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15 set 2016
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Dati SMI: il womenswear cresce del 2,5% nel 2015

Pubblicato il
15 set 2016

Secondo i dati divulgati da SMI, la moda femminile italiana ha registrato nel 2015 una crescita del 2,5% circa, arrivando a sfiorare i 12,8 miliardi di euro. Crescita lievemente inferiore alle stime rilasciate a febbraio, che prevedevano un aumento per il comparto del 2,8%. Meno brillante, soprattutto all’estero, l’andamento della moda maschile, che è cresciuta dell’1,4%.

Nel 2015 la moda femminile italiana è cresciuta del 2,5%

 
Nell’ambito della filiera Tessile-Moda nazionale, il womenswear continua a rivestire un ruolo di primo piano, assicurando il 24,4% del fatturato complessivamente generato lo scorso anno. I singoli comparti della moda donna si sono mossi tutti in area positiva, ad eccezione della pelle, che ha archiviato il 2015 in flessione. Per il secondo anno consecutivo la camiceria, invece, ha registrato una crescita del fatturato a due cifre.              
 
Nel 2015 le vendite sui mercati internazionali, grazie ad un aumento su base annua del +5,0%, sono salite a oltre 7,7 miliardi di euro, arrivando a pesare per il 60,4% sul turnover settoriale. Parallelamente, l’import è cresciuto del +7,3%, portandosi a 4,3 miliardi di euro. A fronte di tale andamento degli scambi con l’estero in entrata ed in uscita dall’Italia, l’avanzo commerciale del settore ha superato i 3,4 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il primo semestre 2016, i dati ISTAT hanno evidenziato un aumento pari al +2,8%, molto più contenuto rispetto al +7% circa dello stesso periodo del 2015. Al contempo, l’import frena al -0,1%, assestandosi sui 2,3 miliardi di euro. La UE si rivela ancora una volta l’area più dinamica e mette a segno un incremento del +4,9%, assorbendo così il 52,5% dell’export totale dall’Italia; le aree extra-UE, invece, non vanno oltre un +0,6%. Contestualmente, l'import fa registrare una dinamica del +9,0% dal mercato comunitario, a fronte, invece, di una flessione del -6,9% sperimentata dall’extra-UE.
 
Tra i mercati UE, Francia e Germania, rispettivamente primo e secondo mercato di sbocco della moda femminile made in Italy, segnano rispettivamente una crescita del +6,0% e del +8,0%; bene anche Regno Unito (+6,6%) e Spagna (+6,3%). Per quanto riguarda i mercati extra-europei, gli USA, terza destinazione e prima non-UE della moda donna italiana, fanno registrare un lieve calo pari al -1,4%; Hong Kong e Cina risultano caratterizzate da dinamiche ancora positive, rispettivamente pari al +3,3% e al +2,9%. La Russia, che nei primi sei mesi dello scorso anno aveva ceduto oltre il -30%, recupera terreno, contenendo il calo al -4,6%.
 
Dopo il calo senza precedenti archiviato nel 2013 (-7,1%), il sell-out in Italia di moda donna ha iniziato la risalita, vedendo dimezzare il tasso di caduta nell’anno solare 2014 (-3,7%), per decelerare ulteriormente al -2,3% nel corso del 2015, registrando la dinamica migliore dell’ultimo quinquennio.
 
A livello di canale distributivo, crescono del 4,6% le catene, primo canale per valore di moda donna intermediato con uno share del 46,3%; ottime performance per il canale digitale, in aumento del +28,8%, che raggiunge un’incidenza del 4,6% sul totale mercato. Frenano al -0,5% i Grandi Magazzini, mentre il dettaglio indipendente continua a calare (-12,5%), arrivando a coprire il 23,8% del mercato nazionale. Anche gli outlet hanno sperimentato una decisa contrazione delle vendite. 

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