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4 apr 2019
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Cavalli, nuovi sacrifici in vista

Di
Ansa
Pubblicato il
4 apr 2019

I sacrifici per Roberto Cavalli, che già ha tagliato il costo del lavoro, collaborazioni e consulenze, in particolare nell'area "stile", continuano. Dopo la "riduzione del perimetro delle società estere con possibile avvio di procedure liquidatorie/concorsuali; interruzione dei contributi marketing alle società estere (20 milioni di euro), cessazione del rapporto con 12 collaboratori e consulenti nell'area marketing e stile (con un risparmio, su base annua, di circa 700 mila nel corso del mese di marzo 2019); la sostituzione interna del direttore creativo Paul Surridge" si legge nella domanda di concordato preventivo depositata in Tribunale e consultabile al Registro delle Imprese, la società "sta pianificando e intende avviare ulteriori iniziative”. 

Roberto Cavalli - A/I 2019 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Figurano “l'eventuale chiusura di alcuni punti vendita non strategici/performanti (con un risparmio di circa 500.000 euro all'anno); la richiesta di attivazione della procedura di Cassa Integrazione Guadagni Straordinari sul personale (l'avvio delle consultazioni sindacali potrebbe avvenire il 1° aprile 2019 con l'obiettivo di attivare la procedura entro fine maggio 2019); la rimodulazione e riduzione degli ordinativi di prodotti per le stagioni FW19/20 e SS20 al fine di allineare gli ordini con la riduzione del perimetro dei punti vendita e delle società estere, così riducendo l'esborso finanziario per la società; e, infine, la cessazione di ulteriori rapporti di collaborazione e consulenza, con l'obiettivo, in ogni caso, di mantenere la piena operatività dell'ufficio design e stile".

In occasione dell'assemblea tenutasi il 13 marzo scorso, la società, insieme ad Alix Partner, aveva presentato ai soci un piano di ristrutturazione che prevedeva, al netto di una serie di azioni per tagliare i costi e recuperare risorse finanziarie, un aumento di capitale da 47 milioni di euro. I soci, tuttavia, avevano bocciato l'operazione, autorizzando il CdA al ricorso prenotativo (ex art.161).

Nella domanda al tribunale, la Roberto Cavalli chiede 120 giorni per predisporre l'accordo di ristrutturazione dei debiti, del piano e della documentazione di legge e per "consentire alla società di coltivare adeguatamente i contatti avviati e raccogliere eventuali nuove manifestazioni di interesse". A dicembre "9 potenziali investitori avevano confermato il proprio interesse" ma "a nessuna delle manifestazioni di interesse è seguito un accordo vincolante".

La ricerca di un nuovo socio è iniziata, ricostruisce il ricorso per la domanda di ammissione al concordato, nel mese di settembre 2018. L'advisor Rothschild ha contattato oltre 80 possibili investitori, dei quali 26 hanno dimostrato un potenziale interesse. Di questi in 9 hanno confermato il proprio interesse nel corso del mese di dicembre. La rosa si è ristretta a 6 che hanno presentato manifestazioni di interesse e poi con quattro sono state avviate le trattative. Alla due diligence sono poi arrivati Bluestar Alliance, Renzo Rosso e Philippe Plein.

Bluestar Alliance ha messo sul piatto 5 milioni per il 100% del capitale e nuove risorse per 105 milioni tramite acquisizione dei marchi in Nord America, la cessione del marchio di classe 3 a Interparfums per 40 milioni e un aumento di capitale di 30 milioni sottoscritto interamente da Bluestar. La proposta è poi stata modificata, tra l'altro, subordinando il closing dell'operazione, ipotizzato entro la metà di aprile 2019 (con signing entro il 28 marzo 2019), all'attestazione del piano di risanamento da parte dell'esperto e si è impegnata a rendersi essa stessa acquirente del marchio di classe 3 al closing dell'operazione concedendo però un earn-out in favore degli attuali soci nel caso in cui tale vendita si fosse perfezionata nei 12 mesi successivi. L'offerta è stata approvata sia dal CdA che dal socio Varenne 3 e dopo la due diligence da parte di Bluestar, la quale in data 20 marzo 2019 ha dichiarato l'esistenza di talune criticità legate alla struttura dell'operazione e, in particolare, al prospettato trasferimento dei marchi.

La OTB di Renzo Rosso, già licenziatario del marchio "Just Cavalli", ha presentato una manifestazione di interesse che prevedeva la ricapitalizzazione per 164 milioni (120 milioni per cassa di cui 70 milioni da parte di OTB e 50 milioni da parte dei soci attuali e 44 milioni tramite il conferimento in natura della licenza "Just Cavalli"). Inoltre, OTB richiedeva circa 2 mesi di lavoro per confermare la proposta e procedere alla firma di un accordo vincolante.

Infine, lo stilista tedesco Philipp Plein ha invece sottoscritto un memorandum of understanding non vincolante che prevedeva 90 milioni da mettere in una newco per rilanciare il marchio e la società e di finalizzare l'operazione tramite acquisizione del 100% della società per 27 milioni da parte di newco e contestuale reinvestimento pro quota da parte di Varenne 3 oltre che, se del caso, dagli altri soci di minoranza.

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