Cina e alta moda al Met

Il Metropolitan Museum è "in a mood for love". Complice il regista Wong Kar Wai e l'Empire State Building vestito con un "mantello di luci" scarlatto copiato da un pezzo in mostra, la Cina in tutte le sue declinazioni - imperiale, nazionalista e comunista - approda su Fifth Avenue per la spettacolare esposizione che accompagna il benefit del Constume Institute del museo americano. "China: Through the Looking Glass" è l'equivalente per un museo di un blockbuster hollywoodiano.

Anna Wintour ha fatto gli onori di casa al gala del Met - Foto: Ansa

Effetti speciali ad ogni angolo anche grazie alle potenti sponsorizzazioni - Yahoo!, Condé Nast e un gruppo di donatori dalla Cina portati da Wendi Deng, l'ex moglie di Rupert Murdoch - trasportano il visitatore in un luogo incantato un po' come attraverso lo specchio di Alice nel Paese delle Meraviglie: "Through the Looking Glass" in cinese si traduce "Luna nell'acqua", ed è un chiaro di luna evocato nella casa cinese che è uno dei pezzi forti delle collezioni di arte orientale del Met che dal 7 maggio al 17 agosto sarà popolato da creature fantastiche vestite John Galliano e Martin Margiela. Tre diafani Valentino scarlatti dalla collezione Shanghai abitano un salottino simile a una fumeria di oppio. Il designer britannico Craig Green in bianco e nero futuristico emerge da una foresta di bambù di luci led.

Due volte e mezza più vasta di tutte le precedenti esposizioni del Constume Institute, la spettacolare mostra sulla Cina non è solo una "fashion extravaganza": complici Wong Kar Wai e il production designer di "Interstellar" Nathan Crowley, l'impresa lega idealmente il Constume Institute con il Dipartimento di arte asiatica del Museo che celebra quest'anno i primi 100 anni: ed e così che i 140 abiti e accessori al cuore del percorso vengono declinati vicino a pezzi forti delle collezioni del museo.

Il tutto partendo da un punto di vista speciale: l'abito di seta gialla di Pu Yi, l'ultimo imperatore-bambino della Cina, apre la mostra da una teca di specchi, giustapposto a uno spettacolare abito da sera disegnato da Tom Ford per Yves Saint Laurent mentre nel gioco di specchi scorrono le immagini del film di Bernardo Bertolucci.

Questo è l'inizio di una sarabanda di appropriazioni e ispirazioni, firmate tra gli altri da Alexander McQueen, Roberto Cavalli, Coco Chanel, Christian Dior, Jean Paul Gaultier, Valentino, Karl Lagerfeld, Jeanne Lanvin, Ralph Lauren, Christian Louboutin, Paul Poiret, Paul Smith, Giambattista Valli, Jason Wu, giustapposti a costumi cinesi, dipinti, paraventi, porcellane.

Tom Ford e Rita Ora al gala del Met - Foto: Ansa

Un focus particolare sarà dedicato ad alcune "regine dello stile" come Hu Die conosciuta come Butterfly Wu), Oei Huilan (l'exr Madame Wellington Koo) e Soong May-Ling (Madame Chiang Kai-shek). Per Thomas Campbell, il direttore del museo, è la prova di quel che può fare il Met quando unisce le forze dei suoi dipartimenti che assieme coprono cinquemila anni di storia.

Secondo Andrew Bolton, che ha curato la mostra, "fin dai primi contatti degli europei con la Cina, l'Occidente è rimasto affascinato da immagini che hanno dato ispirazioni per creazioni infuse di romanticismo, nostalgia e illusione". Ispirato alla Cina il gala, che per il Met è la maggior fonte di fundraising. A far gli onori di casa, oltre a Anna Winter, Wong Kar Wai e Jennifer Lawrence, anche Marissa Mayer, la CEO di Yahoo!.
 

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