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Pubblicato il
4 set 2013
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Conflitto con Hermès: LVMH rinuncia al ricorso sulla sua condanna

Di
AFP
Pubblicato il
4 set 2013

Il gruppo numero uno mondiale del lusso LVMH ha annunciato di rinunciare all'appello riguardante la condanna record di 8 milioni di euro di multa inflittagli dalle autorità borsistiche transalpine per essere entrato in maniera mascherata nel capitale del suo concorrente Hermès.

Bernard Arnault, PDG di LVMH - Foto: AFP


Il gruppo francese ha spiegato che, anche se considerava avere validi motivi per presentare appello, ha preferito non farlo nell'interesse dei suoi azionisti e per non "interferire con la corretta gestione della (sua) partecipazione" in Hermès, ha dichiarato in un comunicato.

Dell'ammontare, come detto, di 8 milioni di euro, la multa è la maggiore sanzione mai assegnata dall'AMF (l'Autorità francese dei Mercati Finanziari, ndr.), ma è tuttavia inferiore ai 10 milioni che il collegio dell'AMF aveva richiesto il 31 maggio nei confronti di LVMH, nel corso di un'udienza pubblica in cui il gruppo, diretto da Bernard Arnault, aveva contestato punto per punto tutti gli argomenti presentati contro di lui.

Subito dopo l'annuncio della sanzione, LVMH aveva dichiarato di volersi immediatamente rivolgere alla Corte d'Appello di Parigi per ristabilire la "realtà dei fatti", valutando come "ingiustificati" sia la sanzione che il suo ammontare. Ora, invece, ha preferito considerare che “gli interessi degli azionisti non possono essere ridotti alla sola difesa dei principi fondamentali del diritto".

"Devono anche essere presi in considerazione la durata e i costi prevedibili dei ricorsi successivi e più ancora, il fatto che il perseguimento di tali procedure sarebbe certamente di ostacolo alla corretta gestione della partecipazione di gruppo LVMH in Hermès. Questi imperativi sono stati giudicati prioritari", precisa ancora il comunicato.

Il gruppo ricorda tuttavia che l'AMF "ha espressamente confermato, durante tutta la procedura, che LVMH non aveva commesso, quando è entrato nel capitale di Hermès, né una violazione alle norme sul superamento delle soglie borsistiche (5%, 10%, 15%...), né alcuna operazione di insider trading, né una qualsiasi manipolazione del corso azionario".

"Nella stessa prospettiva, LVMH adotterà tutte le misure necessarie per far cessare le procedure abusive adottate nei suoi confronti dai dirigenti di Hermès e per ottenere da questi nelle sedi opportune il rimedio ai pregiudizi che questi hanno causato", dice la nota.

Il rapporto semestrale di LVMH ha indicato, a fine luglio, che il gigante del lusso aveva ancora aumentato la sua partecipazione in Hermès nei primi sei mesi del 2013, portandola al 23,1%.

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: AFP

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