Commercio, Codacons: flop delle vendite nel 2018, caporetto piccoli negozi

Non bastano gli acquisti del Natale a spingere i consumi. A dicembre 2018 l'Istat stima una diminuzione dello 0,7% rispetto al mese precedente rispetto al 2017 sia in valore che in volume e un calo anche su base annua dello 0,6% in valore e dello 0,5% in volume. Nel quarto trimestre, il risultato è appena positivo con aumento dello 0,1% in valore e dello 0,3% in volume rispetto al periodo precedente. 


I dati Istat sulle vendite al dettaglio del 2018 confermano in pieno le tante denunce del Codacons sulla crisi del commercio e lo stallo dei consumi in Italia, e devono portare il Governo ad abbandonare la folle idea di disporre le chiusure domenicali dei negozi.

"Tutte le nostre previsioni sono state confermate e il 2018 segna il flop delle vendite al dettaglio”, spiega il presidente Carlo Rienzi in una nota. “Per i piccoli negozi siamo in presenza di una vera e propria 'Caporetto', con acquisti giù del -1,3%, un crollo che deve portare Lega e M5S a bloccare la proposta di legge sulle chiusure domenicali dei negozi, progetto che darebbe il colpo di grazia a migliaia di esercizi".

"I dati Istat testimoniano i forti cambiamenti nelle abitudini degli italiani, con i cittadini che comprano sempre più sul web (+12,1%) grazie agli sconti e alle promozioni praticate tutto l'anno sulle piattaforme e-commerce”, prosegue Rienzi. “Unica possibilità per combattere lo strapotere dello shopping online è quindi abolire i saldi di fine stagione, che oramai non interessano più le famiglie, e liberalizzare gli sconti lasciando agli esercenti la possibilità di scegliere quando scontare la propria merce, al pari dell'e-commerce", conclude il presidente Codacons.

"L'Italia è tornata nel tunnel della recessione! È incredibile che in questo contesto desolante, con i consumi in caduta libera, il Governo si preoccupi di come chiudere i negozi per 26 domeniche e 8 giorni festivi, invece di come farli tenere aperti, salvandoli dal fallimento. Non è certo chiudendo i negozi per legge che aumenteranno le vendite, bensì facendo il contrario", tuona Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.

"Se si confrontano i dati di oggi con quelli del dicembre 2007, le vendite totali sono inferiori del 18,8%, quelle non alimentari segnano un calo del 21,4%, più di un quinto. Per le imprese operanti su piccole superfici, poi, si registra un crollo del 25,3%, ossia un quarto delle vendite, -28,1% per le vendite alimentari. Insomma, rispetto a 11 anni fa, c'è una voragine da colmare. Ma la crisi dei piccoli negozi non dipende certo dalle aperture domenicali della grande distribuzione, visto che anche questa forma distributiva registra una caduta delle vendite del 12,8%, -19,4%, per il settore non alimentare", conclude Dona.

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