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Cividini cresce in Giappone e USA e punta sul “Fatto a mano”

Pubblicato il
today 9 gen 2019
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Cividini, il brand di abbigliamento fondato da Miriam e Piero Cividini, continua la propria espansione sul fronte internazionale, arrivato a rappresentare il 95% del fatturato totale, circa 12 milioni nel 2018, in linea con l’anno precedente. A trainare tale crescita, in particolare il Giappone, dove il marchio è presente all’interno di 60 boutique multibrand e con 18 shop-in-shop nei department store più importanti (tra cui Isetan, Mitsukoshi e Takashimaya) e che pesa per il 35% sul giro d’affari totale, e gli Stati Uniti, che generano il 15% del fatturato attraverso 45 boutique multibrand.

Alcune proposte del progetto "Fatto a Mano", presentato da Cividini a Pitti Uomo

 
“Per quanto riguarda l’Europa, stiamo cercando di recuperare le posizioni del passato, nonostante le oggettive difficoltà”, ha spiegato a FashionNetwork.com Piero Cividini. “In Italia, dove siamo presenti in una quarantina di negozi, vedo un problema di cambio generazionale. Stiamo inoltre lavorando all’apertura di un monomarca in franchising in Iran, gestito da un partner locale; il progetto al momento è stato bloccato per decisioni statali dovute alla situazione politica del Paese”.
 
La Russia ha registrato un leggero calo per il brand, mentre buone sono le prospettive per il mercato cinese, dove dopo le aperture del 2017 e inizio 2018 Cividini sta definendo nuove partnership a livello retail.

La società non pensa al momento di aprire dei monomarca a gestione diretta: “Eravamo pronti ad aprire una nostra boutique a Milano dieci anni fa, ma con la crisi del 2009 abbiamo preferito congelare il progetto in attesa di momenti migliori per questo tipo di iniziative”, ha rivelato Cividini.
 
Sul fronte prodotto, il marchio ha presentato a Pitti Uomo 95 il progetto “Fatto a Mano”, una collezione di capi realizzati su macchine di maglieria a mano con i filati più pregiati, dal cashmere ultra fine a cotoni, sete e lini dalla mano morbida ottenuta da speciali lavaggi in house.
 
Si tratta di un’iniziativa che esprime con forza l’anima artigianale e “green” dell’azienda, che si concretizza nell’utilizzo di materie prime naturali e in lavaggi realizzati presso laboratori interni, in cui lo smaltimento delle acque risponde in modo rigoroso alle normative vigenti. “D’altronde, noi siamo sempre stati eco-sostenibili, anche quando questo tema non era sulla bocca di tutti come oggi”, ha concluso sorridendo Piero Cividini.

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