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Adnkronos
Pubblicato il
5 ott 2009
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Da Dior a Lanvin rinasce il bustier, simbolo di seduzione estrema

Di
Adnkronos
Pubblicato il
5 ott 2009

Roma, 5 ott. (Adnkronos/Ign) - In pelle, in lattice, con micro borchie e ricami, a punto croce, in versione sadomaso, tempestato di swarovsky, realizzato con sete preziose, sofisticati tulle, materiali impalpabili. Per la prossima primavera -estate l'alta moda rilancia il bustier. Da Dior a Lanvin, da Vivienne Westwood a Gattinoni rinasce uno dei miti dell'immaginario maschile: rivisitato, corretto e riattualizzato.

Christian Dior, Lanvin
Christian Dior Sfilate P/E 2010

Simbolo di seduzione estrema, a volte sfacciata, mai volgare, sempre sensuale, il bustier è stato citato nella letteratura, nel cinema e al teatro come strumento di tortura e di bellezza provocatoriamente esibita. Sino agli anni '20 del secolo scorso quando Coco Chanel li sdogana, anzi li elimina completamente dal guardaroba delle donne. Un silenzio che durerà però solo pochi decenni. I più noti couturier si riappropriano infatti dei corsetti, ironizzando, trasgredendo e rileggendo la storia e la cultura.

Di ispirazione settecentesca, come quelli di lady Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire, i bustier ideati da Vivienne Westwood, inimitabili il bustini-armatura di Jean -Paul Gaultier, i corpetti-bustier creati con la iuta da Alexander Mc Queen, quelli polimaterici di Thierry Mugler.

Vere e proprie opere d'arte, difficilissime da indossare. Eppure amate da grandi star del pop che ne consacrano il ritorno. Come Kylie Minogue che nella primavera del 2005, strizzata all'interno di un bustier firmato John Galliano, decise di intraprendere il suo fortunato tour mondiale.

Christian Dior, Lanvin
Christian Dior Sfilate P/E 2010

Stregata dai corpetti anche la cantante Madonna che aveva chiesto al nostro Riccardo Tisci (Givenchy) di crearne una versione particolare per il suo tour mondiale 'Sticky and Sweet', un lungo soprabito e un gilet-corsetto in satin lucido nero. Sotto il segno del gangster-style. Ma già intorno agli anni '90 la signora Veronica Ciccone aveva indossato capi bustier rigidi, stravaganti con coppe a punta, tacchi a spillo a forma di Tour Eiffel, firmati Gaultier che tre anni dopo lanciava la supergettonata fragranza 'Jean Paul Gautier': flacone fetish a forma di corsetto racchiuso in una anonima lattina di conserva.


A distanza di anni il direttore creativo di Dior rivolge di nuovo lo sguardo verso i bustier, li trasforma in lunghi abiti da sera, in pitone, sete, decorati con cristalli. Sulla stessa lunghezza d'onda la maison Celine che per il 2010 guarda con stordimento e nostalgia all'Africa, al popolo Tuareg puntando ad abiti con corsetti ricamati.


La scelta del bustier si può anche trasformare in svolta esistenziale. E' accaduto per Irene Pivetti, compassato presidente della Camera, che dai tailleur dai color pastello, dopo gli impegni istituzionali ha avuto un restyling fortemente voluto, in tandem con la maison Gattinoni e il suo direttore creativo Guillermo Mariotto. “La realizzazione dei bustier è sempre stato un must per la nostra maison - racconta - sin dalla sua fondazione. Ci si vestiva da Fernanda Gattinoni anche per l'esclusività dei suoi bustier, indispensabili per gli abiti da sposa o da gran soiree. Anche oggi regnano sovrani nelle mie collezioni. Dipinti, ricamati, realizzati con le ceramiche di Caltagirone, con dediche speciali a Andy Warhol e Picasso”.


Del resto come ha recentemente dichiarato alle sfilate parigine Alber Elbaz di Lanvin: “C’è una grande attenzione al corpo. Quando si indossano certo abiti bisogna essere donne libere di testa, per non scadere nella volgarità”. Anche lo stilista libanese Zuhair Murad ha fatto sfilare, lo scorso luglio a Parigi, una collezione pensata per le principessa arabe, top e corsetti ricoperti di cristalli, naturalmente elegantissimi. Federico Sangalli, uno dei più giovani e affermati interpreti della couture made in Italy, è stato applauditissimo a Milano. Il pezzo forte della sua collezione un abito-bustier realizzato con 7 chili di corda impacchettata nel tulle che avvolgono il corpo come una nuvola. Onirico, surreale, neo romantico.


Ai bustier è stata dedicata anche la mostra organizzata e promossa a Roma dall'Accademia Koefia (aperta al pubblico sino al 15 ottobre) dal titolo 'Il corpetto: Architettura del corpo umano tra '800 e III millennio'. Lo scorso anno invece al Museo Bilotti, sempre nella capitale, era stata allestita da 'Dress in Dream' by Elisabetta Cantone e Francesca Silvestri, la mostra -evento '101 anni presi di petto'. Uno sguardo inedito sul prezioso indumento. Esposte creazioni originali di Grimaldi & Giardina, della maison Gattinoni con 'dediche' a Gwyneth Paltrow ('Shakespeare in love'), Kristen Dunst ('Marie Antoinette'), Gina Lollobrigida ('La donna più bella del mondo), Renee Zellweger ('Chicago'), Kim Basinger ('L.A. Confidential').


senza dimenticare tutte quelle star che lo hanno reso immortale: come Rossella O' Hara che in 'Via col vento' trattiene il fiato, mentre una robusta Mami le fissa il corsetto annodando e stringendo stringhe di raso, o lo spogliarello di Sophia Loren, dinanzi ad un attonito e divertito Marcello Mastroianni, in 'Ieri, oggi e domani' ripreso nel '94, esattamente 31 anni dopo, da Robert Altman in 'Pret -a'-porter'. E se un tempo il corpetto doveva essere assolutamente nascosto, coperto, i grandi couturier ne riscoprono oggi il valore e la forza simbolica. La scorsa stagione Riccardo Tisci per Givenchy ne aveva disvelato il cotè passionale, gotico, tenebroso. Sempre in bella vista sotto le giacche, anche per il prossimo autunno-inverno.

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