Confindustria Moda inaugura la sua sede di Milano

È stata inaugurata il 15 maggio a Milano la nuova sede di Confindustria Moda, la federazione della moda, tessile e accessorio nata nel marzo del 2017 dall’unione di Smi, associazione che riuniva le imprese del tessile e abbigliamento, e Fiamp, federazione che raggruppava le realtà del mondo accessori (pellicceria, oreficeria, calzature, occhiali e gioielli).

La nuova sede milanese di Confindustria Moda - Photo: Elena Passeri - FashionNetwork.com
 
“Il progetto ha visto la sua genesi già nel 2005, quando Smi e Fiamp hanno avviato percorsi paralleli per creare associazioni all’interno dei loro comparti, in seguito allo spunto dato dall’allora Presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo”, ha spiegato a FashionNetwork.com Cirillo Marcolin, Vice Presidente di Confindustria Moda (ex Presidente di Fiamp). “Abbiamo lavorato per 10 anni, poi sia io che Claudio Marenzi, allora Presidente di Smi, abbiamo capito che era necessario fare un passo ulteriore e riunire le due associazioni in un’unica Federazione, Confindustria Moda, che abbiamo fondato lo scorso anno”.
 
La nuova sede è situata in un immobile storico in via Villasanta 3 a Milano, in zona corso Sempione, dove negli anni ’40 Nicky Chini fondò il marchio Nichy, si sviluppa su una superficie di 3.800 metri quadrati e ospita ad oggi circa 100 persone. Il palazzo è stato completamente ristrutturato in tempi record, circa 6 mesi, con l’obiettivo di creare una nuova identità in cui tutte le Associazioni potessero riconoscersi, pur mantenendo spazi dedicati, e di promuovere collaborazione e socializzazione tra le diverse realtà.

Il taglio del nastro - Photo: Elena Passeri - FashionNetwork.com

Il progetto di recupero ha voluto preservare le origini del palazzo, attraverso interventi mirati a riproporre i materiali originari, riemersi in parte durante le lavorazioni. Ogni Associazione dispone dei propri uffici, ma tra i diversi piani si alternano aree break e di informal meeting; il seminterrato è stato completamente riprogettato per ospitare in futuro diversi tipi di iniziative, dalle sfilate agli eventi. Il terrazzo all’ultimo piano, che sarà ristrutturato in un secondo momento, diventerà uno spazio di rappresentanza.
 
“L’immobile è stato acquistato da Villasanta 3 S.r.l., società immobiliare costituita da Anfao, Assocalzaturifici e Sitex, tutte le altre associazioni sono in affitto”, ha precisato Marcolin. “Confindustria Moda fornisce a tutte le realtà servizi come attività in ambito legale e anticontraffazione, relazioni industriali e un ufficio studi unificato”.
 
In occasione dell’inaugurazione della nuova sede, Claudio Marenzi, Presidente di Confindustria Moda, ha sottolineato come l’Associazione stia lavorando molto sul fronte europeo e sull’internazionalizzazione verso i mercati emergenti.
 
Per quanto riguarda le richieste che Confindustria Moda intende sottoporre alle istituzioni, Marenzi ha evidenziato: “Chiederemo al Governo di continuare quanto avviato negli ultimi quattro anni, in particolare sul fronte export e industria 4.0. Oggi il comparto moda rappresenta il 50% della bilancia commerciale italiana, 27 miliardi su 52 totali, quindi non siamo solo un fiore all’occhiello del made in Italy, ma anche un settore con numeri importanti e speriamo quindi di avere voce in capitolo. La moda è stato una delle prime industry a pagare il prezzo della globalizzazione già 20 anni fa, perdendo molti posti di lavoro prima che si iniziasse a fare qualcosa: oggi siamo a circa 700.000 posti di lavoro contro oltre un milione nel 2005. Il coordinamento con le Istituzioni verrà fatto in sinergia con tutte le Associazioni e i settori”.
 
Analizzando l’andamento del settore, i dati preliminari rilasciati dal Centro Studi di Confindustria Moda segnalano una dinamica di crescita pari al +3,2%, per un fatturato complessivo di circa 94,2 miliardi di euro. Tale incremento è stato trainato soprattutto dall’export, in progressione del 5,2%, che ha registrato un giro d’affari di 61,8 miliardi di euro. Le performance migliori si sono registrate in Cina (+14,1%), Corea del Sud (+8,5%) e Russia (+12,4%); sul fronte europeo i principali Paesi di riferimento sono Francia (+5,7%), Germania (+3,7%), UK (+4,1%) e Spagna (+5%). I settori che hanno registrato crescite a doppia cifra sono stati pelletteria, pellicceria e oreficeria; aumenti più lievi invece per calzature e tessile-abbigliamento (+3,5%) e occhialeria (+2,4%).

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