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Pubblicato il
30 apr 2020
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Cavalli-sindacati: braccio di ferro su Sesto Fiorentino

Pubblicato il
30 apr 2020

Continua il braccio di ferro tra Roberto Cavalli e i sindacati sull’intenzione della società di chiudere il sito di Sesto Fiorentino, in provincia di Firenze, e aggregare tutte le funzioni amministrative e commerciali nella sede di Milano.

Roberto Cavalli


Annunciata dalla griffe la scorsa settimana in un incontro informale, l’operazione ha subito suscitato la contrarietà dei sindacati che hanno spinto per l’apertura di un nuovo tavolo di crisi in Regione Toscana.
 
L’ipotesi è stata ampiamente discussa il 30 aprile nel corso di una videoconferenza tra il management dell’azienda, le organizzazioni sindacali e la RSU. All'incontro hanno partecipato anche il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, l'assessore al lavoro del Comune di Firenze, Andrea Vannucci, e il consigliere per il lavoro della Regione Toscana, Gianfranco Simoncini. 

Stando alla nota della regione, la proprietà avrebbe manifestato l’intento di voler caratterizzare la Roberto Cavalli sempre più come una società commerciale, accelerando così un processo in atto da tempo, dal momento che tutte le fasi produttive erano già state esternalizzate molti anni fa.
 
Conservare l’attuale rete di terzisti in Toscana e ricollocare su Milano i 170 addetti del sito. Questo il piano su cui ha voluto vedere chiaro Simoncini, dopo averlo definito “poco comprensibile” alla luce delle decisioni già adottate “di concentrare su Sesto molte attività precedentemente allocate a Milano”.
 
Contro la necessità di uno spostamento del personale nel capoluogo lombardo, Simoncini ha evocato l’impiego del lavoro a distanza, sottolineando le potenzialità della digitalizzazione nell'organizzazione del lavoro. Il consigliere ha poi lamentato l'assenza di un “dettaglio econimico/finanziario che giustifichi l'orientamento assunto”

Gli fa eco il responsabile della segreteria del presidente della Regione, Paolo Tedeschi, secondo il quale la decisione è “in controtendenza con quanto fatto da altri gruppi, nazionali ed internazionali, che hanno scelto di valorizzare la propria presenza in Toscana”.
 
Restano sul piede di guerra i sindacati, che hanno definito “inaccettabile” l'ipotesi e chiesto “ai rappresentanti dell’azienda di riportare al CdA la richiesta di riconsiderare la scelta annunciata”, spiega la nota congiunta Femca Cisl e Filctem Cgil Firenze.
 
La vertenza sembra giunta ad un punto di stallo, con la Regione che non vuole sentire ragioni e torna all'attacco promettendo “strumenti a sostegno di investimenti sul territorio a fronte della garanzia del mantenimento dei posti di lavoro, compresi quelli dell'indotto”.
 
Da parte sua, Roberto Cavalli ha espresso nei confronti delle istituzioni un “sincero apprezzamento per l'impegno e l'assistenza prestata nel facilitare un dialogo costruttivo con i sindacati per trovare una soluzione reciprocamente condivisa che sia nell'interesse di tutte le parti".
 
L’incontro, conclude la società, è stato l’occasione per ricordare come Roberto Cavalli “stia adottando misure proattive per gestire l'impatto significativo che la pandemia di Covid-19 sta avendo sul settore moda, soprattutto in considerazione della chiusura obbligatoria della propria rete di negozi europea.

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