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Pubblicato il
23 apr 2020
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Centergross e Confcommercio Bologna: “Nostre imprese pronte per Fase 2. Dateci la possibilità di ripartire”

Pubblicato il
23 apr 2020

Centergross e Confcommercio Ascom Bologna chiedono a gran voce, in un comunicato datato 23 aprile, la veloce riapertura delle aziende e dei negozi della moda, in piena ottemperanza con le più stringenti norme sanitarie, pena il rischio di mettere a repentaglio l’intero settore.

Piero Scandellari, presidente di Centergross


Il distretto della moda bolognese e l’associazione di categoria della Città Metropolitana di Bologna lanciano quindi un messaggio chiaro (“Siamo pronti per la Fase 2. Rimettiamo in moto l’intera filiera della moda”, scrivono nella nota), e chiedono un impegno da parte dello Stato per incentivare i consumi di prodotti italiani attraverso la riduzione, o l’azzeramento, delle aliquote IVA fino al 31 dicembre 2020 e la riduzione dei contributi fino al termine del 2021, per mantenere i lavoratori a costi sostenibili. Le due entità emiliane ritengono anche molto importante la creazione di una campagna nazionale di valorizzazione del vero Made in Italy per incentivare il consumo di prodotti italiani.
 
Secondo i principali quotidiani politici nazionali, le aziende delle costruzioni, del manifatturiero e buona parte di quelle dei servizi riapriranno i battenti dal 4 maggio, con 3,8 milioni di lavoratori interessati dal provvedimento. Ma incontrando le parti sociali, il premier Giuseppe Conte non ha escluso che alcune aziende di rilevanza nazionale possano anticipare la riapertura e tornare in piena produzione da lunedì 27 aprile. L’ipotesi sarebbe quella di dare l’ok agli spostamenti delle persone dal 4 maggio, ma non fuori regione, e che intorno a metà maggio (forse dall’11) possano riaprire i negozi, e una settimana dopo anche bar e ristoranti rispettando le nuove norme di sicurezza e distanziamento sociale, secondo “Il Sole 24 Ore”. Mentre il Governo pensa a quali decisioni prendere, sarebbero oltre 100.000 le aziende che hanno chiesto ai Prefetti l’apertura in deroga, in alcuni casi pare senza protocolli di sicurezza, mentre altrettante si sarebbero attivate sottoscrivendo accordi aziendali. Lo stato italiano sta anche decidendo se rendere di fatto obbligatoria per poter tornare al lavoro la app “Immuni” di Bending Spoons, che ha scelto per tracciare i contagiati, fino ad ora installabile su base esclusivamente volontaria.

In questo contesto, Piero Scandellari, presidente di Centergross, ribadisce quanto sia fondamentale non perdere altro tempo e dare il via alle riaperture produttive. “Siamo pronti all’immediata riapertura delle aziende del nostro distretto”, dice nel comunicato congiunto Centergross/Confcommercio Bologna, “nel pieno rispetto delle norme sanitarie. Le operazioni di messa in sicurezza e di riavvio di tutte le attività inerenti al ciclo produttivo possono richiedere fino a due settimane di tempo a seconda della grandezza delle realtà coinvolte: per questo è fondamentale tornare al lavoro il prima possibile”. Per Scandellari, gli imprenditori di Centergross sono “consapevoli e pronti ad affrontare i sacrifici che li aspettano”, e hanno già “studiato le migliori soluzioni per rimettere in moto il ciclo produttivo”, aggiungendo che “le tempistiche in questo momento sono fondamentali, per alcune aziende la sopravvivenza adesso è una corsa contro il tempo”.
 
“La riapertura dell’intera filiera della moda, dalla produzione alla distribuzione, è una necessità non più rinviabile”, sottolinea Enrico Postacchini, presidente di Confcommercio Ascom Bologna, secondo il quale non si può “perdere ulteriore tempo”.

Enrico Postacchini, presidente di Ascom Bologna


“Le imprese del comparto sono ferme da oltre un mese e il rischio che un asset altamente strategico per tutto il Made in Italy non riesca a recuperare i livelli di occupazione, reddito e consumi precedenti l’emergenza Coronavirus cresce di giorno in giorno”, sostiene Postacchini. “Lo stesso discorso vale per le migliaia di attività di commercio al dettaglio e all’ingrosso del settore moda presenti sul nostro territorio che chiedono con forza di ripartire”, per “tornare a rappresentare” il “propellente per la piena ripresa della capacità produttiva e il rilancio dei consumi”.
 
Polo d’eccellenza dedicato al pronto moda tra i maggiori in Europa, il Centergross si sviluppa in un’area di 1 milione di metri quadrati alle porte di Bologna. Fondato nel 1977, raccoglie oltre 600 aziende, 400 delle quali del settore fashion, mentre le altre operano nei segmenti tessile/mercerie, vetrinistica/oggettistica, consulenza, logistica, ristorazione, servizi per la persona, articoli tecnici e altri servizi. Ben 6.000 le persone che lavorano al suo interno. Il centro registra un volume d’affari totale di 5 miliardi di euro l’annoe la presenza di migliaia di buyer in media al giorno, provenienti per il 60% dai mercati esteri, in particolare da Asia, Europa e Medio Oriente. Nel Centergross operano imprese piccole, medie, e anche grandi, tra le quali realtà internazionali come il Gruppo Teddy (marchi Rinascimento, Kitana, Terranova, Calliope - 644 milioni di fatturato e 2.892 dipendenti), e il Gruppo Imperial (brand Imperial, Please, Dixie, Magico Kid - 200 milioni di fatturato e 800 dipendenti).

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