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Da Armani a Balestra, quando i maestri scoprono i giovani talenti

Di
Ansa
Pubblicato il
today 23 lug 2014
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Durante il Rinascimento i maestri artigiani e gli artisti, prendevano nelle loro 'botteghe' i giovani apprendisti per insegnargli 'arti e mestieri'. La formazione durava anni. Talvolta, tutta la vita. Spesso l'allievo superava il maestro in abilità e creatività. Era una scuola d'arte e di vita che tramandava il 'saper fare con le mani'. Una vera e propria fabbrica di pittori, ceramisti, ebanisti, intagliatori, orafi, calzolai, conciatori, ricamatrici, che ha gettato le basi con secoli di tradizioni tramandate di generazione in generazione, dell'attuale, osannato quanto prezioso Made in Italy.

Foto: Ansa


All'inizio del secolo e fino agli anni Cinquanta/Sessanta, i couturier si facevano affiancare da giovani apprendisti, che diventavano i loro delfini e spesso li superavano in notorietà. Oggi ogni stilista ha il suo ufficio stile, dove spesso collaborano giovani di talento che, una volta fatta l'esperienza con la grande griffe, se ne hanno le forze dopo qualche tempo o riescono a mettersi in proprio o dirigono l'ufficio stile di qualche brand di successo. Sono però diversi gli stilisti italiani che hanno capito che aiutare le nuove generazioni di designer, può essere motivo di orgoglio e anche soddisfazione.

Hanno cominciato Domenico Dolce e Stefano Gabbana con la loro boutique multibrand a Milano, Spiga2, a ospitare le collezioni di nomi mergenti della moda. "Volevamo creare un luogo nuovo, speciale, unico al mondo. Con questo progetto diamo visibilità ad alcuni stilisti emergenti che abbiamo selezionato da tutto il mondo, offrendo loro un'opportunità concreta" spiegavano i due stilisti al lancio. "Spiga2 non è solo un negozio, ma un luogo di incontro e di confronto in cui mettersi costantemente in gioco. Le diverse culture si fondono per creare un linguaggio estetico innovativo, dove la tradizione guarda al futuro, la moda incontra la tecnologia e dove si vivono le atmosfere ospitali delle botteghe di una volta. Uno spazio che vuole aprirsi anche ai giovani e che ha l'obiettivo di diventare un luogo di dialogo, dove si può navigare, condividere contenuti, partecipare quasi attivamente alle attività del negozio stesso. Le collezioni selezionate personalmente da Domenico Dolce e Stefano Gabbana si mixano a quelle degli accessori Dolce&Gabbana.

Giorgio Armani porta avanti il programma di sostegno ai talenti appena nati, sia italiani sia internazionali, iniziato nel 2013 con Andrea Pompilio e proseguito con Stella Jean, Julian Zigerli, Au jour le jour e Christian Pellizzari, che hanno potuto presentare le loro collezioni nel prestigioso Teatro/Armani di via Bergognone, con tutti gli annessi e connessi dell'opportunità che è stata offerta loro.

Renato Balestra mette a disposizione una volta l'anno il suo atelier-villino di via Cola di Rienzo per il concorso ideato da AltaRoma che gli rende omaggio, Be blu Be Balestra, dove gli studenti di una scula di design scelta da AltaRoma, devono ispirarsi liberamente con una progetto di moda, abito o accessorio, allo stile del maestro e al suo colore d'elezione, il Blu Balestra appunto, un azzurro tra il fiordaliso e il mando di Madonna. Giulia Geria, giovane diplomata dell'Accademia di Costume & Moda, la stessa che ha formato designer come Maurizio Galante e Frida Giannini e che ha messo in campo i progetti di nove giovani diplomate, è la vincitrice della seconda edizione del concorso. Giulia ha vinto un corso di ricamo di 30 ore da Lesage, a Parigi, supervisionato dal direttore artistico dell'atelier Hubert Barrère, con un abito dal corpetto in tessuto tecnico, la parte inferiore bianca in tessuto limonata e frange in pelle morbida sottostanti. Gli stilisti che hanno interpretato i codici estetici della maison Balestra sono, oltre Giulia Geria, Martina Belpassi, Carolina Cicerchia, Flavia Collatina, Ambra D'oro, Valentina Di Noia, Giulia Goretti de' Flamini, Chiara Palombini e Vittoria Veltroni. Della prima giuria fanno parte, tra gli altri Silvia Venturini Fendi, presidente di Altaroma, Lyne Cohen-Solal, del Comune di Parigi, Sara Maino senior editor di Vogue Italia, e l'iconica fashion blogger Diane Pernet. Balestra ha supervisionato i progetti ed era molto sddisfatto dei risultati. "Solo uno degli abiti secondo me non aveva vestibilità" dice alla vigilia della sua sfilata a Santo Spirito in Sassia. Nata a Roma nel 1990, Giulia Geria ha da sempre avuto una forte passione per tutto ciò che comprendesse la grafica, dal colore all'arte visiva. La designer sarà premiata durante l'edizione di gennaio 2015 di AltaRoma.

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