Damiani nomina Jérôme Favier suo nuovo CEO

La Maison di gioielleria Damiani si orienta verso una riorganizzazione volta a rafforzare la leadership sul mercato italiano e su quelli internazionali e nomina Jérôme Favier CEO del Gruppo, creando una carica dirigenziale per tutti i suoi marchi (Damiani, Salvini, Bliss, Venini, Calderoni e Rocca) che prima non esisteva all’interno dell’azienda.


Jérôme Favier - DR

Il manager affiancherà la famiglia fondatrice, giunta alla terza generazione con Guido, Giorgio e Silvia Damiani, per portare avanti un modello di business che unisca managerialità, innovazione e patrimonio artigianale, nel rispetto di una maison fondata nel 1924 che, avendo in portafoglio anche marchi quali Venini, le cui origini risalgono al 1921, Calderoni, nato nel 1840 e Rocca nel 1794, vanta di fatto un patrimonio storico di 650 anni nel settore.
 
Jérôme Favier, classe 1970, ha una consolidata esperienza dirigenziale, iniziata in Danone e Unilever, per poi definirsi nel segmento del lusso con l’ingresso in Richemont nel 1994, dove ha seguito le strategie di Cartier e Jaeger-LeCoultre. Le competenze del manager spaziano dalla definizione di piani strategici all’organizzazione aziendale, dal sales & marketing alla strutturazione della gamma di prodotti, fino allo sviluppo della rete retail.

In seguito a questa nomina, Damiani ha modificato anche l’organizzazione commerciale con lo scopo di potenziare la collaborazione con i partner nell’ambito della gioielleria di marca e con la volontà di privilegiare coloro che investiranno nella gamma dei marchi del Gruppo.
 
Damiani ha chiuso l’esercizio 2017-18 con una perdita netta di pertinenza di 4 milioni di euro, in miglioramento dal rosso di 5,5 milioni del 2016-17. I ricavi consolidati sono cresciuti dell’1,6% a cambi correnti (+3,1% a cambi costanti) a 164,2 milioni di euro, mentre l’EBITDA è cresciuto del 24,1% a 5,3 milioni. In termini geografici, i ricavi domestici sono risultati pari a 112,1 milioni di euro (-1,9% rispetto all’esercizio precedente), mentre quelli esteri hanno raggiunto i 52,2 milioni di euro, in crescita del 9,9% a cambi correnti (+15% circa a cambi costanti).
 
Quotato alla Borsa di Milano, il Gruppo ha oggi 800 dipendenti che operano tra le 17 filiali internazionali e nelle 49 boutique monomarca e vanta 1.500 rivenditori.

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