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Cosa ha funzionato e cosa no nella maratona di Fashion Week digitali

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
20 lug 2020
Tempo di lettura
6 minuti
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Dopo una maratona durata 13 giorni di sfilate ed eventi online – dall’alta moda francese allo sportswear italiano – è utile fare un bilancio e valutare cosa abbia funzionato e cosa no, dopo che il settore ha terminato la prima stagione di moda per l’estate puramente digitale della storia.

Jacquemus, PE 2021 - Photo: FashionNetwork.com / Godfrey Deeny


Siamo felici di riferirvi che ci sono stati diversi momenti veri e genuini di moda virtuale, insieme a molte lezioni salutari da imparare per il futuro. Certamente, l'esperienza di stare seduti davanti ai propri schermi di computer per assistere a una serie di videoclip ha reso ogni giornalista bramoso di tornare a vedere una sfilata vera. Ciò è stato doppiamente vero quando le immagini di un vero show dal vivo, la collezione “Field of Dreams” di Jacquemus in un gigantesco campo di grano a nord-est di Parigi, sono diventate virali, ricordando a tutto il settore come le grandi sfilate di moda possano essere esperienze quasi spirituali.
 
Tuttavia, nonostante la conclusione del periodo di quasi due settimane abbia lasciato a chi vi scrive la schiena dolente, a causa del dover scrutare continuamente un desktop virtuale, è risultato chiaro alla maggior parte dei giornalisti che la stagione ha rappresentato una curva d’apprendimento importante per ogni casa di moda. O quantomeno per tutti coloro che sfrutteranno le possibilità digitali che questo luglio ha rivelato: come costruire il marchio; preparare una campagna pubblicitaria; stuzzicare un pubblico; stimolare i clienti privati o semplicemente creare uno showroom online adeguato.

Tutto è cominciato a Parigi con uno streaming video live fuori calendario del backstage della divisione di abbigliamento maschile di Hermès, domenica 5 luglio, e si è chiuso, più o meno, con Missoni a Milano nel pomeriggio di venerdì 17 luglio. Ma non del tutto, dal momento che Valentino sta pianificando un evento semi-live a Roma domani e Christian Dior presenterà la propria Cruise Collection davanti ad amici e parenti nella piazza principale di Lecce, in Puglia, giovedì sera. Quindi, chi sono stati i grandi vincitori, e i perdenti, della stagione? E quali marchi meritano i maggiori apprezzamenti per le loro idee digitali? Ecco le nostre 10 scelte; otto positive e due negative.

Gucci, PE 2021


Miglior utilizzo dello streaming live – Gucci
Questo premio va a Gucci. Alessandro Michele, in una brillante inversione delle restrizioni dovute al lockdown, ha scelto il team creativo della casa di moda come suo cast. Potranno non essere state meravigliose creature da passerella, ma hanno più che compensato le mancanze estetiche con la loro fiducia in se stesse, l'atteggiamento e l'innato senso dello stile. Messo in scena per quasi 12 ore, dalla realizzazione all’epilogo, l'intero evento brulicava di immaginazione iconoclasta - dalla sua grandiosa location, ricavata nello storico Palazzo Sacchetti, alla grafica pop-retrò in stile MTV, al cast intelligente. Non c'è da stupirsi che l’abbiano chiamato l'atto finale di una fiaba.
 
Miglior video – Christian Dior
Sicuramente il premio va allo stupendo video di Matteo Garrone per Le Mythe Dior, girato presso alcune antiche rovine attorno a Roma. Dior ha preso un batosta d’immagine sui social media per la mancanza di modelli di colore nel video. Ma la fantasia delle ninfe alla scoperta di graziose versioni in piccolo dell'ultima Haute Couture Dior, portate loro da due facchini d’albergo griffati Dior è stata una scena degna di diventare un classico istantaneo del cinema surrealista.
 
Migliore moda ‘Phygital’ – Ermenegildo Zegna XXX
Nessun designer ha sfruttato maggiormente il potenziale dato dal mix di scene dal vivo e filmati registrati dello show in diretta di Alessandro Sartori, che ha raggiunto il culmine sul tetto dello storico quartier generale di Zegna con vista sulle Alpi italiane. La sartoria al suo livello più alto incontra una messinscena di classe.

 


Migliori show in scatola – J W Anderson e Loewe
L'unico designer che si è impegnato tantissimo per curare i propri inviti pensando fuori dagli schemi è stato Jonathan Anderson, sia con il suo marchio che con Loewe. Ha inviato a giornalisti e VIP prima degli show un pacchetto coperto di tessuto, pieno di schizzi, outfit, fiori secchi e tessuti improbabili per J W Anderson; e un intero dossier in una graziosa scatola, con ritagli, influenze, e persino un mini-disco 45 giri per Loewe. I risultati sono stati due metodi molto astuti per fare una dichiarazione creativa e tentare il pubblico con la proposta di alcuni nuovi vestiti accattivanti.
 
Miglior clip di un marchio Indie – Davi Paris
Non molti soldi, ma tantissima immaginazione in questo divertissement in cima a una scogliera che racchiude in sé la libertà di uscire insieme ai propri giovani amici all'inizio dell'estate. La spensieratezza francese nonchalante al suo meglio.
 
Esibizione di vestiti più raffinata – Juun.J
Juun.J ha messo in scena spettacoli straordinari a Parigi per diverse stagioni; quindi è stato bello vedere il marchio tirare fuori un video elegiaco in bianco e nero della capitale della sua nazione – Seoul. Juun.J è il fantasma di Gianfranco Ferré che incontra Rick Owens; il designer più dinamico nella cultura più dinamica dell'Asia, la Corea.
 
Migliore affermazione di moda nello spirito del tempo – Versace
Donatella ha invitato il rapper britannico AJ Tracey a realizzare un'esibizione in live streaming nel suo videoclip. E il risultato è stato una dichiarazione in piena sintonia con i tempi delle odierne questioni chiave - Black Lives Matter e l’empowerment, l’emancipazione delle persone. Inoltre, anche i vestiti erano meravigliosi.

 


Miglior riconoscimento dell'Italia artigianale - Santoni e Tod’s
La spina dorsale del design italiano sono i suoi straordinari artigiani. Pochi dei quali vengono mai incontrati da giornalisti di moda e VIP a Milano o Roma. Alcune case di moda hanno girato film nelle loro regioni d'origine per esprimere meglio il proprio DNA e ciò che le distingue. Come due grandi aziende marchigiane di calzature – Santoni e Tod’s.
 
A volte è proprio gratificante vedere un video di prodotto realizzato davvero bene, in cui si può apprezzare l'innata qualità di ciò che vi viene mostrato. Stiamo parlando del maestro calzolaio Santoni, che ha proposto un ammirevole video chiamato “Origini, an emotional narration”. Un minifilm girato nelle Marche, location ideale per mettere in risalto la superficie di un bel paio di mocassini in coccodrillo, o delle sneaker in pelle intrecciata, mentre i modelli camminavano su una costa rocciosa quasi lunare. Muovendosi nell’entroterra verso l'Appennino, le verdi valli frastagliate si dimostravano lo sfondo ideale per mocassini color peltro o superbe loafer dalla tomaia degna di un bicchiere di Cònero Riserva.
 
Tod’s ha adottato un approccio diverso in un video intitolato “Dentro allo Studio di Tod’s”, in cui il direttore creativo di recente nomina Walter Chiapponi espone i geni stilistici ereditari della casa. “La mia prospettiva è alquanto nostalgica e dalle basi solide.  Ho pensato alla libertà... e all'ironia e allo stile di vita espressi con una nuova tecnologia”, dichiara Chiapponi, mentre passeggia per il quartier generale splendidamente illuminato di Tod's a Brancadoro, disegnato dall’architetto Barbara Pistelli, moglie del CEO e forza motrice del marchio, Diego Della Valle. “Sto cercando di rendere mio il DNA di Tod’s... Basandomi sul Jet Set anni '70”, spiega Chiapponi, mentre cammina attraverso gli edifici completamente bianchi: dallo studio di design al dipartimento di ricerca al laboratorio, catturando le prime fasi del processo creativo. Dagli stampi ai moodboard; dai filati agli artigiani. Fino a un servizio fotografico in cui i modelli italiani Edoardo Sebastianelli, Alessandro Fella e Matilde Buoso indossano i vestiti principali della collezione.
 
Migliore pura dichiarazione di moda – Plan C
Tra le creazioni di puro design, la nostra preferita è stata quella di Plan C, con alcuni straordinari abiti patchwork con immagini di cabine di montagna, piloni elettrici, cime svettanti nel cielo e prati ricoperti di vegetazione non toccati da nessun agricoltore durante il lockdown. Erano esattamente queste le immagini viste in un video lirico della designer di Plan C, Carolina Castiglioni, girato ai piedi delle Alpi.
 
“Ognuno è un paesaggio”, ha commentato la stilista, che è apparsa nel suo video come modella. Aggiungete alcuni semplici e raffinati abiti fluenti da picnic estivo a righe e un trench abbottonato con collo a imbuto in un stampa naif. Il risultato: un'altra grande collezione della stella nascente della moda milanese.
 
Bellissimo non vuol dire necessariamente migliore – Maison Margiela
La maison Margiela ha presentato una serie di video saturi di colore per diversi giorni durante la stagione, molti dei quali possedevano un meraviglioso senso di raffinatezza. Tuttavia, il loro stile puntinista altamente tecnologico ha fatto sì che fosse molto difficile vedere dei vestiti veri, o addirittura capire cosa John Galliano stesse cercando di esprimere.

 


Sforzo più pigro – Dries Van Noten
Questo ‘premio’ deve essere assegnato a Dries Van Noten, il cui videoclip con protagonista un giovanotto beffardo e ironico intento a suonare la batteria all'interno di un set stroboscopico si può definire assoluta video-indolenza.

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