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19 set 2019
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Cosmetica: 2019 anno d'oro con 11,7 miliardi di giro d'affari

Di
Ansa
Pubblicato il
19 set 2019

Nonostante le incertezze politico-economiche mondiali e le tensioni dei mercati internazionali ed interni, il comparto delle imprese cosmetiche italiane continua a crescere. Entro la fine del 2019 raggiungerà gli 11,7 miliardi di euro di fatturato con un incremento del 2,8% rispetto all'anno precedente. I consumi interni di cosmetici sono prossimi ai 10,350 miliardi di euro, con un incremento del 2% superando i valori pre-crisi. Concorrono a dare ossigeno al settore soprattutto le esportazioni che, si prevede, aumenteranno del 4,5% entro dicembre raggiungendo un valore prossimo a 5 miliardi di euro.

@cosmoprof


Le nostre industrie confermano così un buon livello di solidità competitiva, un recupero di redditività e un elevato grado di capacità di sondare le richieste dei diversi mercati e reagire immediatamente diversificando l'offerta. Il 2019 è perciò un anno d'oro per il beauty prodotto in Italia perché registra l'ennesimo record sulla bilancia dei pagamenti che si avvicina ai 3 miliardi di euro. La fotografia dell'imprenditoria nostrana e le proiezioni del business fino alla fine dell'anno sono incluse nell'analisi congiunturale presentata a Milano dall'associazione delle imprese italiane Cosmetica Italia presso la sala congressi di Intesa Sanpaolo. 

Il rapporto export su fatturato nel 2018 inoltre è pari al 42,2%, il valore più alto dell'ultimo decennio. A dare ossigeno al comparto le nuove nicchie di mercato che gli imprenditori italiani stanno conquistando nei paesi extraeuropei, in primis negli Stati Uniti e Hong-Kong. "Nell'arco di dieci anni la concentrazione al di fuori dell'Europa è salita di quasi 9 punti percentuali inserendo Stati Uniti, Hong Kong ed Emirati Arabi nei primi dieci paesi di destinazione con una concentrazione del 19% del totale delle esportazioni italiane”, si legge nell'analisi congiunturale.

Favoriscono le industrie manifatturiere italiane anche i recenti accordi commerciali dell'UE siglati con il Canada (dove negli ultimi 5 mesi le esportazioni di cosmetici nostrani sono aumentate del 13%) e con il Giappone (+ 15 % negli ultimi 5 mesi). Nuovi, ancora, gli accordi del parlamento europeo appena firmati con Singapore, Vietnam, paesi Mercosur e i negoziati con Messico, Australia e Nuova Zelanda che fanno essere ancora più ottimisti gli operatori del settore per contrastare la minaccia dei dazi USA e la crisi del multilateralismo. Se venti anni fa la distribuzione a valore dell'export era per un quarto a favore dell'aera extra europea, nel 2018 si evidenzia un 35% del fatturato destinato a questa area.

Gli analisti del Centro Studi dell'associazione hanno precisato inoltre che Francia, Germania e Regno Unito restano i partner principali fra i Paesi dell'Unione mentre si registrano delle contrazioni per l'export verso la Russia e la Polonia, rispettivamente del -3,5% e del -5,4%, citando fra le probabili cause una crescita dei consumi interni di prodotti propri. Quali sono i cosmetici italiani più amati nel mondo nel 2018? I nostri profumi (23,4% del totale export), i prodotti per il corpo (20%), quelli per i capelli (19,4%), il maquillage (20,1%) e i prodotti per l'igiene personale (9%).

Nonostante lo scenario socio politico incerto, supereremo i valori pre-crisi e si fanno strada nuove abitudini di cura del corpo. Le italiane stanno tornando nei centri estetici dove spendono di più rispetto all'anno scorso e si sottopongono a massaggi, cerette, trattamenti anti età. Varcano invece di meno la soglia dei negozi di acconciatura in cui si registra un calo delle frequentazioni. Alle italiane piega, taglio e colore non interessano più o i negozi non sono al passo con le loro esigenze? "Nei centri estetici assistiamo ad un consolidamento delle frequentazioni oltre che dei consumi di prodotti cosmetici di tipo professionale che crescono dell'1,5% per un valore che alla fine dell'anno si prevede raggiungerà i 238 milioni di euro”, ha spiegato Gian Andrea Positano, responsabile del Centro Studi di Cosmetica Italia. “Dal parrucchiere invece si va meno. I centri estetici hanno migliorato i servizi e la qualità adottando nuove strategie di marketing e iniziative sul fronte social e internet, i parrucchieri ancora devono farlo e infatti quelli meno tradizionali e più dinamici sono affollati ma sono ancora la minoranza".

Per la cura della pelle uomini e donne italiani amano inoltre sempre più i prodotti di bellezza a connotazione naturale, biologici o organici e li scelgono nelle erboristerie dove avremo un incremento dei consumi di prodotti cosmetici dell'1,8% questo anno per un valore di mercato pari a 448 milioni di euro. Crescono anche i consumi di prodotti di bellezza nelle farmacie, nelle profumerie e, nel segmento dei mass-market, nei negozi monomarca e nei grandi magazzini di prodotti per la cura personale e l'igiene della casa. Internet si conferma essere un canale di acquisto di prodotti beauty in costante crescita e nell'arco di questo anno subirà un incremento del 22%. Ancora poco rispetto alle enormi potenzialità.

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