2030 (dati Ellen MacArthur Foundation). La filiera abbigliamento/calzature rappresenterà in quel momento l’8% delle emissioni mondiali (dati Quantis), con 1,2 miliardi di tonnellate all’anno, più del settore marittimo e aereo messi insieme.
 
“L’industria della moda è una delle più grandi e potenti al mondo. Dobbiamo quindi dare prova della nostra leadership per garantire il futuro del nostro settore e del nostro pianeta”, ha dichiarato Eva Kruse, CEO di Global Fashion Agenda. “I cambiamenti climatici rappresentano una minaccia senza precedenti per le popolazioni e per il pianeta. Ci restano solo 11 anni per rettificare l’impatto catastrofico che abbiamo avuto sul nostro pianeta, altrimenti mancheremo l’obiettivo degli Accordi di Parigi di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5° C. Sappiamo che il cambiamento non è facile, ma in generale i progressi sono troppo lenti, non possiamo permetterci di perdere nemmeno un solo altro anno”.

La seconda edizione della CEO Agenda aggiunge la lotta al riscaldamento globale alla lista di priorità della filiera della moda - Global Fashion Agenda

In dettaglio, questa integrazione alla CEO Agenda chiede alle parti coinvolte di implementare programmi di riduzione delle emissioni lungo tutta la catena del valore, spronando i gruppi leader a dare l’esempio e dando degli obiettivi mirati in linea con gli Accordi di Parigi. Più in generale, Global Fashion Agenda chiede ai leader di settore di lavorare con i loro pari, i fornitori, gli investitori e i dirigenti politici al fine di trasformare in profondità la catena degli approvvigionamenti.  
 
Global Fashion Agenda è un brand nato dal Copenaghen Fashion Summit, il più grande appuntamento dedicato alla moda etica e durevole. L’organismo si è dato la missione di agire attraverso la pubblicazione di studi e rapporti su temi legati alla sostenibilità e portando avanti operazioni di lobbying presso le autorità danesi, europee e internazionali.

Versione italiana di Laura Galbiati

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