×
1 757
Fashion Jobs
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Website Analytics Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
247 SHOWROOM
Supply Chian & Logistic Operator
Tempo Indeterminato · MILANO
FOURCORNERS
Brand Manager Sneakers
Tempo Indeterminato · COLDRERIO
CI MODA SRL/COMPAGNIA ITALIANA
Resp. Amministrativo
Tempo Indeterminato · GUIDONIA MONTECELIO
GIFRAB ITALIA S.P.A.
Area Manager - Sicilia
Tempo Indeterminato · PALERMO
SKECHERS
Supervisor
Tempo Indeterminato · MILAN
TALLY WEIJL
Merchandise Planner
Tempo Indeterminato · MILANO
ALANUI
Product Back-Office Assistant
Tempo Indeterminato · MILANO
NEW GUARDS GROUP HOLDING SPA
Design Consultant, Slgs
Tempo Indeterminato · MILANO
PAGE PERSONNEL ITALIA
Sportswear Merchandising Coordinator
Tempo Indeterminato · MILANO
LAVOROPIÙ DIVISIONE MODA
Technical Textile Production Manager – 271.Adv.21
Tempo Indeterminato · BOLOGNA
HUGO BOSS
Sales Area Manager - Wholesale
Tempo Indeterminato · MILANO
ASCOLI HFD SRL
Impiegato Ufficio Acquisti e Gestione Cliente
Tempo Indeterminato · MILANO
HUGO BOSS
Construction Junior Project Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
NEIL BARRETT
Menswear Product Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
GUCCIO GUCCI S.P.A.
Gucci Omnichannel Technology Analyst
Tempo Indeterminato · SCANDICCI
GUCCIO GUCCI S.P.A.
Gucci Digital Project Manager
Tempo Indeterminato · SCANDICCI
MOTIVI
Head of Merchandising
Tempo Indeterminato · ALBA
RUBENS LUCIANO S.P.A.
IT Manager
Tempo Indeterminato · STRA
BLUDUE
Responsabile Prodotto e Produzione
Tempo Indeterminato · NAPOLI
CHABERTON PROFESSIONALS
Global Retail Planner, Fashion Premium Luxury
Tempo Indeterminato · MILANO
P448
Area Manager Italia
Tempo Indeterminato · MILANO
Di
Adnkronos
Pubblicato il
14 giu 2021
Tempo di lettura
2 minuti
Condividi
Scarica
Scaricare l'articolo
Stampa
Clicca qui per stampare
Dimensione del testo
aA+ aA-

Dal G7 in Cornovaglia parte la sfida alla Cina

Di
Adnkronos
Pubblicato il
14 giu 2021

Parte dalla costa di Carbis Bay, in Cornovaglia, la sfida a Pechino, capeggiata dal presidente statunitense Joe Biden, che riesce ad incassare una posizione netta, dei 7 grandi del pianeta, sulla Cina. Dopo le divisioni iniziali sul documento finale, i sette big si allineano sulle posizioni americane, di condanna sostanziale sul lavoro forzato e sui diritti umani, ma anche chiedendo un'indagine internazionale sulle origini del virus che, partito da Wuhan, ha travolto il pianeta, con un altissimo sacrificio in termini di vite umane e di contraccolpi durissimi per l'economia mondiale.

I capi di Stato al G7 in Cornovaglia


Da una Cornovaglia insolitamente assolata, parte anche la sfida alla Nuova via della Seta, con un consistente piano infrastrutturale alternativo a quello cinese. L'iniziativa - naturalmente 'made in Usa' - prenderà il nome di 'Build Back Better World (B3W)', ed è una scossa per Pechino, di fatto una contromossa dell'America - affiancata da Italia, Francia, Canada, Germania, Giappone, Regno Unito - alla competizione economica sleale del Dragone.

Su questo, c'è chi indicava l'imbarazzo dell'Italia, l'unico Paese occidentale a siglare, nel 2019, accordi sulla via della Seta, una scelta riconducibile al primo governo Conte. Ma Mario Draghi, in conferenza stampa al termine del G7, si mostra sicuro, e, rispondendo alle domande dei cronisti, non esclude che quegli accordi possano essere rivisti. In sintesi, smantellati. Il memorandum siglato nel 2019, con tanto di liste lunghissime di singole intese tra i due Paesi "non è stato mai menzionato, nessun accenno" durante il G7, assicura il presidente del Consiglio. "Per quanto riguarda l'atto specifico, lo esamineremo con attenzione...", annuncia.

La sintonia con Biden, del resto, sembra totale. "Sulla Cina si è scritto tanto della nostra posizione”, dice Draghi,  richiamando le indiscrezioni emerse che lo descrivevano 'freddo', assieme alla cancelliera Angela Merkel e ai vertici Ue, sull'accelerazione impressa dagli States contro Pechino, “si è parlato di divisioni ma io credo che il comunicato rifletta la posizione non nostra ma quella di tutti, in particolare rispetto alla Cina e alle altre autocrazie". Per il presidente del Consiglio, su questo, "è fondamentale essere franchi: l'ho già detto in altre occasioni, bisogna essere franchi sulle cose che non condividiamo. Biden a un certo punto ha detto che il silenzio è complicità".

"Nessuno disputa il fatto che la Cina abbia diritto ad essere una grande economia come le altre”, dice ancora il premier. “Quello che è stato messo in discussione sono i modi che utilizza, anche con le detenzioni coercitive. È un'autocrazia che non aderisce alle regole multilaterali, non condivide la stessa visione del mondo delle democrazie".

Draghi guarda con la solita fiducia i mesi che ci attendono, l'economia, rimarca, è in ripresa. "È un buon momento, ma restano preoccupazioni e rischi cui fare attenzione", mette in guardia. "L'atmosfera del G7 è stata fondamentalmente positiva ma realistica”, riconosce, “siamo 7 Paesi in cui le economie vanno bene o benissimo, la ripresa va consolidandosi, la campagna vaccinale prosegue in tutti i Paesi con diversi stadi di avanzamento".

Copyright © 2022 AdnKronos. All rights reserved.

Tags :
Industry