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11 mar 2020
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Coronavirus, Federpreziosi: operatori orafi chiedono l'intervento del governo

Pubblicato il
11 mar 2020

Lo scorso 7 marzo Federpreziosi ha proposto agli operatori del settore orafo un questionario online volto a raccogliere informazioni e dati utili per supportare l’associazione nel confronto con le istituzioni sul tema coronavirus. Il campione delle imprese che hanno risposto alle domande è costituito per l’83% da aziende al dettaglio, per circa l’8,5% da aziende di fabbricazione e per il restante 8,5% da grossisti e altri tipi di impresa; si tratta perlopiù di micro e piccolissime imprese, per il 55,3% composte da un unico dipendente e per il 41% fino a 10 dipendenti.

Il 26,3% delle imprese orafe ha registrato un calo delle vendite dal 2 febbraio al 9 marzo 2020

 
Tra le misure ritenute necessarie dai 500 professionisti che hanno risposto al questionario, la sospensione dei pagamenti IRPEF, INPS e INAIL, evidenziata dal 71% del campione. A seguire, il 59,9% ritiene fondamentali gli stanziamenti per l’assegnazione di contributi straordinari per il sostegno alle imprese; il 58,2% la proroga dei versamenti dei tributi locali per tutti i territori e tutte le categorie; e il 53,7% le agevolazioni per favorire la liquidità delle imprese e la moratoria per le prossime scadenze delle rate su finanziamenti e leasing.
 
L’indagine evidenzia come già lo scorso weekend, prima delle nuove disposizioni governative, più della metà del campione (52,5%) ritenesse inevitabile la dichiarazione di stato di calamità per tutto il Paese e per tutti i settori. È inoltre considerata necessaria dal 44,7% di coloro che hanno risposto una forte spinta al commercio e all’immagine dell’Italia nel mondo.

“Altri provvedimenti considerati più che opportuni sono: l’istituzione di un fondo di integrazione e cassa in deroga anche per le micro e piccole imprese del terziario (36,4%) e l’abolizione dei limiti introdotti dalla Legge Finanziaria del 30 dicembre 2019 per l’accesso e/o la permanenza nel regime fiscale forfettario e ripristinare i requisiti precedenti (25,3%)”, evidenzia la nota stampa emanata da Federpreziosi.
 
Il questionario chiedeva poi di stimare il calo delle vendite tra il 22 febbraio e il 9 marzo rispetto all’anno precedente; i risultati sono alquanti preoccupanti: il 26,3% del campione ha dichiarato un crollo del 40-50%, il 19,5% dal 30 al 40%, mentre il 19,1% ha risentito di una flessione di circa il 20-30%.
 
In virtù dell’ampliamento dello stato d’emergenza a tutto il territorio nazionale disposto dal Governo, Federpreziosi proporrà una nuova indagine a partire da venerdì 13 Marzo.

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