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Cotonificio Albini: nasce Albini_next, think tank per i tessuti del futuro

Pubblicato il
today 9 lug 2019
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Il gruppo bergamasco Albini ha presentato Albini_next, un think tank ambizioso, che nasce con l’obiettivo di diventare un generatore di idee nella ricerca di nuove materie prime e tecnologie, fondato sull’evoluzione del know-how e su partnership industriali e accademiche, per anticipare quale sarà il futuro del comparto. 

Il laboratorio d'idee Albini_next nasce all'interno del Kilometro Rosso di Bergamo


All’interno del Kilometro Rosso di Bergamo, il parco scientifico e tecnologico ideato e fondato da Alberto Bombassei, presidente e fondatore dell’azienda di impianti frenanti Brembo, Albini_next vuole creare la “Silicon Valley” del tessile, un ecosistema d’innovazione in cui le idee si traducano in azione. “Un approccio dettato anche dalla necessità di trovare soluzioni reali e tangibili che rispondano alle tematiche legate alla sostenibilità etica e ambientale”, ha ricordato Stefano Albini, Presidente di Cotonificio Albini, alla presentazione del progetto.
 
“Letteralmente ‘think tank’ singnifica ‘laboratorio di pensiero’ in inglese, a rappresentare un gruppo di esperti che s’impegna nella soluzione di problemi o nella ricerca creativa. Infatti, con Albini_next creiamo una piattaforma d’innovazione il cui primo obiettivo è quello di individuare le tematiche che cambieranno l’industria tessile delle fibre naturali nei prossimi cinque anni”, ha spiegato poi Stefano Albini. “Se fino al secolo scorso i nostri abiti erano realizzati solo con cotone, lino, canapa, lana e seta, oggi ci sono nuove fibre tessili come il lyocell e le fibre derivanti dalla frutta, naturali e sostenibili. Con Albini_next (e grazie alla divisione filati I Cotoni di Albini) vogliamo individuare i tessuti del futuro e nuovi processi produttivi […] portando le fibre naturali a livelli di performance oggi impensabili. Vogliamo cioè capire quale sarà la prossima rivoluzione e quali tessuti indosseremo domani”.

Il Kilometro Rosso è stato fondato da Alberto Bombassei - DR
Albini_next est donc l'occasion de repousser les connaissances textiles via des partenariats avec des universités, des centres de recherche et des entreprises high-tech.


Le attività all’interno di Albini_next, si svolgeranno su due livelli: valorizzazione delle capacità esistenti e degli asset presenti in azienda ed esplorazione e ricerca delle nuove frontiere del tessile. Il think tank fungerà da aggregatore creativo, mettendo in atto una serie di collaborazioni con partner internazionali d’eccellenza, quali università, centri di ricerca e aziende “smart”. Il gruppo di lavoro sarà libero da strutture gerarchiche e composto da un team di creativi, designer, artisti, informatici, ingegneri ed economisti provenienti da scuole come Royal college of Arts di Londra, EMPA e STF Textile School di Zurigo, Università Bocconi, Università degli Studi di Bergamo e di Firenze. Il loro compito sarà quello di pensare, ideare, proporre progetti innovativi e audaci. Una volta creati i progetti insieme agli “innovator” ovvero dei mentor, sarà compito di un comitato scientifico di esperti valutarli e decidere quali di questi meritano di passare da concept a prodotto pronto per il mercato. 

Il “progetto zero” con cui Albini_next debutta è dedicato alla lana.
 Proveniente dall’Australia e certificata mulesing-free, viene filata con una tecnica all’avanguardia che prende ispirazione dal mondo cotoniero, per ottenere un filato finissimo, regolare e di estrema qualità. Chiamato “Hemotion”, questo filato dà vita a un tessuto in lana altamente performante: leggero e termoregolatore, con un’elasticità naturale, lavabile in lavatrice, ingualcibile e resistente al pilling.

Stefano Albini (a sinistra) con il direttore di Kilometro Rosso, Salvatore Majorana


Il gruppo di Albino (BG), che produce tessuti dal 1876, è guidato dalla quinta generazione della famiglia, rappresentata da Fabio, Andrea e Stefano Albini e possiede i brand Albini 1876, Albini,Donna, Thomas Mason, David & John Anderson e Albiate 1830. L’azienda lombarda non ha mai smesso di innovare, tanto che di recente ha lanciato un nuovo tessuto denim per il suo marchio di streetwear d’alta gamma Albiate 1830, realizzato con il Sea Island Cotton, un cotone setoso, omogeneo e corposo coltivato nelle Barbados e in Giamaica.
 
Inoltre, a fine 2018 aveva lanciato il primo tessuto di cotone completamente tracciabile al 100%, dal campo in cui la materia prima viene coltivata fino al punto vendita: un progetto portato avanti per il gruppo francese Kering in collaborazione con l'associazione di coltivatori di cotone Supima e la società specializzata in tracciabilità Oritain, che all’ultima edizione di Milano Unica si è concretizzato con il lancio del ‘4Flex’, tessuto omni-stretch altamente flessibile, traspirante e resistente alle pieghe.

Giacche prodotte con il tessuto "Hemotion" allo stand Albini di Milano Unica - G.B. - FashionNetwork.com


Primo produttore europeo di tessuti per camicia, con 7 stabilimenti (4 in Italia) e 1.400 dipendenti nel mondo, il Cotonificio Albini ha toccato quota 152 milioni di euro di fatturato a fine 2018, in crescita del 2% sull’esercizio precedente, con un EBITDA in salita a 13,7 milioni e un utile netto di 2,75 milioni, e una riduzione dell'indebitamento finanziario del 25% a 12,9 milioni di euro.

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