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2 mar 2020
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Coronavirus: la moda italiana resta produttiva, ma teme effetti a medio termine

Pubblicato il
2 mar 2020

Fugare paure irrazionali sul Covid-19 senza, con questo, sottovalutare l'emergenza, che potrebbe avere pesanti ricadute a livello economico sulla moda italiana. È la posizione espressa in un comunicato congiunto di CNA Federmoda, Confartigianato e Confindustria Toscana Nord.

Sfilate a Milano - Foto: CNMI


Sale la preoccupazione per gli “effetti a medio termine della brusca frenata dell’economia mondiale, anche al di fuori delle aree a maggior rischio”, fanno sapere le associazioni, ma “occorre evitare allarmismi esagerati che danneggiano l’immagine del Paese all’estero e di conseguenza il posizionamento del Made in Italy sui mercati internazionali”.
 
Nonostante la contingenza – prosegue la nota – il tessile-abbigliamento nazionale (che vale 55 miliardi di euro, realizzati quasi per il 60% oltreconfine) rimane “attivo e produttivo, e potrebbe risentire in maniera pesante di un clima dominato da ansie non sorrette (anzi, in buona parte tassativamente smentite) da evidenze scientifiche”.

Le associazioni chiedono a gran voce l’intervento delle istituzioni per garantire il mantenimento dei livelli occupazionali, la liquidità indispensabile per far fronte all’emergenza, insieme all’adozione di misure straordinarie su credito, cassa integrazione e dilazioni fiscali.
 
“La moda italiana è fortemente integrata nel contesto internazionale, con strette interazioni tra le filiere produttive e di servizio ed è quindi particolarmente esposta a pagare costi pesantissimi in termini di fatturato e occupazione”, sostiene Marco Landi, presidente di CNA Federmoda. “Quanto sta avvenendo in questi primi mesi dell’anno rischia di compromettere sia le vendite della primavera che l’acquisizione degli ordinativi invernali”.
 
“Le cancellazioni di fiere e missioni all’estero e dall’estero sono un grave danno per il nostro settore, così come le difficoltà che riscontriamo nei contatti con clienti ed agenti, talvolta intimoriti da possibili contagi”, commenta il presidente della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord, Andrea Cavicchi. “A questo si aggiungono possibili difficoltà negli approvvigionamenti di materie prime e prodotti necessari alle lavorazioni”.
 
“Chiediamo forte al Governo un immediato tavolo di confronto, per rispondere con un messaggio di positività, costruzione e pronta reazione verso i mercati internazionali al fine di salvaguardare quote di mercato a rischio e reputazione”, dichiara Fabio Pietrella, presidente di Confartigianato Moda.
 
Tra le misure da mettere in campo per sostenere la filiera, si chiede: sospensione di pagamenti contributivi, imposte e tasse, moratoria rate mutui; accelerazione di pagamenti della PA e potenziamento del Fondo di Garanzia per PMI; mantenimento della libera circolazione di merci e automezzi; ristoro dei danni diretti per le aziende la cui attività dovesse essere sospesa per effetto dei dispositivi di legge, rinvio adempimenti, alleggerimento degli oneri a carico delle imprese e slittamento dell’entrata in vigore di ISA e norme sulle crisi di impresa.

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