×
1 213
Fashion Jobs
DOLCE & GABBANA
Sales Manager - Milano
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
E-Commerce Operations And Digital Supply Senior Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENCIAL
Cost Controller - Milano
Tempo Indeterminato · MILANO
EDAS
Commerciale/Export
Tempo Indeterminato · ROMA
THE ATTICO SRL
HR Controller & Administration Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
BOTTEGA VENETA S.R.L
Bottega Veneta Ecommerce Business Analyst
Tempo Indeterminato · MILANO
RANDSTAD ITALIA
Senior Graphic Designer & Art Director - Jewelry Sector
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Buyer Rtw Donna Linea Giorgio Armani
Tempo Indeterminato · MILANO
RANDSTAD ITALIA
Export Manager - Design Luxury
Tempo Indeterminato · MONZA
LAVOROPIÙ DIVISIONE MODA
Project Manager Produzione Rtw - Azienda Luxury
Tempo Indeterminato · NOVARA
MICHELE FRANZESE LUXURY SRL
E-Commerce Manager
Tempo Indeterminato · CARINARO
RANDSTAD ITALIA
Buyer
Tempo Indeterminato · MILANO
UMANA SPA
Industrializzatore e Production Planner
Tempo Indeterminato · VALEGGIO SUL MINCIO
BITTO SRL
Tecnico di Confezione
Tempo Indeterminato · RHO
RANDSTAD ITALIA
Ispettore Controllo Qualità Abbigliamento Sportswear
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Area Manager Estero Emporio Armani Bodywear
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENTIEL
Ecommerce Buyer
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Ecommerce Visual Shooting Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
RETAIL SEARCH SRL
IT Support Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENZIALE
District Manager
Tempo Indeterminato · TOSCANA/EMILIA ROMAGNA/LAZIO
NEGRI FIRMAN PR & COMMUNICATION
Event Director
Tempo Indeterminato · MILANO
RANDSTAD ITALIA
Retail Operation Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
Pubblicato il
6 apr 2020
Tempo di lettura
2 minuti
Condividi
Scarica
Scaricare l'articolo
Stampa
Clicca qui per stampare
Dimensione del testo
aA+ aA-

Coronavirus: le proposte anti crisi delle aziende retail (non food)

Pubblicato il
6 apr 2020

Oltre 50 brand del comparto retail non food (tra cui OVS, Coin, Gruppo Calzedonia, Liu Jo, Twinset, Percassi, Rinascente, Pinko e molti altri), e quindi escluse dal decreto “Cura Italia”, hanno sottoscritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio, al MISE e al MEF per proporre alcune misure volte a limitare i danni dell’emergenza in atto.
 

Le aziende del retail non food scrivono le loro proposte anti emergenza alle istituzioni - Calzedonia


“Non chiediamo soldi a pioggia. Chiediamo misure”, esordisce la lettera, sottolineando che “il solo settore retail non food rappresenta 110 miliardi di fatturato, un milione di lavoratori, quasi 5 miliardi di contributi versati ogni anno. Oltre 20 miliardi di IVA. Almeno 15 miliardi di affitti”.
 
Le aziende coinvolte evidenziano alle istituzioni che a differenza degli altri settori inclusi nel decreto, la loro principale voce di costo è incomprimibile in quanto rappresentata dai prodotti che realizzano e vendono, mentre sono venuti a mancare del tutto gli incassi. A causa di questo squilibrio finanziario, in assenza di misure immediate molte delle aziende del comparto saranno costrette in breve tempo a cessare definitivamente l’attività.

Tra le proposte contenute nella lettera, quindi, la prima è che tutte le aziende che realizzano la maggior parte del proprio giro d’affari attraverso negozi, ad eccezione dei settori non interessati dai provvedimenti di chiusura, debbano essere assimilate alle filiere in crisi, come definite dal decreto “Cura Italia”. Inoltre, gli obblighi di pagamento dovrebbero essere posticipati almeno fino a settembre e ci dovrà essere una revisione degli affitti anche dopo la riapertura.
 
Secondo le imprese che hanno sottoscritto la lettera, si dovrà attuare uno slittamento a settembre anche dei termini di pagamento dell’IVA e dei contributi, la cancellazione di IMU e TARI per il periodo di crisi e la riduzione delle aliquote IRES almeno sino a tutto il 2021. Infine, tra le proposte più urgenti anche la depenalizzazione dei reati tributari per dichiarazioni regolari ma mancati versamenti e l’immediata immissione di liquidità tramite le banche, per compensare la mancanza di capitale circolante.
 
Per quanto riguarda la ripresa, i firmatari della lettera auspicano sgravi contributivi pari al 50% sino al 2021, in modo da ridurre il più possibile il ricorso a licenziamenti; detrazioni fiscali maggiorate sugli investimenti e sulle spese di marketing; la facilitazione del credito al consumo e di soluzioni di pagamento differito, specie attraverso strumenti di pagamenti digitali e detrazioni d’imposta; infine, voucher a favore di persone fisiche per l’acquisto di beni e servizi dalle aziende operanti nei settori in crisi.

Copyright © 2022 FashionNetwork.com Tutti i diritti riservati.