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Chanel svela 19M, il nuovo quartier generale dei suoi Métiers d’Art

Pubblicato il
today 10 ott 2019
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Chanel ha svelato la struttura 19M, un edificio in costruzione nel nord-est di Parigi, alla Porta di Aubervilliers, destinato a raggruppare le sue case artigianali (i Métiers d’Art) in un unico luogo, formando una vera costellazione di know-how francese.

Rendering del futuro edificio - Chanel


In un lunedì 7 ottobre piovoso e ventoso, Bruno Pavlovsky, presidente del business moda di Chanel e presidente della SAS Chanel, ha issato la bandiera di questo nuovo gioiello della creazione francese presentando 19M a un centinaio di persone: giornalisti, politici locali, artigiani e artisti.
 
L’edificio triangolare di 25.000 metri quadrati ospiterà un impressionante lotto di aziende specializzate, alcune delle quali furono fondate a metà del diciannovesimo secolo: aziende di pizzi, produttori di piume, e poi di tessuti, calzature e guanti, tutti fornitori della mitica maison, ma anche di altre griffe di alta moda e di prêt-à-porter di lusso.

“Un anno fa abbiamo posato la prima pietra dell'edificio, simbolo di una lunga storia d'amore tra Chanel e tutti questi grandi artigiani. Perché l’abbiamo chiamato 19M? M come Métiers d'Art, M come moda, M come mano, M come maison e manifattura, per testimoniare il nostro assoluto attaccamento a questi artigiani. E 19 perché ci troviamo nel XIX arrondissement di Parigi, e perché è il giorno di nascita di Gabrielle Chanel”, precisa Bruno Pavlovsky.
 
Alla sua apertura tra un anno, 19M accoglierà circa 600 dipendenti, raccogliendo dieci delle case specializzate appartenenti alla controllata Paraffection di Chanel, che riunisce un totale di 25 imprese. Tra quelli che si trasferiranno in questi nuovi locali: Lesage Intérieurs e la sua scuola di ricamo, l'atelier Montex e MTX, la sua divisione per l’arredamento, il calzaturiere Massaro, l'esperto in piume e fiori finti Lemarié, la modista Maison Michel, il plissettatore di tessuti Lognon, così come lo studio creativo di Eres, il marchio di costumi da bagno del gruppo Chanel.

Bruno Pavlovsky in mezzo ai lavori - Foto: FashionNetwork.com/ Godfrey Deeny


Bruno Pavlovsky vuole che 19M sia “un luogo aperto, un luogo d'incontro con la diversità... Un centro nevralgico dove gli artigiani, il pubblico, le scuole, gli studenti e gli amanti dell'arte si potranno incontrare”. 19M ospiterà uno spazio espositivo di 1.200 metri quadrati, quello dove si è svolta la cerimonia.
 
La nuova struttura è costruita su un immenso sito di 9.000 metri quadrati ai margini di piazza Skanderbeg, una ventosa rotonda arroccata sulla circonvallazione Périphérique di Parigi, non lontano da Aubervilliers, sobborgo a nord della Ville Lumière che ha un sindaco comunista. 19M è stato disegnato da Rudy Ricciotti, l’architetto del palazzo del Mucem a Marsiglia, e del traliccio in cemento armato che lo sovrasta.
 
Sul versante dell’architettura, il nuovo edificio Chanel ha qualcosa in comune con il suo fratello maggiore di Marsiglia: sarà avvolto da fili di cemento alti 24 metri, a richiamare tessuti che sono ovviamente al centro della creazione moda. Chanel non ha voluto precisare il costo totale del progetto.

Un'opera di Case Maclaim davanti al cantiere - Foto: Craig Schultz/Chanel


“Nei miei progetti prediligo sempre aziende e materiali francesi. Non mi rifornisco in Cina, Turchia o Bangladesh. Non è un discorso di estrema destra, ma quello di un patriota che ama il suo Paese... Ma bisogna dirlo, Penso che questo progetto sia eminentemente politico. Chanel alimenta e difende il savoir-faire francese, qui a Parigi, capitale della Francia. Non bisogna dimenticarlo: queste professioni sono estremamente vulnerabili, perché è difficile trasmettere tutto questo know-how e tutte queste competenze alle nuove generazioni. Ecco perché sono così onorato che Chanel mi abbia affidato questo progetto, che contribuisce a salvaguardare questi meravigliosi mestieri”, si rallegra Rudy Ricciotti, sempre molto appassionato.
 
Quando gli chiediamo perché Chanel abbia affidato il progetto dell'edificio a Rudy Ricciotti, Bruno Pavlovsky risponde con una battuta: “Perché lui ha avuto l'idea più folle. Chi altri avrebbe voluto drappeggiare il nostro edificio sotto un tessuto di cemento? Più seriamente, ciò che ci ha convinto è la sua proposta per la gestione degli spazi, il suo uso della luce e l'adattamento dell'edificio a ciascun métier d’art”.
 
Dalla fine del secolo scorso, Chanel ha preso coscienza della necessità di proteggere questi know-how unici. Per questo, nel 1997 è stata creata la società Paraffection, per comprendervi tutte le sue case che vantano l’etichetta "Métiers d'art".

Un altro rendering dell'edificio 19M - DR


Anche se in verità i legami di Chanel con questi artigiani risalgono a più indietro nel tempo — a Coco Chanel stessa. A partire dal 1954, la stilista francese interpellò l’orafo Goossens per sviluppare della bigiotteria per Chanel. Tre anni dopo, il produttore di calzature Massaro mette a punto la prima scarpa décolleté bicolore, una calzatura emblematica che diventerà rapidamente sinonimo dello stile Chanel. Mademoiselle Chanel si è anche rivolta a Lemarié nel 1960 per sviluppare le prime versioni in tessuto del suo fiore preferito, il garofano.
 
Chanel è presente nella zona nord-orientale di Parigi, abitata dalla classe operaia, da alcuni anni, in particolare in un centro che ospita molte delle sue case "Métiers d'art", che fra un anno si sposteranno nel nuovo edificio.
 
Il quartiere sta vivendo una rinascita lenta, ma certa. Dal 1982, Hermès vi ha insediato un edificio per uffici, che ospita anche dei laboratori di pelletteria, nei pressi della vicina porta di Pantin — a due passi dalla galleria di Thaddaeus Ropac, il più importante mercante d’arte francese d’arte contemporanea.
 
Resta ancora un anno di lavori da completare per 19M prima della sua inaugurazione. Per il momento, la struttura è così nuova che le foto su Google Maps lo mostrano ancora come un gigantesco cantiere.

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