Damiani: famiglia fondatrice lancia OPA per delisting

Un altro marchio del lusso lascia la Borsa italiana. Dopo gli occhiali di Luxottica e la moda di YNAP è il turno dei gioielli di Damiani. La famiglia, attraverso la controllata lussemburghese Leading Jewels, ha lanciato un'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulle azioni per acquisirne l'intero capitale e delistarla. L'offerta è su tutte le azioni Damiani in circolazione, cioè il 16,74%, e riconosce un corrispettivo di 0,855 euro per azione, con un premio del 5,04% sul prezzo di chiusura.

Facebook/Damiani

Il prezzo in Borsa si è subito allineato, superando durante le contrattazioni anche il valore dell'offerta, e ha chiuso in crescita del 5,65% a 0,86 euro. L'esborso massimo complessivo previsto sarà di 11,8 milioni, cui Leading Jewels intende far fronte ricorrendo solo a mezzi propri.

Con questa offerta la holding della famiglia Damiani mira ad "assicurare la stabilità dell'assetto azionario e la continuità manageriale" necessarie alla maison "per poter cogliere eventuali future opportunità di sviluppo e crescita in Italia e all'estero".

Si chiude quindi in soli 11 anni l'esperienza in Borsa della casa della gioielleria fondata a Valenza Po nel 1924, nel cuore del distretto orafo, l'unica al mondo ad essere insignita con 18 “Diamonds International Awards”, l'Oscar Mondiale della Gioielleria.

Damiani era infatti sbarcata a Piazza Affari nel 2007, ma l'esperienza, a dire il vero, non è stata proprio positiva visto che il titolo era da tempo sui minimi. Lo stesso debutto, l'8 novembre del 2007, non era stato fortunato, con uno scivolone del 10% a 3,6 euro, dopo un collocamento realizzato a 4 euro per azione.

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