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3 nov 2020
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Centri commerciali, Federdistribuzione: “Stop nel weekend danno importante”

Di
Ansa
Pubblicato il
3 nov 2020

Un danno importante che va ad aggiungersi a quelli subiti con il primo lockdown: è necessario quindi intervenire subito con aiuti mirati perché ora rischiano non solo le imprese del commercio ma anche tutta la filiera produttiva a monte. Ad esprimere la sua preoccupazione per l'ipotesi di una chiusura nazionale durante il weekend dei centri commerciali è il presidente di Federdistribuzione, Claudio Gradara. "In questi giorni si sono alternate un sacco di notizie e quindi aspettiamo di avere un quadro finale dei provvedimenti adottati: in ogni caso rispetto a quanto annunciato da un lato come settore siamo a fianco delle istituzioni nell'augurio che se ne esca il più rapidamente possibile", dice Gradara.

Ansa


"Su un punto però esprimiamo perplessità, sulla logica della chiusura visto che i centri commerciali sono luoghi sicuri, facilmente controllabili in termini di accessi e regolazione dei flussi; avremmo capito altre misure ma la chiusura in sè non sappiano che tipo di utilità possa avere". "Anche perchè”, sottolinea, “se l'obiettivo è ridurre la frequenza, forse se le persone non vanno nei centri commerciali, magari si spostano altrove. Ma non vogliamo iscriverci anche noi alla lunga lista degli esperti".

"C'è comunque da sottolineare un danno molto importante”, spiega Gradara, “perché nei centri commerciali durante il weekend si fa circa il 50% dei fatturati complessivi, che sarà difficile vengano recuperati tenendo anche conto che entriamo nel periodo più importante dell'anno. Insomma speriamo che se si deve fare e serva ci piacerebbe capire che sostegni saranno previsti per il settore: nei centri commerciali ci sono decine di migliaia di attività che operano, anche piccole imprese, pensiamo solo al settore del franchising. Serve la cassa integrazione e non solo: un grande tema che si apre è quello degli affitti e poi il sostegno a realtà imprenditoriali che hanno già avuto danni importantissimi nella prima metà dell'anno. Ci piacerebbe insomma che parallelamente alle misure restrittive ci fosse anche un'indicazione delle misure di sostegno. Nessuna polemica per amor del cielo, siamo in un dramma collettivo ma ci sono problemi veri sul tappeto che vanno affrontati: stavolta il rischio di una crisi forte del commercio c'è davvero e delle filiere produttive che a loro volta subiranno gli effetti di queste misure".

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