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Cresce il valore della produzione (+1,7%) nell'industria cosmetica

Pubblicato il
today 15 lug 2014
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Il 2014, per il settore della cosme­tica, si apre all’insegna del timido risveglio di alcuni indicatori, come evidenzia la rilevazione congiunturale onli­ne del Centro Studi sui dati preconsuntivi del primo semestre 2014 e sulle previsioni relative al secondo semestre. Alla fine dell’anno il valore del mercato, proiettando le indicazioni e il sentiment delle imprese associate, sarà vicino ai 9.500 milioni di euro registrati nel 2013, con una lieve contrazione, nuovamente registrata sui valori e non sulle quantità.

Alcuni prodotti Planter's.


Il fatturato globale del settore, vale a dire il valore della produzione, supererà i 9.400 milioni di euro, con una crescita di quasi due punti percentuali, ancora una volta favorito dalla componente estera della domanda. L’export italiano di co­smetici propone anche per il 2014, infatti, dinamiche di crescita costante, anche se nei primi mesi dell’anno si è assistito al rallentamento dei ritmi precedenti. Il valore delle esportazioni si avvicinerà ai 3.400 milioni di euro, con una crescita stimata di sette punti percentuali.

La previsione generale è condizionata dalla sofferenza dei canali professionali: le frequentazione media sensibilmente ridotta dei saloni di acconciatura incide sulla distribuzione di prodotti professionali proponendo un primo semestre 2014 in calo del 4% con analogo andamento per la fine dell’anno.

Anche i centri estetici soffrono per la flessione nel numero di servizi e trattamenti, registrando una contrazione del 3,8% nel primo semestre 2014, e un calo di tre punti percentuali nella seconda parte dell’anno, portando il valore del mercato a poco meno di 420 milioni di euro.

Vengono rilevati timidi segnali di rallentamento delle perdite per il canale profumeria con un primo semestre 2014 in calo del 3%, seguito da una previsione in flessione per il secondo semestre del 2,5%.

Per effetto di un primo semestre 2014 in lieve calo, -1,8%, e di un secondo semestre praticamente stabile, -0,6%, il valore dei cosmetici venduti nella grande distribuzione sarà prossimo ai 4.000 milioni di euro, confermandosi il più importante canale di vendita per il cosmetico. Da segnalare l’incidenza in misura rilevante, anche se di difficile quantificazione, del fenomeno della distribuzione monomarca che in futuro verrà scorporato dalle valutazioni sul mass market, data la sua nuova tipologia e identità distributiva.

Per la farmacia è in corso una razionalizzazione della domanda verso il canale. Infatti, per il primo semestre 2014 si presenta una crescita del 2% e le previsioni di chiusura del secondo semestre indicano un +1,5%. Il valore del mercato alla fine dell’anno tocca i 1.800 milioni di euro, a conferma della fiducia dei consumatori verso i livelli di specializzazione e la cura dei servizi accessori che la farmacia garantisce.

"Hydra5 Opthydra" di Bionike, crema idratante multi-attiva, 50 ml. Prezzo: 26 euro. Il marchio italiano di dermocosmetica parte alla conquista del maercato francese.


Il canale erboristeria indica un rallentamento nelle dinamiche di crescita con un primo semestre 2014 a +1,8% seguito dal +2% delle previsioni di fine anno con un valore di mercato oltre i 410 milioni di euro.

A monte della filiera produttiva e trasversalmente rispetto agli altri canali, sono di buon auspicio le indicazioni che i contoterzisti segnalano per il primo semestre 2014, +2,5%, e le previsioni per il secondo semestre, +3,5%.

Le vendite dirette, che coprono oltre il 5% dei consumi cosmetici, anche nel 2014 esprimono trend superiori agli altri canali: la crescita è sopra il 2% nel primo semestre mentre per il secondo si attende una ulteriore crescita di tre punti, con un volume di vendita che supera i 500 milioni di euro.

«Pur in presenza di molte incertezze esogene – commenta Fabio Rossello, Presidente di Cosmetica Italia – il settore cosmetico italiano conferma la sua natura anelastica rispetto ai trend negativi, anzi ne incorpora le criticità e reagisce con competitività: lo testimoniano il costante ricorso all’investimento in innovazione e ricerca e l’ampliamento della capacità produttiva, a conferma della maturità imprenditoriale del settore».