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Cresce l'export dei distretti dell'Emilia-Romagna, +0,8 nel 2° trimestre

Di
APCOM
Pubblicato il
today 17 ott 2017
Tempo di lettura
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In Emilia-Romagna 12 distretti industriali su 19 hanno chiuso in crescita il secondo trimestre 2017. L'export complessivo ha fatto registrare un +0,8%, inferiore rispetto al totale dei distretti italiani (+4,3%) e al dato del sistema manifatturiero regionale (+4,2%), quest'ultimo influenzato positivamente dalla meccanica e dalla metallurgia. È quanto emerge dal Monitor dei distretti industriali dell'Emilia-Romagna curato dalla direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo.

Cresce l'export dei distretti dell''Emilia-Romagna nel secondo trimestre 2017


"Si possono osservare risultati positivi nei mercati maturi: sono stati trainanti il Giappone, il Portogallo, la Svezia, il Canada e la Svizzera - ha commentato Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo -. Rallentamento, invece, sui nuovi mercati, con una forte riduzione delle vendite in Turchia, Algeria e Egitto. Da sottolineare però il consolidamento della ripresa del mercato russo, che ha registrato una crescita dell'export a doppia cifra anche in questo trimestre (+22,6%), grazie alle macchine per l'imballaggio di Bologna, la food machinery di Parma e le piastrelle di Sassuolo".

Il distretto delle piastrelle di Sassuolo ha fatto registrare un leggero aumento delle vendite nel secondo trimestre 2017 (+0,9%), grazie al buon andamento negli Stati Uniti. Positiva anche la situazione del settore della meccanica. Hanno registrato una crescita quasi tutti i distretti, con performance brillanti soprattutto delle macchine utensili di Piacenza (+35,7%) e delle macchine per il legno di Rimini (+29%); bene anche le macchine per l'industria ceramica di Modena e Reggio Emilia (+9,7% secondo i dati Acimac), le macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (+5,4%), le macchine per l'imballaggio di Bologna (+3,5%) e i ciclomotori di Bologna (+2,2%); ancora in calo, invece, la food machinery di Parma (-28,4%).

Luci ed ombre nel settore alimentare. Alla crescita di alcuni distretti come il lattiero caseario parmense (+29,2%) e di Reggio Emilia(+14,5%) e i salumi di Parma (+14,5%), si contrappone il rallentamento dell'ortofrutta romagnola (-1,1%) e dei salumi del modenese (-7,4%); inoltre è proseguita la tendenza negativa per i salumi di Reggio Emilia (-9,5%). Nessuna variazione è stata registrata per l'alimentare di Parma.

Nel sistema moda si osserva una contrazione nell'export dei distretti, a causa dell'andamento della maglieria e abbigliamento di Carpi (-25,4%) e dell'abbigliamento di Rimini (-6,1%); bene invece le calzature di San Mauro Pascoli (+2,2%).

Continuano i segnali di ripresa per l'export dei mobili imbottiti di Forlì che prosegue il 2017 in crescita (+7,5%).

Hanno chiuso il secondo trimestre 2017 in lieve crescita le esportazioni dei poli tecnologici regionali, con risultati inferiori rispetto alla dinamica nazionale (+6,3% versus +13,9%). Ancora trainante il polo Ict di Bologna e Modena (+7,6%), che evidenzia un trend di sviluppo sostenuto sui mercati tedesco, statunitense e cinese. Brillante il polo biomedicale di Bologna (+16,9%) che rileva un ottimo andamento su alcuni importanti mercati, in primis, Germania, Russia e Arabia Saudita, e un balzo delle vendite nella Repubblica Dominicana. Ha chiuso, invece, in negativo il polo biomedicale di Mirandola (-1,7%), a causa soprattutto delle perdite subite in alcuni mercati come Svezia e Arabia Saudita; segnali positivi arrivano però da Belgio e Cina.

L'andamento negativo è in parte da imputare a operazioni intercompany delle multinazionali, che oggi controllano una buona fetta di business ed esportazioni a Mirandola.

Fonte: APCOM