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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
7 set 2022
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Copenhagen, Stoccolma, Detroit: tre capitali della moda in divenire

Di
AFP-Relaxnews
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
7 set 2022

Parigi, New York, Milano e Londra appaiono oggi come le quattro capitali della moda la cui influenza si irradia ai quattro angoli del globo. Un quartetto al quale potrebbero presto affiancarsi diverse altre città, del nord Europa e degli Stati Uniti, che stanno progressivamente imponendo il loro stile e processo creativo nell'ambito della moda. Copenaghen, Stoccolma e Detroit sono tra le pretendenti al titolo.


Mancano pochi giorni alla scoperta delle collezioni Primavera-Estate 2023 delle più grandi maison a New York, Londra, Milano e Parigi. Un periodo intenso per i marchi di moda, scandito da una moltitudine di eventi, mostre, presentazioni e altre serate, e dall'arrivo di una schiera di buyer e testate mediatiche da tutto il pianeta. Sebbene sembri difficile competere con queste quattro capitali della moda, altre città oggi cominciano a spiccare e ad affermarsi in un settore che pensavamo fosse (molto) chiuso.

Copenaghen, capitale della moda sostenibile

La maggior parte dei marchi e dei designer, indipendentemente dal Paese di origine, da alcuni anni tiene conto delle sfide ambientali che la moda deve affrontare. Ma alcune città, inclusa Copenaghen, sono decisamente un passo avanti alle altre. Fatto che oggi permette alla sua Fashion Week di essere considerata la più green del mondo, e di offrire alle sue case di moda l’accensione di più di un riflettore sulla scena internazionale. Ganni, certo, ma anche Saks Pott, Cecilie Bahnsen, o Rotate Birger Christensen, sono tra i brand la cui fama è andata ben oltre i confini della Danimarca, così come l'audace eleganza che caratterizza la moda della capitale danese, ma non solo…

Sono proprio gli impegni della Copenhagen Fashion Week in termini di sviluppo sostenibile che hanno permesso alla capitale nordeuropea di distinguersi nel panorama della moda. Mentre l'influenza di Londra o New York sembra essere in declino da diversi anni, Copenaghen ha guadagnato più peso da quando ha iniziato la sua transizione ecologica. Dall'inizio del 2020 ha parlato di un piano d'azione per lo sviluppo sostenibile, invitando i marchi a rispettare diversi requisiti, tra cui la non distruzione dell'invenduto, il ricorso a packaging sostenibili e una percentuale importante di prodotti realizzata con tessuti certificati, biologici o riciclati. Obiettivi ambiziosi, che hanno portato sotto i riflettori la capitale danese, le cui collezioni oggi sono seguite molto da vicino.

Stoccolma, capitale dello street style e dell'attitudine cool

L'influenza di Stoccolma sulla moda non è nuova, ma è chiaro che ha continuato a crescere nel corso degli anni, e ancor di più dopo la necessità per l'industria di reinventarsi per ridurre il proprio impatto sul pianeta. Perché, come la cugina Copenaghen, la capitale della Svezia continua ad operare in favore dell'ambiente, proponendosi come un modello in termini di sostenibilità. Dopo aver rivoluzionato il mondo del design diversi decenni fa, la Svezia ora punta sulla moda. Lo stile nordico, che fino a qualche anno fa non era apprezzato in modo unanime, oggi risponde da ogni punto di vista a ciò che il pubblico cerca ai quattro angoli del mondo.

Eleganti, persino minimalisti, funzionali, con qualche tocco molto eccentrico qua e là, tra eleganza a volte spinta all'estremo e approccio casual, gli street style di Stoccolma sono regolarmente presentati nelle riviste di moda di tutto il mondo. Qualcosa che oggi contribuisce alla reputazione internazionale di molti marchi svedesi, da HOPE ad Acne Studios, passando per Tiger of Sweden.

Detroit, vivaio di creatività

Mentre diverse location degli Stati Uniti, tra cui Los Angeles e Brooklyn, possono chiaramente rivendicare il titolo di nuove capitali della moda, per ragioni molto diverse Detroit può vantarsi di essere la patria di talenti che hanno fatto - o presto faranno - parlare di sé sulle passerelle mondiali. Considerata fino a pochi anni fa la capitale dell'automobile, quella che veniva soprannominata "Motor City" è tutt'altro che estranea alla sfera della moda. Lo testimonia il successo del marchio Carhartt, fondato alla fine del 1800 a Detroit, il cui abbigliamento da lavoro sta tornando in auge sotto l'impulso dell'influente Generazione Z.

Ma ovviamente, questo non è tutto. Da diversi anni emergono etichette originarie di Detroit o basate nella città statunitense, come Deviate o Hope for Flowers, quasi a voler meglio evidenziare la forza creativa di questa città operaia. E una cosa è sicura: le cose stanno cambiando per la città principale del Michigan. Lo testimonia l'arrivo di molte griffe di lusso, tra cui Gucci, che ha appena aperto un negozio in Library Street. La casa di moda italiana ha anche collaborato lo scorso anno con l'etichetta Detroit vs. Everybody, fondata dal designer Tommey Walker Jr., nato proprio a Detroit.

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