Commissione UE lancia web tax al 3% su giro d'affari in servizi online

La Commissione europea ha ufficializzato oggi la sua proposta di web tax, che per come è strutturata sarebbe a carico soprattutto di Google, Facebook e Amazon.

Foto d'archivio/REUTERS/François Lenoir

Lo schema prevede che le società con ricavi digitali significativi nell’Unione Europea paghino una tassa del 3% sul volume d’affari nel mercato dei servizi online, stimato in 5 miliardi di euro. 

Se fosse sostenuta dagli Stati membri, il cui supporto non è certo, la web tax si applicherebbe solo alle grosse aziende con un giro d’affari annuale a livello mondiale sopra i 750 milioni di euro e ricavi annuali “tassabili” in Europa sopra i 50 milioni. 

Tra le aziende interessate vi sono anche Airbnb e Uber perché l’imposta si applica a tutte le attività in cui l’utente concorre a creare valore: pubblicità online, motori di ricerca, social media, trading online o vendita di dati sugli utenti stessi. 

È in ogni caso una soluzione temporanea. L’obiettivo a lungo termine è arrivare ad una soluzione che permetta di tassare gli utili digitali delle società nei paesi in cui questi vengono realizzati e non dove la compagnia ha sede legale, come accade ora. 

La Commissione accusa i giganti del web di avere un tax rate effettivo pari a circa il 9,5% dell’utile, meno della metà di un’impresa che opera in settori tradizionali. Il contesto in cui è maturata la proposta vede gli Stati Uniti turbare la UE con le prime misure di stampo protezionistico sul fronte della politica commerciale. 

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