×
1 845
Fashion Jobs
SELECTA
Responsabile Tecnico di Produzione in Outsourcing
Tempo Indeterminato · FIRENZE
MOTIVI
District Manager
Tempo Indeterminato · FIRENZE
NEW GUARDS GROUP HOLDING SPA
Digital Catalogue Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
ADECCO ITALIA SPA
​Retail IT Specialist - Omnichannel
Tempo Indeterminato · SCANDICCI
CANALI
Senior Analyst Developer
Tempo Indeterminato · SOVICO
LAVOROPIÙ DIVISIONE MODA
Controller Estero - Settore Fashion
Tempo Indeterminato · MODENA
WEAREGOLD
ww Sales Force Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
GIFRAB ITALIA S.P.A.
HR Manager - Palermo
Tempo Indeterminato · PALERMO
ADECCO ITALIA SPA
E-Commerce Specialist
Tempo Indeterminato · TREZZANO SUL NAVIGLIO
CAMICISSIMA
Junior Product Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
PAGE PERSONNEL ITALIA
Wholesale Area Manager Area DACH
Tempo Indeterminato · MILANO
BIJOU BRIGITTE S.R.L.
Direttore di Zona (m/f)
Tempo Indeterminato · BOLOGNA
EUROPRINT SRL
Export Manager
Tempo Indeterminato · OTTAVIANO
SKECHERS RETAIL SWITZERLAND
Retail Area Manager
Tempo Indeterminato · LUGANO
STELLA MCCARTNEY
Rtw Production Planner & Controller
Tempo Indeterminato ·
STELLA MCCARTNEY
Supply Chain Planning Analyst
Tempo Indeterminato · NOVARA
BOGLIOLI S.P.A.
Junior IT Application Manager\Junior IT Data Analyst
Tempo Indeterminato · GAMBARA
RANDSTAD ITALIA
Strategic Policy Manager Categoria Protetta ai Sensi Della lg. 68/99
Tempo Indeterminato · MILANO
WYCON S.P.A
Area Manager Piemonte & Liguria
Tempo Indeterminato · TORINO
BALENCIAGA LOGISTICA S.R.L.
Rtw Purchasing Specialist
Tempo Indeterminato · NOVARA
LAVOROPIÙ DIVISIONE MODA
e Commerce Manager- Azienda Luxury
Tempo Indeterminato · MILANO
SPADAROMA
E-Commerce
Tempo Indeterminato · NOLA
Pubblicato il
16 mar 2020
Tempo di lettura
2 minuti
Condividi
Scarica
Scaricare l'articolo
Stampa
Clicca qui per stampare
Dimensione del testo
aA+ aA-

Confindustria Moda: no a stop produzioni, teme impatto a emergenza finita

Pubblicato il
16 mar 2020

Nel giro di qualche settimana l’Italia è diventata il secondo Paese nel mondo più colpito da coronavirus, dietro la Cina. Per fronteggiare l’emergenza, il governo Conte ha emanato una serie di decreti, l’ultimo dei quali ha sancito la chiusura fino a inizio aprile di tutte le attività commerciali non essenziali. Ma il numero di contagi non accenna a diminuire e l’ipotesi dello stop delle filiere produttive si fa strada tra le fila del mondo politico e sindacale. 

Un momento della Milano Fashion Week - Foto: CNMI


Sulla questione ha messo un punto l’esecutivo. “L'Italia non si ferma", ha commentato su Twitter il presidente del consiglio dopo un lungo confronto con le parti sociali andato avanti per ore nella notte tra il 14 e il 15 marzo. L’intesa, contenuta in un documento composto di 13 punti, assicura la continuità per le imprese, chiamate ad implementare stringenti misure di sicurezza per tutelare la salute dei propri dipendenti e collaboratori.
 
L’interruzione delle attività produttive rischia di generare pesanti ricadute a livello economico e occupazionale. L’allarme arriva da Confindustria Moda, che avverte: “se il nostro tessuto produttivo fatto in prevalenza di piccole e medie imprese, pur in presenza delle note enormi difficoltà, si ferma completamente, difficilmente potremo riprendere senza pesanti conseguenze ad emergenza finita”.

“Siamo impegnati per coniugare l’obiettivo della salute con quello della continuità dell’attività di impresa”, prosegue il comunicato della presidenza. Niente stop, quindi, per le aziende del settore che siano in grado di offrire queste garanzie di sicurezza da subito, invitate a riprendere o proseguire la produzione. “In alternativa”, suggerisce Confindustria Moda, “interrompere temporaneamente l’attività, completamente o parzialmente a secondo della situazione, per consentire all’organizzazione aziendale di approntare ogni misura richiesta e ritenuta necessaria”.
 
La scorsa settimana, molti big della moda hanno annunciato la sospensione delle proprie attività in Italia, compresi Tod’s, Luxottica, Gucci e Brioni. Le misure messe in campo per arginare la diffusione dell’epidemia prevedono il rallentamento della produzione e una progressiva rarefazione del personale. Laddove possibile, sono state adottate anche forme di lavoro flessibile come lo smart working.
 
Fa scuola l’iniziativa lanciata lo scorso 9 marzo da due storici nomi del tessile nazionale, Ratti e Mantero. I competitor del distretto serico comasco hanno unito le forze per condividere, in caso di necessità, materiali o interi passaggi di produzione.
 
Ma la situazione rimane critica perché il virus ha già colpito il cuore produttivo della nazione, formato dal triangolo lombardo/veneto/emiliano-romagnolo, che ha Milano come metropoli leader e la Lombardia come regione di maggior peso (da sola conta il 22,6% del valore aggiunto italiano). A dirlo è un dossier dell'Istituto di ricerche Urbane (RUR).
 
Le 14 province che hanno risentito per prime dell’impatto dell’epidemia sul sistema imprenditoriale hanno prodotto un valore aggiunto di 546,4 miliardi di euro nel 2018, pari al 34,7% del totale nazionale, grazie in primis al contributo della Lombardia (348 miliardi), seguita dalle tre province venete (81 miliardi) e da quelle emiliano-romagnole (75 miliardi).

Copyright © 2022 FashionNetwork.com Tutti i diritti riservati.