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16 nov 2020
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Commercio internazionale: firmato il più grande accordo di libero scambio al mondo

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Ansa
Pubblicato il
16 nov 2020

Quindici Paesi dell'Asia-Pacifico hanno firmato il più grande accordo di libero scambio al mondo, visto come un'occasione per la Cina di estendere la sua influenza. Il Regional Comprehensive Economic Partnership (Rcep) include le 10 economie dell'Asean (Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam), insieme a Cina, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda e Australia, rappresentando il 30% circa del Pil globale.


Proposto per la prima volta nel 2012, l'accordo è stato siglato alla fine di un vertice dei Paesi del sudest asiatico, con diversi leader impegnati a risollevare le economie colpite dalla pandemia del Covid-19. L'India non ha firmato sui timori di un aumento del suo deficit commerciale con la Cina, ma potrebbe esplicitamente aderire in un secondo momento.

L'intesa "è senza precedenti e comprende un mix diversificato di economie sviluppate, in via di sviluppo e meno sviluppate della regione", hanno dichiarato in una nota congiunta i leader dei Paesi partecipanti al quarto summit Rcep, tenuto prima della cerimonia della firma. "Coprirebbe un mercato di 2,2 miliardi di persone, o quasi il 30 percento della popolazione mondiale, con un Pil combinato di 26.200 miliardi di dollari, o circa il 30 percento del Pil globale, e rappresenta quasi il 28% del commercio globale (sulla base dei dati del 2019)".

I progressi negoziali sono stati particolarmente lenti nei primi anni, ma le discussioni hanno preso slancio dopo che Donald Trump è diventato presidente degli Stati Uniti nel 2017 ritirando gli Usa dal Tpp, il Fta proposto dall'amministrazione di Barack Obama composto da 12 Paesi. Nel mezzo di una crescente tendenza globale al protezionismo, i Paesi partecipanti sono diventati più motivati a promuovere il libero scambio.

L'accordo comprende 20 capitoli di regole che coprono dal commercio di beni, investimenti e commercio elettronico alla proprietà intellettuale e agli appalti pubblici, con l'obiettivo di aumentare l'interazione economica basata su regole tra i membri, con la prospettiva di entrare in vigore quando tutti i firmatari lo avranno ratificato.

È il secondo grande accordo commerciale multilaterale per l'Asia, dopo quello globale e progressivo per la partnership transpacifica (Cptpp), la versione a 11 del Tpp senza gli Usa: sette Paesi fanno parte anche dei 15 del Rcep. Per Cina e Giappone, rispettivamente prima e seconda economia asiatica, il Rcep è il primo accordo di libero scambio a metterle in contatto.

L'intesa è considerata una significativa pietra miliare per la regione, a maggior ragione in vista della ripresa post pandemia del Covid-19. "La firma del Rcep non è solo un traguardo epocale nella cooperazione nell'Asia orientale, ma è anche una vittoria del multilateralismo e del libero scambio", ha commentato il premier cinese Li Keqiang. Si sono spinti oltre i media ufficiali di Pechino: il successo del "mega accordo Rcep è una vittoria per il multilateralismo e il libero scambio, con Paesi, compresi gli alleati degli Usa, che hanno assestato un colpo al protezionismo e al bullismo economico perseguito dagli Usa e da altri", ha scritto il tabloid nazionalista Global Times, aggiungendo su Twitter che "il Rcep aiuterà la regione dell'Asia-Pacifico a prendere la leadership globale nella ripresa post Covid-19 e a ridurre l'egemonia Usa nella regione".

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