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Pubblicato il
11 nov 2019
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D’orica si espande in Asia e lancia il brand Treesure

Pubblicato il
11 nov 2019

Nato 30 anni fa, il marchio vicentino di gioielli D’orica ha il merito di aver riattivato la filiera della produzione serica in Italia e di mettere da sempre etica, sostenibilità e innovazione al centro dell’attività. Intanto incrementa la distribuzione in Asia e punta a lanciare su vasta scala il nuovo brand Treesure.

Giampiero Zonta, Daniela Raccanello e Federico Zonta - D'orica


“Lavoriamo cucendo insieme semilavorati d’oro. Per questo amiamo definirci “sarti orafi”. Fu un passaggio automatico il voler provare ad abbinare l’oro ad altri filati. Abbiamo cominciato con il cashmere, che è piaciuto molto, ma non era adatto per l’estate, perciò mia moglie ha pensato alla seta”, ha raccontato a FashionNetwork.com Gianpietro Zonta, fondatore e titolare dell’azienda veneta insieme alla moglie, la designer Daniela Raccanello.
 
A quel punto D’orica si è dovuta scontrare con la realtà: in Italia la produzione serica era cessata da 50 anni. “Siamo ferventi sostenitori del Made in Italy, quindiabbiamo deciso di cimentarci da soli in questa produzione”, continua Zonta. “Trovammo i bachi al Crea di Padova, grazie all’incontro con la ricercatrice Silvia Cappellozza (una delle massime esperte mondiali di genetica del baco da seta), la quale ci raccontò che a Castelfranco Veneto c’era l’unica filandina in Europa in grado di autoprodurre seta a titolo (ovvero diametro) costante, risalente agli anni ’60, così abbiamo iniziato le operazioni di trattura dei bozzoli, ricavando una seta 100% italiana, certificata dalla Camera di Commercio”.

Nel 2014 l’azienda di Nove (VI), con il progetto “La Via Etica della Seta”, ha quindi dato il via alla ricostruzione dell’intero ciclo produttivo della seta in Italia, dove questa lavorazione è nata intorno all’anno 1100, precisamente in Sicilia. Il risultato ottenuto è stato presentato in fiere orafe e a negozi di moda e abbigliamento di lusso.

Lo stile di D'orica, braccialetti della collezione "Gaia"


Ne è nato nel 2017 un abito-tunica in seta e oro realizzato insieme allo stilista Alberto Zambelli, proposto alle Settimane della Moda di Milano e di Shenzhen del 2018. Sempre pensando ad una dimensione più fashion, nel 2018 D’orica ha creato il marchio Treesure, che propone gioielli originati proprio dall’incontro tra seta e oro. Treesure percorrerà vie alternative e sarà venduto soprattutto nel corso di eventi esperienziali.
 
Intanto, D’orica è diventata la prima azienda orafa di dimensioni industriali al mondo ad essere certificata ‘B Corp’ per l’evoluzione etica e sostenibile della sua produzione, e una tra le oltre 80 che hanno ottenuto questo riconoscimento in Italia. Una certificazione ottenuta dopo un percorso iniziato nella primavera del 2017 e conclusosi il 14 febbraio 2019.

Con un fatturato giunto a 12,5 milioni di euro nel 2018, per il 95% realizzato totalmente sui mercati esteri, D’orica esporta in 25 Paesi nel mondo (fra Europa, USA, Medio ed Estremo Oriente), e in questa fine 2019 è approdato in Vietnam. “Lavoriamo moltissimo con Singapore, Malesia, Libano, Turchia, Giordania, USA, mercati arabi in generale”, indica Zonta. “Malesia (la più cresciuta nello scorso esercizio), Emirati Arabi e Turchia sono i primi mercati in percentuale”, assicura il fondatore.
 
D’orica ha fatto registrare il termine “manufatto culturale” e mette al centro della società da sempre la persona, tanto che 5 anni fa ha concesso una piccola percentuale dell’azienda a due collaboratori di lunga data, diventati soci, e distribuisce sempre premi produttivi o parte degli utili ai propri collaboratori. Dall’1 gennaio 2019, Federico Zonta, figlio di Daniela Raccanello e di Giampietro Zonta, è entrato a far parte dell’azienda assumendo il ruolo di amministratore.

Treesure, collezione "Luna del miele" - D'orica


Prima di fondare D’orica, Giampietro Zonta proveniva da una vastissima esperienza nel mondo dell’oreficeria, dopo anni trascorsi nella vicentina Balestra, azienda che ha chiuso da una quindicina d’anni, ma che 45 anni fa era la società più importante al mondo di catename per il settore orafo, e poi alla Vieri, sempre dell’orbita Balestra, oggi ancora attiva, anch’essa tra i leader nel mercato della produzione di catene.
 
I gioielli D’orica si distinguono per la loro particolare morfologia, data dall’intreccio del semilavorato di base, la sfera d’oro, in catene semplici o multiple, a loro volta intrecciate in strutture reticolari modulari. Tale tecnica, che richiama la struttura della trama e dell’ordito, è stata brevettata da D’orica e ha dato vita a nuove collezioni, tra cui la linea “Sirio”. 
 
L’orientamento all’innovazione di D’orica l’ha portata anche a brevettare un collettore di sfridi metallici in formato particellare tramite il quale è possibile recuperare senza dispendio energetico la polvere residuale delle macchine diamantatrici.

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