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Pubblicato il
11 gen 2021
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Corneliani: anche Blackwood ritira l’offerta e riparte la mobilitazione dei lavoratori

Pubblicato il
11 gen 2021

Si apre una settimana decisiva su più fronti per la vicenda Corneliani. Impegnato in un programma di riorganizzazione e rilancio della società nel contesto della procedura di concordato preventivo, il CdA del marchio mantovano di abbigliamento maschile ha reso noto in un comunicato che la società inglese Blackwood Fashion Investments Limited ha ritirato la propria offerta d’acquisto, in quanto “non in grado di supportarla con le adeguate evidenze e garanzie richieste”.

Lo stile Corneliani


Il board dell’azienda in difficoltà, appartenente dal 2016 al fondo inglese Investcorp, ha inoltre confermato, come ricordato venerdì scorso da FashionNetwork.com, che non si è conclusa positivamente nessuna delle “interlocuzioni con i potenziali investitori che in questi mesi si sono avvicinati alla Corneliani”, attribuendone la causa in particolare allo scenario ancora negativo del settore moda e alle particolari difficoltà del comparto dell’abbigliamento formale maschile, ricordando comunque di star “sondando ogni possibile alternativa” per “salvaguardare il patrimonio umano e industriale del gruppo” pur operando in un “contesto di difficoltà aggravato a livello nazionale ed internazionale dal persistere degli effetti negativi dalla pandemia Covid-19” tuttora in corso.
 
La società, che ha depositato in tribunale la richiesta di un’ulteriore proroga di 90 giorni per il deposito del piano di concordato che scade il 15 gennaio, in modo da valutare al meglio le “alternative a disposizione nel migliore interesse di tutti gli stakeholder, con particolare attenzione ai lavoratori ed ai creditori”, ha in vista un nuovo Consiglio di Amministrazione convocato per il 13 gennaio, che farà seguito all’incontro del 12 con prefetto e sindacati.

Rimane per il momento sul tavolo la manifestazione di interesse per Corneliani presentata dall’imprenditore torinese Marco Boglione, presidente di BasicNet, che ha già visitato due volte la sede aziendale (a ottobre 2020 e la scorsa settimana) il quale vorrebbe rilanciare il marchio da industriale, ma che chiede più “tempo per approfondire la situazione e preparare un’offerta”, indica il quotidiano La Gazzetta di Mantova.
 
‘Natale è passato. Ora basta….pacchi!’, scrivono su un manifesto i lavoratori, che sono tornati “in mobilitazione tra presidio e scioperi a sorpresa”, fa sapere ancora il quotidiano mantovano, mentre Corneliani ha dato il via al cosiddetto “scarico produttivo”, con il graduale svuotamento della fabbrica a partire dal reparto taglio, in vista del “completamento il mese prossimo della già venduta collezione Primavera-Estate da consegnare ai negozi, nonché dell’inizio (il 25 gennaio) della campagna vendite per il prossimo Autunno-Inverno”.
 
L’intento è di garantire una continuità produttiva che eviti il ridursi alla situazione di un anno fa, quando prima l’esplosione della “pandemia di Covid-19 e poi il concordato in bianco sigillarono la fabbrica con dentro collezioni e campionari ancora da terminare”, ricorda ancora la testata locale. Intanto l’azienda ha chiesto altre 12 settimane di cassa integrazione Covid dal 4 gennaio al 15 marzo.
 
Nato a Mantova nella seconda metà degli anni ’50 del Novecento ereditando l’esperienza di Alfredo Corneliani, tra i pionieri nel settore moda uomo in Italia, che iniziò negli anni ‘30 una produzione artigianale di impermeabili e capispalla, oggi Corneliani conta 1.048 dipendenti tra le sedi di Mantova e Milano, le filiali estere in Cina e negli Stati Uniti, gli stabilimenti produttivi esteri e il retail diretto. Tramite questi uffici gestisce una rete distributiva mondiale di oltre 750 punti vendita tra department store di lusso, negozi multimarca e monomarca.
 

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