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3 apr 2019
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Cavalli: i conti dei sindacati, passò a Clessidra per 450 milioni di euro

Pubblicato il
3 apr 2019

Cavalli passò a Clessidra per 450 milioni di euro. La cifra, pagata dal fondo d’investimento italiano nel 2015 per comprare la maggioranza (90%) della griffe fiorentina, sarebbe uscita direttamente dal tavolo di crisi tenutosi il 1° aprile in Regione Toscana sulla Roberto Cavalli SpA, in stato di dissesto finanziario e prossima al concordato preventivo.

Lo stilista Roberto Cavalli alla Milano Design Week 2014


A confermarla sarebbe stato lo stesso presidente del CdA del gruppo Italiano del lusso, Emiliano Nitti. Incalzato dai sindacati che reclamavano verità sul valore della transazione che segnò il passaggio di mano di Cavalli, Nitti avrebbe spiegato come solo 15 milioni (dei 450) siano serviti alla ricapitalizzazione dell’azienda.
 
Al tempo dell’acquisizione, le ipotesi più accreditate sull’esborso complessivo a carico del fondo si aggiravano intorno ai 350 milioni di euro.

Secondo quanto si legge nella nota firmata dalle associazioni sindacali Filctem CGIL Firenze, Filctem CGIL Milano, Femca CISL, circa 230 milioni sarebbero andati proprio allo stilista Roberto Cavalli, fondatore negli anni '70 del marchio omonimo, di cui tutt’ora conserva una quota del 10%. 
 
Altre partite sarebbero state destinate alle nuove aperture (circa 16 milioni di euro) e ad iniziative di marketing (circa 27 milioni di euro).  

Si tratterebbe di cifra importante, quindi, mai transitata nelle casse aziendali, nonostante la griffe avesse iniziato, già nel 2015, a mostrare evidenti segni di difficoltà. Proprio mentre si concretizzava il passaggio al fondo, infatti, e dopo un 2014 brillante, con un fatturato consolidato di 209 milioni (+4,2%) e un EBITDA in aumento a 24,4 milioni (+9%), Roberto Cavalli annunciava 6 mesi in negativo (rispetto al primo semestre dell’anno precedente) e un rosso di 5,9 milioni di euro.
 
Mentre continua l’operazione trasparenza avviata da sindacati e istituzioni sul disinvestimento annunciato da Clessidra, sale l’attesa per la decisione del tribunale di Milano, al quale la griffe ha presentato il 2 aprile scorso la domanda di concordato preventivo in continuità.

Intanto, le associazioni sindacali hanno chiesto l’apertura di un secondo tavolo, che dovrebbe tenersi, sempre in Regione, entro il prossimo 25 aprile, e al quale è stato invitato a sedersi anche l’advisor Rotschild, incaricato da Clessidra di individuare un nuovo acquirente per la Roberto Cavalli.

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