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Come sono cambiati i canoni di bellezza femminile negli ultimi 2500 anni

Di
Ansa
Pubblicato il
today 28 apr 2015
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Uno studio francese tra arte e miss fa la storia dall'antichità a oggi: dalle silouhette a clessidra, poi dal XV secolo la trasformazione verso profilo più androgino, con l'eccezione degli anni '60.

La Venere di Botticelli ne ‘La nascita di Venere’ - Foto: Ansa


La meno formosa è Psiche, dipinta dal francese Guillaume Seignac nel XX secolo in ‘Il risveglio di Psiche’. Il suo rapporto vita/fianchi, misura che indica la distribuzione del grasso sul tronco ma soprattutto il punto focale del fascino a detta degli uomini, è pari a 0.655.

Anche Eva, dipinta in ‘Adamo ed Eva’ da Collier nel XIX secolo ha misure pressoché simili. Più recentemente lo scettro della bellezza con punto vita e fianchi più esili spetta invece a Mickey Winters, playmate per Playboy nel settembre del 1962: vitino di vespa di 45,7 cm e fianchi androgini di 86,3 centimetri per 1 metro e 52 di altezza, 45 chili di peso e un rapporto record vita/fianchi di 0.529. Fianchi più abbondanti nell’antichità: in ‘Susanna e i vecchi’, dipinto del 1624 dell’incisore Paulus Pontius, il rapporto vita/fianchi è di 0.801.

Le fa compagnia, con identiche misure, ‘Venere chiede a Vulcano le armi per Enea’, dipinto da Sir Anthony Van Dyck e risalente al 17esimo secolo. Il parametro inizia a scendere a partire dal 15esimo secolo: la Venere di Botticelli ne ‘La nascita di Venere’ ha un rapporto fra vita e fianchi di 0.724, mentre Grazia in ‘ Primavera’ di 0,781. Misure simili per Eva di Michelangelo in ‘Adamo ed Eva’ (0,742). Rubens, 16esimo secolo, dipinge Eva più sottile (0,705 è il rapporto) in Adamo ed Eva. Le tre Grazie di Canova, siamo nel 1.800, si attestano su 0,751. Rodin, 19esimo secolo, riduce ulteriormente a 0,698 il rapporto che indica la silhouette di Venere in ‘La toletta di Venere’.

Ai giorni nostri ci sono eccezioni: silhouette a clessidra accentuata per Ashley Hobbs. Coniglietta di Playboy, playmate per dicembre 2010. Alta 1 metro e 68 per 54 chili sfoggia una vita di 68,5 cm e fianchi di 81,2 con un rapporto di 0.844.

Sculture, dipinti e donne in carne e ossa degli ultimi 2.500 anni dimostrano che il calo delle misure femminili verso un profilo più androgino parte da lontano. Il cambiamento è avvenuto molto tempo prima, addirittura secoli fa. Smentiscono così i luoghi comuni che vedono i tempi moderni come un attentato alle libere e floride forme femminili gli studiosi dell’Istituto di scienze evoluzionistiche dell’università di Montpellier, Francia, che, con quelli della London school of medicine, Inghilterra, hanno condotto una corposa e curiosa ricerca sulla variazione dei canoni di bellezza negli ultimi 2.500 anni, pubblicata su PlosOne.


Facendo un complesso lavoro di misurazioni e calibrazione di fianchi e cosce femminili partendo da 160 quadri e 56 sculture raffiguranti i miti antichi e classici della bellezza a partire dal 500 Avanti Cristo fino al Ventunesimo secolo, da Afrodite, Venere a Psiche, li hanno poi sottoposti al giudizio di 1.437 uomini di, in media, 37 anni di età per confrontarli con i gusti moderni.

La prima opera inclusa nello studio è stata la scultura ‘Le tre Grazie’, autore ignoto, rinvenuta in Grecia e risalente al 500 Avanti Cristo, l’ultima è ‘Il dubbio di Psiche’, con Psiche ritratta seduta sul letto dall’artista contemporanea Patricia Watwood.

Per dare completezza all’indagine gli autori hanno controllato le misure delle donne dei nostri giorni basandosi anche su quelle delle vincitrici dei concorsi di bellezza più famosi al mondo, come Miss Universo e Miss Mondo dal 1921 al 2014. Hanno inoltre arricchito il database anche con le misure delle conigliette della rivista Plalyboy, osservandole dal 1953 al 2000. Con una tale mole di informazioni hanno analizzato come e quando le preferenze maschili fossero cambiate nei secoli, scoprendo che le misure del punto focale del fascino, siano rimaste pressoché invariate dall’antichità e fino all’anno 1.400 con un range del rapporto medio fra vita e fianchi di 0,74, sia per le sculture che per i dipinti. Dal 15esimo secolo, dunque non a partire dai nostri tempi, i centimetri hanno iniziato a ridursi.

Fu il Rinascimento a sancire l’inizio della seppur lenta trasformazione. Negli ultimi 50 anni il trend registra addirittura delle oscillazioni verso l’alto.
Complessivamente dal 1500 all’inizio del XXI secolo il rapporto vita/fianchi medio è sceso a 0.68. A partire dagli anni ’60 però ci sono delle fluttuazioni verso l’alto. “Il cambiamento avvenuto dal XV secolo accomuna le bellezze delle opere d’arte con quelle delle modelle di Playboy e delle vincitrici dei concorsi di bellezza” - si legge nello studio – “L’ideale di bellezza femminile non è cambiato recentemente ma secoli fa”.

Una curiosità: il campione di volontari che ha giudicato le misure femminili ritratte nelle sculture antiche ha sbagliato le misure, sovrastimandole in media di circa l’8% considerandole più grasse di quanto non siano.

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