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24 apr 2020
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Covid-19 e Beauty: il mercato già cambia, vincono i prodotti sicuri

Di
Ansa
Pubblicato il
24 apr 2020

Naturali? Meglio più sicuri. E più efficaci di prima. Infine più garantiti, soprattutto a prova di ‘contaminazione’ da batteri e virus e da cattivo uso (chiudete male il tappo, immergete le dita per prelevare la crema etc), perciò, anche con una scadenza certa. Stiamo parlando di cosa vogliono ora le donne quando scelgono i cosmetici e di trattamenti di bellezza, dagli antirughe alle maschere al maquillage.


L’isolamento sociale preventivo sta modificando i criteri di scelta anche per questa categoria di prodotti di consumo e si intravedono nuovi desideri nascenti che valgono per le donne di tutto il mondo. I nuovi bisogni riflettono il momento storico e l’angoscia da coronavirus e sono stati appena raccolti in un focus da Mintel, agenzia di marketing intelligence mondiale.

Prima si sceglievano soprattutto cosmetici naturali, ‘clean’ e privi di conservanti. Ora si torna sui propri passi: i prodotti devono essere soprattutto garantiti e sicuri anche a costo di contenere sostanze chimiche se queste ultime sono garantite come sicure ed efficaci e assicurano una totale stabilità ed assenza di contaminazione ai prodotti. Questo il primo nuovo pensiero ricorrente delle milioni di donne che, approfittando del tempo libero casalingo, si sottopongono a maschere e sieri beauty.

“Il Covid-19 sta impattando con le scelte dei consumatori”, spiega Clare Hennigan, senior beauty analist Mintel. “Sin dall’inizio dell’emergenza, alla richiesta di prodotti clean, cioè privi di ingredienti ritenuti tossici per la salute si è affiancato il bisogno di scegliere prodotti sicuri, trasparenti anche nelle pratiche di approvvigionamento e di fabbricazione. Adesso circa il 50% delle donne concordano sul fatto che sia divenuto importante l’aspetto della sicurezza. Prima di Covid-19, i consumatori ‘clean’ evitavano ingredienti come conservanti e ingredienti artificiali nei loro prodotti di bellezza a causa dei rischi per la salute percepiti. Ora sono disposti ad accettarli purché i marchi forniscano prove di efficacia e sicurezza, sia dal punto di vista della salute che dell'ambiente”.

D’altra parte regolarmente arrivano allarmi sulla contaminazione dei prodotti di bellezza. L’ultimo, del dicembre scorso, lo riferì per primo Forbes con un titolo allarmante come "I microbi pericolosi si nascondono nel tuo trucco? Il nuovo studio dice sì". Si trattava di una indagine fatta dall’Università di Aston, pubblicata sul Journal of Applied Microbiology. I ricercatori avevano controllato circa 500 prodotti di cinque categorie diverse di trucco come rossetti, eyeliner, mascara, gloss per labbra e applicatori da trucco scoprendo che dal 79 al 90% erano contaminati da batteri e funghi. Anche se le contaminazioni dipendevano soprattutto dal modo d’uso delle consumatrici (poca igiene nell’applicarli) l’allarme ha fatto salire il livello di attenzione.

“L'arrivo del nuovo coronavirus, si legge nel focus, rinforza tali paure econvincerà definitivamente le donne che il naturale non è sempre migliore”, spiega Hennigan. “Più di un adulto su 10 concorda inoltre che i cosmetici scadano troppo rapidamente. Oggi più che mai, i consumatori controlleranno la sicurezza degli ingredienti e valuteranno il rischio di possibili contaminazioni e scadenze del prodotto. Il futuro delle formulazioni di ingredienti puliti si baserà su ingredienti sintetici sicuri, che possono migliorare la durata di conservazione”, precisa l’analista. I brand stanno intercettando il nuovo problema e per evitare che monti una sensazione di diffidenza nei loro confronti ci diranno di più circa i vantaggi e la stabilità degli ingredienti sintetici scelti, fornendo più prove e certificazioni che ne garantiscano la sicurezza.

Il trend intravede un aumento di prodotti beauty senza acqua nelle formule, per ridurre a zero la contaminazione anche dovuta ad errori di utilizzo da parte dei consumatori e gli sprechi ambientali. Nascono così nuovi prodotti in polvere, anche da miscelare con acqua al momento. Conclude Hennigan: “Man mano che i consumatori diventano più consapevoli dei germi che vivono sulle superfici, sceglieranno quei cosmetici confezionati in modo tale da eliminare integralmente la necessità di toccarli per prelevarne le dosi da spalmare sulla pelle. Perciò avremo creme in spray o in stick anche per lo skincare del viso.Vedremo più prodotti ‘touchless’ sugli scaffali dei supermercati e in vendita sulle piattaforme online”. I marchi che dimostrano la loro affidabilità, trasparenza e disponibilità ad agire subito per garantire la sicurezza dei loro prodotti saranno premiati dai consumatori”, si legge nel report.

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