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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
22 giu 2020
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Celio chiede la procedura di salvaguardia

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
22 giu 2020

Non cessa in Francia l’ondata di ricorsi ai tribunali commerciali da parte dei marchi di moda. L’ultimo ad aggiungersi a questa lista certamente poco gettonata è Celio: la catena di moda maschile ha appena richiesto l'apertura di una procedura di salvaguardia presso il tribunale commerciale di Bobigny. Una soluzione che ha scelto di tentare per “trovare un modo per uscire dalla crisi”.

Un negozio Celio - Celio


Con i suoi negozi rimasti chiusi per diverse settimane finendo per penalizzarne pesantemente i conti, la società, che si definisce leader del prêt-à-porter maschile in Francia, alla fine non ha ottenuto un prestito garantito dallo Stato, nonostante lunghe trattative, fatto che avrebbe facilitato il suo rilancio, come accaduto per molte altre aziende della distribuzione. “Questa soluzione consentirà al gruppo di preservare il proprio flusso di cassa per i prossimi mesi al fine di concedersi del tempo per la ripresa dell'attività commerciale e di adattare la trasformazione già in atto”, annuncia il marchio ai suoi 4.000 dipendenti.
 
Le società Celio France e la casa madre Celio International sono interessate da questo provvedimento di salvaguardia. Le filiali straniere, gli affiliati di Celio in Francia e i franchising all’estero non entrano però in questo perimetro.

“Il Covid-19 destabilizza la situzione economica del gruppo e questo nonostante un rapido adattamento dei suoi costi e il ricorso alla cassa integrazione parziale”, prosegue l’insegna. La crisi sanitaria aveva portato alla chiusura per due mesi dei 1.585 punti vendita Celio, facendo perdere al gruppo quasi 100 milioni di euro tra marzo e maggio 2020. Ad oggi, quasi 300 unità hanno ancora le serrande abbassate in tutto il mondo.
 
“La situazione ovviamente non è tornata alla normalità, ma la ripresa delle nostre vendite è meno limitata di quanto temessimo. Tutti i nostri team sono mobilitati per superare questa crisi e continuare a creare il Celio di domani”, ha affermato la CEO della catena, Gaëlle de la Fosse, in un comunicato.

Gaëlle de la Fosse, CEO di Celio - Celio


Per il momento, l’azienda non annuncia alcuna modifica ai propri piani, e mantiene a circa 40 il numero di negozi che dovrebbe chiudere nel 2020, come la stessa Gaëlle de La Fosse ha recentemente spiegato a FashionNetwork.com. La procedura di salvaguardia deve permettere al gruppo di guadagnare tempo, anche in attesa di una ripresa dei consumi. Il piano di salvaguardia non è ancora stato definito e deve, ci precisa un portavoce di Celio, essere definito dalla direzione e da un amministratore giudiziario nei prossimi mesi.
 
Nato nel 1978 su impulso dei fratelli Marc e Laurent Grosman, Celio ha dato nuova vita alla sua offerta e immagine nell'autunno del 2019, operando una revisione delle proprie collezioni e modernizzando la sua comunicazione. Un piano di trasformazione che “aveva già iniziato a dare i suoi frutti”, ma che adesso subisce una battuta d’arresto. L’azienda francese non comunica la situazione delle sue vendìte globali, ma il fatturato della sua struttura in Francia è arrivato a 494 milioni di euro nell’esercizio 2019.

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