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9 lug 2013
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Coldiretti: "Con Loro Piana perso altro gioiello Made in Italy"

Di
APCOM
Pubblicato il
9 lug 2013

Si moltiplicano le operazioni di acquisizione dei "gioielli del Made in Italy che trovano nella moda e nell'alimentare le loro espressioni migliori". E` quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la cessione dell`80% dell`azienda Loro Piana al gruppo francese LVMH per 2 miliardi di euro è solo "l`ultimo dei colpi messi a segno in Italia per effetto della crisi".

Un negozio Loro Piana


Alla fine del mese di giugno 2013 la stessa multinazionale del lusso LVMH aveva acquisito, ricorda Coldiretti, una partecipazione di maggioranza nel capitale sociale della pasticceria Confetteria Cova proprietaria della società Cova Montenapoleone S.r.l., che gestisce la nota pasticceria milanese. La LVMH di Bernard Arnault aveva già in portafoglio Bulgari ed è proprietario di Fendi, Emilio Pucci e Acqua di Parma mentre, continua la Coldiretti, la sua rivale francese PPR di François-Henri Pinault controlla Gucci, Bottega Veneta e Sergio Rossi.

Il "colpo più grosso" nell'alimentare i francesi "lo hanno messo a segno nel 2011 con la Lactalis che è stata, invece protagonista dell'operazione che ha portato la Parmalat a finire sotto controllo transalpino, dopo aver già acquisito in passato la Galbani, la Locatelli e l'Invernizzi".

Coldiretti, nel suo elenco di aziende cedute agli stranieri, mette anche gli emiri del Qatar che si sono assicurati lo scorso anno lo storico marchio Valentino, assieme alla licenza Missoni. Un imprenditore cinese della farmaceutica di Hong Kong ha acquistato per la prima volta un'azienda vitivinicola agricola nel Chianti.

Nel 2013, continua la Coldiretti, si è verificato il passaggio di mano del 25% della proprietà del Riso Scotti, ceduto dalla famiglia pavese al colosso industriale spagnolo Ebro Foods. Nel 2012 la Princes Limited (Princes), una società controllata dalla giapponese Mitsubishi, aveva siglato un contratto con AR Industrie Alimentari S.p.A. (ARIA), leader italiana nella produzione di pelati, per creare una nuova società denominata "Princes Industrie Alimentari S.r.l." (PIA), controllata al 51% dalla Princes, mentre il marchio Star passa definitivamente in mano spagnola con il gruppo Agrolimen che ha aumentato la propria partecipazione in Gallina Blanca Star al 75%.

Nel 2011 la società Gancia, casa storica per la produzione di spumante, è divenuta di proprietà per il 70% dell'oligarca Rustam Tariko, proprietario della banca e della vodka Russki Standard, mentre il 49% di Eridania Italia S.p.A., operante nello zucchero, è stato acquisito dalla francese Cristalalco S.a.s. e la Fiorucci Salumi è passata alla spagnola Campofrio Food Group, la quale ha ora in corso una ristrutturazione degli impianti di lavorazione a Pomezia che sta mettendo a rischio numerosi posti di lavoro.

Nel 2010 il 27% del gruppo lattiero caseario Ferrari Giovanni Industria Casearia S.p.A., fondata nel 1823 e che vende tra l'altro Parmigiano Reggiano e Grana Padano, è stato acquisito dalla francese Bongrain Europe S.a.s. e la Boschetti Alimentare S.p.A., che produce confetture dal 1981, è diventata di proprietà della francese Financière Lubersac, che ne detiene il 95%.

L'anno precedente, nel 2009 è iniziata la cessione di quote della Del Verde industrie alimentari S.p.A., che è divenuta di proprietà della spagnola Molinos Delplata S.l., la quale fa parte del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata. Nel 2008 la Bertolli era stata venduta all'Unilever per poi essere acquisita dal gruppo spagnolo SOS, è iniziata la cessione di Rigamonti salumificio S.p.A., divenuta di proprietà dei brasiliani attraverso la società olandese Hitaholb International, mentre la Orzo Bimbo è stata acquisita dalla francese Nutrition&Santè S.A. del gruppo Novartis. Lo stesso anno è stata ceduta anche Italpizza, l'azienda modenese che produce pizza e snack surgelati, all'inglese Bakkavor Acquisitions Limited.

Nel 2003 hanno cambiato bandiera anche la birra Peroni, passata all'azienda sudafricana SABMiller, mentre negli anni Novanta era stata la San Pellegrino ad entrare nel gruppo Nestlè e la Stock ad essere venduta alla tedesca Eckes A.G., per poi essere acquisita nel 2007 dagli americani della Oaktree Capital Management. La stessa Nestlè possedeva già dal 1993 il marchio Antica Gelateria del Corso e addirittura dal 1988 la Buitoni e la Perugina.

"I grandi gruppi multinazionali che fuggono dall`Italia della chimica e della meccanica investono invece nell`agroalimentare e nella moda perché, nonostante il crollo storico dei consumi interni, si tratta di settori che fanno segnare ottimi risultati nelle esportazioni grazie all`immagine conquistata nel tempo", ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini.

"Il passaggio di proprietà nell`alimentare - ha denunciato Marini - ha spesso significato svuotamento finanziario delle società acquisite, delocalizzazione della produzione, chiusura di stabilimenti e perdita di occupazione. Si è iniziato con l`importare materie prime dall`estero per produrre prodotti tricolori. Poi si è passati ad acquisire direttamente marchi storici e il prossimo passo è la chiusura degli stabilimenti italiani per trasferirli all`estero. Un processo - conclude il presidente di Coldiretti - di fronte al quale occorre accelerare nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana che veda direttamente protagonisti gli agricoltori per garantire quel legame con il territorio che ha consentito ai grandi marchi di raggiungere traguardi prestigiosi".

Fonte: APCOM