Damiani, rosso 2017-18 migliora a 4 milioni

Damiani ha chiuso l’esercizio 2017-18 con una perdita netta di pertinenza di 4 milioni di euro, in miglioramento dal rosso di 5,5 milioni del 2016-17. I ricavi consolidati sono cresciuti dell’1,6% a cambi correnti (+3,1% a cambi costanti) a 164,2 milioni di euro, mentre l’EBITDA è cresciuto del 24,1% a 5,3 milioni, dice una nota del gruppo.

Guido Grassi Damiani, Presidente del Gruppo Damiani - www.investorrelations.damiani.com

L'aumento delle vendite è dovuto, in gran parte, al canale retail, che ha fatto segnare un incremento del 12,9% a cambi correnti (+15,3% a cambi costanti), raggiungendo quasi il 53% del fatturato consolidato. In flessione dell'8,7% a 77,6 milioni di euro il wholesale, dagli oltre 85 milioni del precedente esercizio.

Analizzando il fatturato per area geografica: i ricavi domestici sono stati di 112,1 milioni di euro (-1,9% sul 2016-17); quelli esteri hanno toccato quota 52,2 milioni di euro, in crescita del 9,9% a cambi correnti (+15% circa a cambi costanti). 

L’EBITDA dell’esercizio precedente, peraltro, ha beneficiato di proventi non ricorrenti per 1,5 milioni, al netto dei quali la crescita sarebbe stata del 93%.

Il gruppo attivo nel settore della gioielleria con marchi di proprietà quali Damiani, Calderoni 1840, Salvini e Bliss, gestisce una rete di vendita worldwide di 63 monomarca diretti, di cui 49 a insegna Damiani. Al 31 marzo 2018, la posizione finanziaria netta è risultata negativa per 57,3 milioni di euro, in peggioramento rispetto ai 53,1 milioni di euro del 2016-17.




 

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