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10 mag 2021
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Consumi fermi a marzo

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Ansa
Pubblicato il
10 mag 2021

Un anno dopo l'inizio della pandemia, i consumi continuano a languire. L'Istat registra, a marzo 2021, un calo del valore delle vendite dello 0,1%, rispetto al mese precedente, e un aumento dello 0,2% nell'insieme del primo trimestre rispetto ai tre mesi prima. L'istituto di statistica descrive una variazione mensile "pressoché nulla" e una situazione di "sostanziale stazionarietà".

Ansa


Rispetto all'anno precedente, invece, per la prima volta dopo quattro mesi, l'andamento delle vendite vede il segno più, e un aumento del 22,9%, ma questo è dovuto al fatto che il confronto è con marzo 2020, il primo mese di lockdown duro di di chiusura forzata per molti negozi. Questa situazione senza precedenti porta aumenti tendenziali mai registrati prima per le vendite quasi tutti i prodotti non alimentari e per i vari tipi di negozi. La crescita supera il 90% per giocattoli e articoli per sport e campeggio, ma anche per prodotti di foto-ottica e strumenti musicali, scarpe, borse e vestiti. Complessivamente i consumi di prodotti non alimentari salgono del 49,7%, oltre 13 volte di più delle vendite di cibo, che hanno subito minori restrizioni durante il lockdown. Solo i prodotti farmaceutici, che erano stati tra gli acquisti caratteristici dei primi mesi di lotta al Covid-19, vedono un aumento poco superiore allo zero rispetto a marzo 2020.

Rispetto alla prima ondata della pandemia, sono in recupero le vendite i negozi più piccoli (+27,8%) e le bancarelle più della grande distribuzione (+17%). Ma, al tempo stesso, continua la corsa delle vendite on line che proprio un anno fa hanno iniziato la volata. A marzo 2021 l'e-commerce segna una crescita del 39,9%, dodici mesi prima l'aumento era del 19,3%. Questo diffuso recupero rispetto al lockdown più duro non basta però, secondo molte analisi, a portare l'Italia fuori dalla crisi dei consumi.

L'ufficio studi di Confcommercio vede una "stasi dei consumi" dovuta "in larga parte dalle limitazioni imposte per lo svolgimento di molte attività". Mentre l'ufficio economico di Confesercenti, più ottimista, individua "il primo inizio di un recupero reale dopo molti mesi di forte crisi" e una ripresa che deve essere consolidata con il decreto sostegni bis e i fondi del piano di ripresa e resilienza. Un'altra rivendicazione arriva da Federdistribuzione, che chiede la riapertura dei centri commerciali nei fine settimana. Marzo viene archiviato dall'organizzazione della distribuzione moderna come "un ulteriore mese di difficoltà". Rispetto a prima della pandemia, nel marzo 2019, i volumi di vendita dei prodotti non alimentari sono ancora inferiori del 9,3%.

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