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Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
21 set 2022
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Chanel ha finalizzato la sua riorganizzazione diventando giuridicamente britannica

Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
21 set 2022

Nel gennaio 2016, Maureen Chiquet, la nota CEO di Chanel, è stata licenziata. In seguito, la griffe ha annunciato in occasione della pubblicazione dei risultati annuali la vendita della sua controllata britannica a un’altra entità di sua proprietà. È l'inizio di un lungo percorso di ristrutturazione, terminato quest'anno con la nomina di Alain Wertheimer, uno dei principali azionisti del gruppo con il fratello Gérard, a capo del consiglio di amministrazione di Chanel Limited, divenuta la casa madre del gruppo, come rivela il nuovo sito investigativo Glitz.paris, del gruppo di stampa indipendente Indigo Publications.


L'ultima sfilata haute couture di Chanel per l'inverno 2022 - © PixelFormula


Contattata da FashionNetwork.com, la maison Chanel ci ha precisato tramite un portavoce che "la decisione di fare di Chanel Limited una holding operativa, comune a tutte le società Chanel, è stata presa nel 2018, con l'obiettivo di semplificare e modernizzare la nostra organizzazione amministrativa e legale e centro decisionale, che fino ad allora era basata a New York".
 
In occasione di questo trasferimento nel 2018, Chanel aveva già spiegato di aver "semplificato e razionalizzato la struttura dell'azienda con la creazione della holding Chanel Limited che ha sede a Londra". "Dall'estate del 2017, e come annunciato lo scorso giugno durante la presentazione dei nostri risultati annuali, Chanel Limited è la holding della maggior parte delle entità Chanel", aveva precisato la società ad AFP, aggiungendo "che storicamente queste entità appartenevano a diverse holding”.

Una riorganizzazione che fa della griffe, simbolo per eccellenza del lusso francese, un'azienda inglese. Una scelta che potrebbe sorprendere, soprattutto perché Chanel ha scelto di trasferire la propria sede principale nel Regno Unito proprio mentre il Paese stava avviando il suo ritiro dall'Unione Europea. La società ci spiega la sua motivazione in questi termini: "Londra rappresentava il luogo appropriato per un'azienda internazionale. È la città più centrale per i nostri mercati, vi si parla la lingua inglese, che è quella utilizzata all'interno del gruppo per tutte le nostre riunioni internazionali, e ha solide norme di governance aziendale”.
 
La griffe sottolinea anche che Chanel "rimane un marchio storicamente di origine francese” e che “il gruppo Chanel è sempre stato internazionale, presente in 110 Paesi, con importanti realtà a New York, Parigi, Hong Kong, Ginevra, Shanghai e Tokyo". Inoltre, "dalla creazione della sua sede operativa e finanziaria a Londra, Chanel ha continuato a investire, assumere e svilupparsi in Francia così come negli altri Paesi in cui il gruppo è presente".
 
Oggi, Chanel Limited (Chanel Ltd) è di proprietà della holding della famiglia Wertheimer, Litor, basata alle Cayman, come rivela Glitz, ricordando che la società "controlla tutte le filiali del gruppo nel mondo e consolida i suoi conti su scala planetaria". La sua sede si trova in un edificio situato in Bond Street, sopra la boutique londinese del brand.
 
Chanel ha realizzato nel 2022 un giro d’affari di 15,6 miliardi di dollari, con un utile netto di 4 miliardi. Da febbraio 2022, l'impero Chanel è guidato da Londra da Leena Nair (ex Unilever), CEO di Chanel Ltd, e da Alain Wertheimer nel ruolo di Presidente Esecutivo. Come sottolinea Glizt.paris, "Bruno Pavlovsky, Presidente della filiale francese (recentemente nominato Presidente della Fédération de la Haute Couture et de la mode), è oggi l'unico amministratore di Chanel Ltd a risiedere in Francia".

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