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Censis: il “fatturato” della contraffazione vale 7,2 miliardi (+3,4%)

Di
Ansa
Pubblicato il
today 20 dic 2018
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Il “fatturato” della contraffazione vale 7,2 miliardi di euro e cresce del 3,4% rispetto al 2015. A causa del mercato del falso 100 mila occupati in meno e risorse sottratte al fisco per 1,7 miliardi di euro. Nell'ultimo anno effettuati più di 13 mila sequestri e 31,7 milioni di articoli fake ritirati dalla vendita. Ma il fenomeno si trasforma: è sempre più “liquido”, ora serve il coinvolgimento dei cittadini. È quanto emerge da una ricerca del Censis realizzata per il Ministero dello Sviluppo Economico (Direzione Generale Lotta alla contraffazione-UIBM).

Merci contraffatte - Ansa

 
Senza la contraffazione, calcola il Censis, la produzione interna registrerebbe un incremento di 19,4 miliardi di euro, con un valore aggiunto di 7 miliardi (un valore quasi uguale, ad esempio, a quello generato dall'intera industria metallurgica). Produrre e commercializzare gli stessi prodotti nei circuiti dell'economia legale comporterebbe 104.000 unità di lavoro in più (circa il doppio dell'occupazione, ad esempio, dall'intera industria farmaceutica). Ogni euro sottratto al mercato della contraffazione genererebbe 2,7 euro nell'economia legale nazionale.
 
L'emersione della contraffazione significherebbe anche un aumento del gettito fiscale, tra imposte dirette (su impresa e lavoro) e indirette (Iva), perché oggi il mercato del falso sottrae all'erario 1,7 miliardi di euro. Se si considerano anche le imposte che deriverebbero dalla produzione attivata nelle altre branche dell'economia, a monte e a valle, il gettito fiscale complessivo aumenterebbe a 5,9 miliardi di euro, pari al 2,3% del totale delle entrate dello Stato per le stesse categorie di imposte.

Al primo posto tra i prodotti contraffatti ci sono l'abbigliamento, gli accessori e le calzature, il cui valore sul mercato nazionale del fake è stimabile in 2,4 miliardi di euro, pari al 33,1% del totale. Segue il settore dei materiali audio e video, tra cui i videogiochi, con un valore di spesa pari a quasi 2 miliardi di euro (il 27,6% del totale). Vengono contraffatti anche i prodotti alimentari, Dop e Igp, per un valore di oltre 1 miliardo di euro nell'ultimo anno, pari al 14,5% del totale. In aumento la contraffazione di apparecchiature elettriche, soprattutto componenti di telefoni cellulari, con un valore di 816 milioni di euro (l'11,3% del totale). Orologi e gioielli contraffatti valgono nel mercato del falso 387 milioni di euro (il 5,4% del totale).
 
Segue il settore del materiale informatico, costituito soprattutto da componenti hardware per computer, tablet, schede di memoria, chiavette Usb, per un valore di 309 milioni di euro (il 4,3% del totale), con un incremento dell'8,4% negli ultimi due anni. Seguono i profumi e i cosmetici (115 milioni di euro) e i pezzi di ricambio per auto, soprattutto candele e batterie (105 milioni di euro). In forte crescita è la contraffazione di giocattoli: 34 milioni di euro (+20,4% tra il 2015 e il 2017). Infine, i medicinali (21 milioni di euro), che rappresentano solo lo 0,3% del mercato del falso.
 
Nell'ultimo anno l'Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza hanno effettuato 13.638 sequestri, determinando il ritiro dal mercato di 31,7 milioni di articoli contraffatti, provenienti in larga prevalenza dalla Cina. Tuttavia, tra il 2008 e il 2017 i sequestri e le merci confiscate sono diminuiti di oltre il 24% a causa delle nuove strategie di elusione dei controlli, a cominciare dal frazionamento dei carichi illeciti in partite di piccola entità portate a destinazione da corrieri, anche occasionali, a bordo di furgoni o autovetture, o al seguito di passeggeri in sbarco presso porti e aeroporti.

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